De Laurentiis: “Calcio in tv deve essere gratis per tutti”/ “Arbitri dovrebbero dipendere dai club”

- Chiara Ferrara

Aurelio De Laurentiis critico nei confronti del calcio italiano: "Dovrebbe essere gratis per tutti in tv". E ha da ridire anche sul sistema arbitrale

De Laurentiis Napoli Serie A Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli (Foto: Ansa, 2023)

Aurelio De Laurentiis, nel corso dell’evento Business of Football Summit organizzato a Londra dal Financial Times, ha parlato del calcio italiano e della necessità di risollevarlo: “Deve essere gratis per tutti. Se vuoi recuperare pubblico devi andare in diretta tv gratis. E tu come imprenditore devi essere quello che sa raccogliere una pubblicità gigantesca. E conta anche come fai vedere il calcio. Non solo negli stadi, che in Italia sono fatiscenti e non confortevoli per il pubblico. Parlo anche della tv”.

In tal senso il paragone con altri sport che attirano nicchie di pubblico diverso è d’obbligo. “Non è possibile che in Formula 1 le immagini mi facciano quasi credere di essere al posto del pilota e nel calcio non sia così. Io vorrei scegliere i miei registi. Dico sempre che l’esempio di come trasmettere una partita è la finale del Mondiale tra Argentina e Francia”, queste le sue parole riportate dalla Gazzetta dello Sport.

De Laurentiis: “Calcio in tv deve essere gratis per tutti”. Le accuse al sistema e agli arbitri

I cambiamenti che Aurelio De Laurentiis vorrebbe apportare al settore, tuttavia, non riguardano soltanto la trasmissione delle partite. “Il calcio si è invecchiato anche come gioco: bisognerebbe sedersi ad un tavolo e riflettere, ma il nostro è un grande circo in cui non ti puoi fermare a pensare e quindi non puoi ribellarti”, ha sottolineato. Le accuse in tal senso hanno più destinatari. “Il calcio è malato, perché l’economia del calcio è malata. Perché campionati e squadre non sono in grado di competere dal punto di vista finanziario. I campionati non sono produttivi abbastanza”.

E sulle continue polemiche arbitrali. “La classe arbitrale dovrebbe dipendere dai club, con cui dovrebbe dialogare perché non sia una casta ma dei collaboratori. E non esiste che un arbitro espella un allenatore. Il calcio sembra una barzelletta per questo”, ha concluso.





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