DAVOS, TRUMP “REPLICA” A GRETA THUNBERG/ “I perenni profeti di sventura sul clima”

- Niccolò Magnani

Davos, Donald Trump ha replicato a Greta Thunberg, anche se in via indiretta, parlando di “Perenni profeti di sventura sul clima”

Greta a Davos
Greta Thunberg al Forum di Davos (LaPresse, 2020)

E’ giunto il momento anche del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, al forum di Davos. I toni del numero uno a stelle e strisce non cambiano, e lo stesso si è scagliato contro i “profeti perenni di sventura”, ovvero, coloro secondo cui il mondo è alle prese con una grave crisi ambientale: “Dobbiamo respingere i profeti perenni di sventura e le loro previsioni sull’apocalisse”. Un riferimento forse alle recenti parole della giovane attivista Greta Thunberg, che aveva invece esternato tutta la sua amarezza con il suo “non avete fatto nulla”. Trump ha annunciato la partecipazione degli Usa all’iniziativa “1 miliardo di alberi contro il cambiamento climatico”, per poi spiegare: “Sono orgoglioso di dire che gli Stati Uniti sono sbocciati. Abbiamo realizzato cose che il mondo non ha mai visto prima. L’America prospera e vince come mai prima d’ora. Siamo un esempio per il mondo”. Un commento anche sulla Cina: “Il mio rapporto con Xi Jinping non è mai stato migliore, eccetto che lui con la Cina è indietro rispetto agli Stati Uniti”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

DAVOS, GRETA THUNBERG: “NON E’ CAMBIATO NULLA”

«Oggi è una grande rinascita dell’economia americana […] dobbiamo però lavorare per un’economia più inclusiva»: così apre i lavori a Davos, presso il Wordl Economic Forum, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il tema dell’ambiente e l’impegno mondiale per ridurre il gap tra povertà e ricchezza sono i punti centranti e centrali dell’intera sessione di lavori, con però due “ospiti” di eccezione che sono stati invitati per questo giorno di apertura. Il leader Usa, che ha preso parola poco prima di mezzogiorno, e l’attivista per il clima 16enne Greta Thunberg che questa mattina ha iniziato le discussioni con un lungo intervento di ennesima “sfida” ai potenti della terra sull’emergenza del riscaldamento globale. Dopo un anno in “tour” preso i luoghi strategici del potere mondiale (dall’Onu ai parlamenti, da forum fino alle piazze delle principali capitali) la ragazzina fondatrice del movimento di protesta ambientalista “Fridays for Future” passa alla “fase 2” della sua battaglia, ovvero chiedere direttamente ai Governi interventi specifici per favorire il clima anche nei luoghi meno sviluppati della Terra. «I Paesi più ricchi aiutino i più poveri a mettersi in linea sui cambiamenti climatici», richiama con forza Greta dal palco di Davos, nella cornice delle Alpi svizzere. «Questo è solo l’inizio», grida quasi la 16enne al pubblico in sala per far capire il suo spirito battagliero che non conta di cedere il passo dopo questi primi anni di esposizione globale.

L’ULTIMATUM DI GRETA A DAVOS

I ricchi e potenti della Terra tutti riuniti in Svizzera a “seguire” le indicazioni di una ragazzina che ha “scatenato” piazze con migliaia di giovani per sensibilizzare sul tema ambientale: questo è il quadro di questo primo giorno del Forum di Davos ma anche il “progetto” cui tende dare sviluppo Greta e l’intera organizzazione contro il surriscaldamento globale. Gli organizzatori del forum le hanno assegnato un ruolo da protagonista: l’intervento di apertura, un panel dedicato ai giovani e il secondo e poi un secondo dove Greta lancerà una sorta di “ultimatum” contro «l’Apocalisse climatica», come da lei definita questa mattina. Non è un caso che tutto questo avvenga nel giorno in cui è ospite sul palco anche Donald Trump, il principale “obiettivo” di Greta Thunberg come esempio di chi non sta (e non vuole) fare abbastanza contro il peggioramento climatico. «Nessuno se lo sarebbe aspettato, c’è una maggiore consapevolezza e il cambiamento climatico è diventato un tema ‘caldo’. Ma da un altro punto di vista non è stato fatto nulla, le emissioni di Co2 non sono state ridotte ed è questo il nostro obiettivo», attacca Greta nel giorno del 50esimo compleanno del Forum di Davos, salvo poi puntualizzare «Non posso certo lamentarmi di non essere ascoltata, vengo ascoltata in continuazione, ma la scienza e i giovani in generale non sono al centro del dibattito sul clima. Invece si tratta del nostro futuro e c’è bisogno di portare la scienza al centro della conversazione». Per la prima volta da quando esiste il World Economico Forum, i 5 maggiori rischi per l’economia globale presentati questa mattina sono tutti legati al clima: si tratta di condizioni meteorologiche estreme, fallimento delle azioni per il clima, disastri naturali, perdita di biodiversità e disastri naturali causati dall’uomo.

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