Superbonus, niente proroga ma decreto ad hoc/ Milleproroghe e Irpef ok in CdM. Salta norma Decreto Crescita

- Niccolò Magnani

Cosa c'è nel Decreto Milleproroghe approvato in CdM: tutte le norme e le discussioni al tavolo del Governo Meloni. Gli altri temi in odg: nuova Irpef, decreto-sanatoria sul Superbonus

Governo Governo Meloni: I Ministro Tajani e Giorgetti con il sottosegretario Mantovano (LaPresse, 2023)

CDM APPROVA MILLEPROROGHE, IRPEF E DECRETO SUPERBONUS: SALTA PROROGA SUL DECRETO CRESCITA

In un lungo CdM “orfano” della Premier Meloni ancora ammalata, il Governo ha approvato oltre ad un decreto ad hoc sul Superbonus, anche il Dl Milleproroghe e il nuovo pacchetto fiscale tra cui spicca la norma sull’Irpef. Procedendo per ordine, partiamo dall’accordo raggiunto pre-CdM dalla riunione Salvini-Tajani-Giorgetti con il sottosegretario Mantovano: non ci sarà una vera e propria proroga sul Superbonus, semmai un provvedimento che limita i danni per chi ha già iniziato i lavori e soprattutto non lo costringe a restituire i soldi. Spiega dopo la fine del CdM il capogruppo di Forza Italia, Paolo Barelli: «Continuerà ad esistere il bonus al 70% per tutti coloro che proseguiranno i lavori nel 2024 ed è prevista una sanatoria che permetterà di evitare la restituzione delle somme per coloro che non hanno completato i lavori entro il 31/12. Il bonus edilizio al 110% resta comunque per coloro che hanno reddito basso e non hanno completato i lavori». Il MEF spiega che viene creato un fondo a favore dei contribuenti con reddito fino a 15mila euro che potranno avvalersi di un contributo sulle spese sostenute dal primo gennaio fino al 31 ottobre 2024.

Il Cdm ha approvato definitivamente altri quattro decreti legislativi attuativi della Delega fiscale, provvedimenti che vanno nella direzione di migliorare e semplificare il sistema fiscale: «primo modulo della riforma Irpef riduce gli scaglioni da 4 a 3, annuncia il Governo in una nota, «procede speditamente sull’attuazione della Delega e chiude il 2023 rispettando tutti gli obiettivi che si era prefissato. Nel 2024 verrà completata la rivoluzione fiscale che l’Italia aspetta da più di 50 anni». «Il 2023 si chiude con un bilancio più che positivo per quel che riguarda il processo di attuazione della riforma fiscale»: è quanto dichiara all’ANSA il vice ministro dell’Economia Maurizio Leo, in una nota dopo l’approvazione del pacchetto fisco con la nuova Irpef, «Il Cdm ha approvato, oltre i due della scorsa settimana, altri quattro decreti legislativi. Provvedimenti molto importanti, che contribuiranno a semplificare il sistema fiscale, rendendolo più equo e dinamico». Spiega ancora il vice di Giorgetti, «viene semplificato il quadro relativo alle aliquote Irpef, con un maggiore risparmio fiscale per le fasce di reddito medio-basse, più esposte ai continui mutamenti del quadro economico-finanziario internazionale».

Tra le varie misure presenti nel Dl Millepeoroghe approvato in Consiglio dei Ministri non trova invece posto, a sorpresa, la proroga di due mesi per il Decreto Crescita che avrebbe consentito gli sconti fiscali per i contratti sportivi, tema molto caro ai club di Serie A: secondo fonti dell’ANSA, la mini proroga è saltata dopo una lunga discussione tra i vari ministri. Se l’indiscrezione dovesse essere confermata, per le squadre del campionato italiano «resterà la stretta che scatterà da gennaio introdotta con uno dei decreti legislativi attuativi della delega fiscale».

