DECRETO SCUOLA 6 APRILE 2020/ Azzolina “L’organico degli istituti resterà invariato”

- Claudio Franceschini

Decreto scuola 6 aprile 2020 approvato ufficialmente. La ministra Azzolina: “Lavoriamo per ridurre gli alunni in ogni aula”

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Lucia Azzolina, Ministro dell'Istruzione (Foto LaPresse)
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Subito dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto scuola, è intervenuta la ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina, che attraverso la propria pagina Facebook ha cercato di fare chiarezza su alcuni punti, a cominciare dall’organico scolastico: “L’organico della scuola resta invariato – le sue parole – le cattedre non saranno toccate, non diminuiranno, nonostante la denatalità”. L’obiettivo nel futuro prossimo, vista anche l’emergenza sanitaria in corso, sarà quello di eliminare le famose “classi pollaio”, riducendo il numero degli alunni in ogni aula: “Il decreto – aggiunge la titolare del Miur – ci consentirà di lavorare nell’ottica della riduzione del numero di alunni per classe”. Sulla questione è intervenuto anche Giuseppe De Cristofaro, sottosegretario all’istruzione, che ha voluto fare un po’ di chiarezza sulla questione del bando per assumere nuovi insegnanti: “Dobbiamo fare un bagno di realismo – ha detto – non siamo nella condizione di far svolgere i concorsi per assumere gli insegnanti. Ed è meglio non bandire concorsi che poi non si faranno. Dobbiamo immaginare da subito altre strade per immettere nella scuola nuovi docenti sin dal primo settembre”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

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DECRETO SCUOLA 6 APRILE 2020, TESTO UFFICIALE APPROVATO

Il decreto legge scuola approvato lo scorso 6 aprile in Consiglio dei Ministri è ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale: avendo validità a partire da oggi (giovedì 9 aprile), dovrà diventare legge entro il prossimo 8 giugno. Di fatto sono riportate le anticipazioni di cui aveva già parlato il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina: il decreto contiene le “misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato”. La deadline resta quella del 18 maggio: se entro quella data gli alunni potranno tornare nelle classi, la maturità nelle scuole secondarie di II grado si svolgerà come di consueto (fatta salva la commissione formata da 9 membri interni e il solo Presidente esterno), dunque con la prova di italiano preparata dal Ministero e la seconda – che varia a seconda dell’indirizzo – demandata alle singole commissioni.

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Poi l’orale, che resterà l’unico metro di valutazione (eventualmente allungato) qualora il 18 maggio le scuole dovessero essere ancora chiuse; a tale proposito, possiamo ricordare che la votazione minima per ottenere il diploma resta quella di 60/100. Nelle scuole secondarie di I grado invece l’esame potrebbe essere modificato dal Ministero con un provvedimento specifico: nel caso in cui non si riesca a tornare a scuola, la valutazione finale degli alunni spetterà al Consiglio di classe e gli studenti dovranno eventualmente presentare un elaborato. La valutazione, si legge, sarà comunque “seria e corrispondente all’impegno degli alunni”.

Il che ci porta al tema delle ammissioni: anche qui si ripete quanto era già emerso, ovvero che tutti gli alunni passeranno all’anno successivo. Non si parla specificamente di “6 politico”, nel senso che l’impegno reale degli studenti sarà valutato nel corso degli scrutini; congelato il meccanismo dei debiti e dei corsi di recupero: a settembre non saranno comunque effettuati, ma ci sarà la possibilità di recuperare e integrare gli apprendimenti nelle prime quattro classi della secondaria di II grado. Viene anche sottolineato che “ci sarà particolare attenzione ai ragazzi con disabilità e a quelli con bisogni educativi speciali”; inoltre, grazie a questo nuovo decreto scuola, al Ministero potranno essere forniti subito gli strumenti per iniziare a lavorare sul prossimo anno scolastico. Il tema è quello di uniformarsi con le Regioni circa il calendario di avvio delle lezioni.

L’ultima parte del decreto riguarda un provvedimento (DpR) che sblocca le assunzioni per liberare una parte dei posti liberati la scorsa estate dai pensionamenti dovuti a “Quota 100”. Il Ministro Azzolina aveva fortemente voluto inserire questa norma nel decreto scuola: di fatto ci saranno 4500 posti che lo scorso anno non erano stati messi a disposizione e che saranno aperti per gli insegnanti vincitori di concorso o presenti nelle Graduatorie ad inserimento. Le assunzioni relative all’anno scolastico 2020-2021 saranno invece disposte e regolate con provvedimenti successivi.

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