De Benedetti “In Italia serve patrimoniale”/ L’ingegnere “Doveroso ma il governo…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Carlo De Benedetti è convinto che l’Italia abbia bisogno di una tassa patrimoniale, e lo ha ribadito nella serata di ieri dopo averlo già spiegato lo scorso maggio

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Ezio Mauro e Carlo Debenedetti, la "Repubblica delle idee" (LaPresse)

L’imprenditore Carlo De Benedetti, storico nemico di Silvio Berlusconi, è intervenuto nella serata di ieri durante la trasmissione di La7 “Otto e Mezzo”, noto talk show politico condotto da Lilli Gruber. L’occasione, come sottolineano i colleghi de Il Giornale, è stata propizia per invitare l’esecutivo Conte Bis ad introdurre una tassa patrimoniale, ovvero, un prelievo sui risparmi dei cittadini: “Una tassa patrimoniale sarebbe doverosa – confessa l’ingegnere – ma questo governo non la farà”. De Benedetti non è nuovo a questa proposta visto che soltanto pochi mesi l’aveva già esternata sempre alla Gruber: “Per risolvere il problema delle disuguaglianze sociali ci vuole una patrimoniale annuale come fa la Svizzera, dove non ci sono pericolosi comunisti. Penso a una tassazione sul patrimonio dello 0,8% annuo, che sarebbe giusta perché darebbe un segno nella risoluzione delle disuguaglianze. La patrimoniale è impopolare ma è giusta”.

DE BENEDETTI E LA PATRIMONIALE: ANCHE CONTE POCO TEMPO FA…

A dire il vero anche l’esecutivo, negli ultimi complicati mesi, ha accennato alla patrimoniale, senza però aver avuto mai il coraggio di introdurla, come quando il premier Conte aveva spiegato durante una conferenza stampa dello scorso mese di maggio: “Siamo tutti consapevoli che in Italia c’è tanto risparmio privato, è uno dei punti di forza”. Dichiarazioni che avevano fatto scatenare una vera e propria bufera sui social, con numerosi commenti ovviamente negativi. Ma c’è chi fa notare che in realtà la patrimoniale in Italia esiste già, ed è l’Imu, la tassa sulla casa: “Il problema più grave è dato proprio dall’Imu – le parole di Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, rilasciate qualche tempo fa sempre a Il Giornale – un’imposta patrimoniale ordinaria sugli immobili è in sé un’iniquità, considerato che si tratta di un tributo di fatto espropriativo del bene colpito, il cui valore viene nel tempo inevitabilmente eroso. Qualche proprietario, negli ultimi anni, pur di sottrarsi a questo tributo ha provato a cedere il suo immobile allo Stato (senza successo) o a ridurlo in rudere: rispetto al 2011, ultimo anno pre-Imu, i ruderi sono raddoppiati, passando da 278.121 a 548.148. Sarà un caso?”.

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