ACCORDO SUL SUPERBONUS IN CDM: PRESIEDE TAJANI, MELONI INFLUENZATA

È cominciato in netto ritardo il CdM del Governo Meloni, appena dopo le ore 17: a presiedere la riunione del Consiglio dei Ministri è il vicepremier Antonio Tajani in quanto la Presidente Meloni si trova ancora indisposta a casa colpita dalla sindrome otolitca (qui sintomi e spiegazione della particolare malattia, ndr). All’ordine del giorno confermato il decreto legge Milleproroghe e un pacchetto di decreti attuativi della delega fiscale all’esame definitivo, tra cui l’attuazione del primo modulo di riforma dell’Irpef.

Ma il ritardo all’inizio del CdM, oltre all’influenza della Premier, è legato proprio all’accordo trovato in extremis nella maggioranza su una misura ad hoc che fuori da Manovra e Decreto Milleproroghe arrivi a modificare l’impianto del Superbonus 110%. Secondo prime fonti all’ANSA, l’intesa sarebbe stata trovata grazie alla riunione tra i due vicepremier Tajani e Salvini con il Ministro del MEF Giorgetti: «Ci sarebbe l’accordo per non inserire l’intervento nel decreto Milleproroghe ma in un provvedimento ad hoc. Non si tratterà, viene specificato, di una proroga ma di una misura mirata». È poi su X che Forza Italia annuncia il pieno raggiungimento dell’accordo di Governo: «sul Superbonus grazie all’impegno di Forza Italia saranno tutelati imprese e cittadini, soprattutto quelli più deboli che non dovranno restituire soldi per i lavori non conclusi e verranno sostenuti per completarli. Passa la linea del Buongoverno».

COSA C’È NEL DECRETO MILLEPROROGHE OGGI IN CDM

Rinviata la conferenza stampa di fine anno per la continua indisposizione da influenza del Premier Giorgia Meloni (era prevista per stamattina alle ore 11, si terrà il 4 gennaio 2024 sempre alle 11), alle ore 15.30 resta convocato il CdM numero 64 per il Governo di Centrodestra, l’ultimo dell’anno 2023. Al centro delle discussioni il Decreto Milleproroghe di fine anno, il consueto provvedimento staccato dalla Manovra di Bilancio che contiene in 23 articoli tutte le minori spese/proroghe/deroghe che non vengono rendicontate all’interno della Finanziaria. Oltre al Milleproroghe trovano spazio nell’ordine del giorno divulgato dal CdM, il pacchetto fiscale con la nuova Irpef e le riflessioni della maggioranza sulle eventuali minime proroghe al Superbonus 110% in scadenza con il 31 dicembre 2023.

Partendo dal provvedimento più corposo, nella bozza che arriva questo pomeriggio in Consiglio dei Ministri sono tante le norme inserite nei 23 articoli fissati: dalla Cabina di regia sui Lep verso l’Autonomia differenziata alla proroga per la fatturazione elettronica degli operatori sanitari, dall’uso del fondo complementare al Pnrr per il sisma del 2016 fino alla piena abrogazione di Assoprevidenza. Inserito nel testo la possibilità per i medici di andare in pensione dopo i 72 anni, in deroga alla legge Fornero, mentre nel Milleproroghe potrebbe trovare spazio anche la proroga dello smart working per il pubblico e l’estensione della fine del mercato tutelato del gas in scadenza il prossimo 10 gennaio, come già fatto per quello dell’energia.

Capitolo sport, importante la misura presente nel Milleproroghe atta a prorogare di qualche mese le regole del vecchio Decreto Crescita: vi sarebbe infatti la proroga di due mesi del regime fiscale di vantaggio per il mondo dello sport per i nuovi contratti sottoscritti fino a febbraio, Serie A del calcio inclusa (permettendo così un mercato di gennaio ancora all’insegno di contratti “milionari” per attirare nuovi giocatori nel nostro Campionato). Si tratta di una mini proroga fino a febbraio 2024 per gli sportivi ma solo se «le società sportive datrici di lavoro risultano in regola con il pagamento degli obblighi fiscali contributivi e previdenziali». Nel Dl omnibus che proroga misure in scadenza il 31 dicembre trovano infine spazio anche il regime transitorio per le gare delle agenzie di stampa e la proroga per il risanamento delle baraccopoli di Messina.

