Denise Pipitone, Anna Corona “Siamo stati io e Giuseppe”/ Nuova intercettazione choc

- Silvana Palazzo

Denise Pipitone, Anna Corona: “Siamo stati io e Giuseppe. A Piera le si deve bruciare il cuore”. Sull’intercettazione choc (e altre) si basa l’opposizione alla richiesta di archiviazione

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Denise Pipitone, caso a Chi l'ha visto

Vuoi sapere chi è stato quella volta? Io e Giuseppe”. A parlare è Anna Corona, intercettata dai carabinieri di Trapani lo scorso 25 maggio in relazione alle indagini riaperte in primavera dalla Procura di Marsala sulla scomparsa di Denise Pipitone. “Lo vuoi sapere cu fu tanno? Io cu Giuseppe”, queste le parole precise rivolte dalla donna ala figlia Alice. Parole pronunciate abbassando la voce. Il “Giuseppe” di cui parla Anna Corona comunque non è stato identificato. Per le parti civili, che si oppongono alla richiesta di archiviazione avanzata dalla stessa procura a settembre, è possibile che si riferisse proprio al sequestro della bambina scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre 2004.

Su questa intercettazione e su altre puntano Piera Maggio e Piero Pulizzi, genitori di Denise Pipitone, rappresentati rispettivamente dagli avvocati Giacomo Frazzitta e Piero Marino. L’inchiesta vede coinvolta anche Jessica Pulizzi, sorellastra della bambina scomparsa, processata per sequestro di minore e assolta in tutti i gradi di giudizio, oltre ad altre tre persone. Si tratta di Giuseppe Della Chiave e i coniugi romani Antonella Allegrini e Paolo Erba, questi ultimi due indagati per false dichiarazioni al pm.

“A PIERA LE SI DEVE BRUCIARE IL CUORE..”

Il gip di Marsala è chiamato a decidere il prossimo 23 novembre sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura. Ma l’opposizione alla richiesta riguarda solo Anna Corona. Quest’ultima avrebbe detto, secondo il racconto di un testimone: “La bambina è morta” (“A picciriddra morse”). E aggiunse: “A Piera le si deve bruciare il cuore”. Il riferimento potrebbe verosimilmente essere a Piera Maggio, mamma di Denise Pipitone. In virtù di questi e altri elementi, le parti civili hanno chiesto la prosecuzione delle indagini preliminari sulla scomparsa della bambina.

Mia figlia va cercata. Non è giusto che la verità non emerga e che colpevoli siano liberi di girare tranquillamente. Non ho mai perso la fiducia nella giustizia italiana, così come non ho perso la speranza di riabbracciare mia figlia”, ha detto nei giorni scorsi all’AdnKronos proprio la madre della piccola. Per Piera Maggio il caso non è chiuso e non può essere archiviato: “Va cercata viva, almeno fino a quando non emergano elementi che facciano ritenere il contrario. Vanno individuati i responsabili della sua scomparsa, altrimenti sarebbe un vero fallimento per la giustizia italiana”.

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