GLI ALTRI PROVVEDIMENTI ATTESI IN CDM DEL GOVERNO MELONI: DAL SUPERBONUS AL FISCO

Secondo quanto presente nella bozza circolata all’ANSA prima del CdM, non dovrebbe trovarsi all’interno del Decreto Milleproroghe alcuna norma relativa al Superbonus: sono infatti ancora troppo diverse la posizioni sul bonus edilizio al 110%, con Forza Italia che punta ad una proroga anche se minima nelle prime settimane del 2024 e il Ministero dell’Economia che ieri con Giorgetti in audizione alla Commissione Bilancio della Camera ha fatto ben intendere un “no secco” alla possibilità di una qualunque proroga.

«Io ho i dati degli ultimi mesi che vanno addirittura peggio, in termini di uscite per la finanza pubblica, rispetto a quelli previsti dalla Nadef. Poi il Parlamento deciderà, ma per quanto mi riguarda so in cuor mio il limite di quello che posso fare e lo dirò in Consiglio dei ministri», così ha spiegato ieri il n.1 del MEF sottolineando la sua ritrosia nell’inserire nuove norme sul Superbonus nel CdM odierno. Più possibilista il vicepremier Antonio Tajani che con Forza Italia mira ad una possibile strategia fuori dal Milleproroghe e con possibile provvedimento ad hoc ribattezzato “Salva Spese”: «Stiamo lavorando per una proroga del superbonus, soprattutto per chi ha i lavori oltre il 70% vedremo se nel Milleproroghe o in altre soluzioni legislative», sottolinea il Ministro degli Esteri. Con lui il capogruppo azzurro in commissione Bilancio alla Camera Roberto Pella che alle agenzie spiega, «ci potrà essere una proposta che arrivi direttamente da Palazzo Chigi con un emendamento che potrà essere proposto nell’ambito del milleproroghe. Al di là dello strumento, vogliamo garantire una soluzione che permetta di salvaguardare il quadro economico».

Tra le altre misure discusse oggi pomeriggio in CdM si dovrebbe avere un provvedimento con il pacchetto fiscale che miri a fissare i quattro dlgs fiscali riguardanti la nuova lrpef, statuto del contribuente, contenzioso tributario e cooperative compliance. Secondo il primo provvedimento – si legge nella bozza dell’Adnkronos – «le aliquote Irpef si riducono da quattro a tre accorpando i primi due scaglioni con un’unica aliquota al 23% per i redditi fino a 28.000 euro; al 35% per i redditi fino a 50.000 euro e al 43% oltre i 50.000. Inoltre si amplia fino a 8.500 euro la soglia di no tax area». Non solo, la riforma fiscale garantisce infine un beneficio massimo di 260 euro annue per la fascia di reddito tra 30mila e 50mila euro; nel pacchetto poi anche le norme sul contenzioso, allargando il perimetro dell’autotutela obbligatoria «anche all’errore sul presupposto d’imposta e alla considerazione di pagamenti d’imposta regolarmente eseguiti, tra gli altri e si introduce l’obbligo di motivazione rafforzata se il Fisco non accoglie le osservazioni difensive».

A poche ore dall’ultimo CdM del 2023, il Governo Meloni ottiene da Bruxelles la consegna ufficiale della quarta rata del PNRR, dopo aver conseguito tutti e 28 gli obiettivi fissati dopo l’ultima revisione: la tranche della quarta rata riguarda in tutto 16,5 miliardi di euro superando così quota 100 miliardi nei finanziamenti incassati fin qui dall’Italia sui 194,4 a disposizione dal Next Generation Eu. Questi ultimi principali investimenti sono legati alla digitalizzazione, in particolare «la transizione dei dati delle pubbliche amministrazioni locali verso il cloud, lo sviluppo dell’industria spaziale, l’idrogeno verde, i trasporti, la ricerca, l’istruzione e le politiche sociali», spiega la nota di Palazzo Chigi.







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