“Dialogo Papa-talebani per corridoi umanitari”/ Bisignani: “Vaticano meglio dell’Ue”

- Niccolò Magnani

Secondo Luigi Bisignani, vi sarebbe un canale aperto tra Vaticano, Turchia e talebani per corridoi umanitari in Afghanistan: “Papa meglio dell’Ue”

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Afghanistan, folla all'aeroporto di Kabul (LaPresse)

Secondo il retroscenista Luigi Bisignani, mentre in Afghanistan l’emergenza politica e sociale è purtroppo tutt’altro che vicina alla conclusione, solo il Vaticano starebbe tentando attivamente ad organizzare veri e propri corridoi umanitari per salvare vite umane nell’inferno di Kabul. In una lunga lettera a “Il Tempo”, Bisignani cita fonti di Governo e del Parlamento per illustrare cosa starebbe avvenendo nelle retrovie diplomatiche sull’asse Italia-Santa Sede-Afghanistan.

«L’Italia potrebbe però essere risparmiata, se non dagli sbarchi, almeno da possibili attentati perché si è inaspettatamente aperto un canale riservato tra Santa Sede e Talebani per creare un reale corridoio umanitario, cosa che l’Europa tra mille inutili chiacchiere non è riuscita a organizzare», scrive oggi sul “Tempo” il ‘faccendiere’ ex giornalista.

“VATICANO MEGLIO DELL’UE”

Meglio dell’Unione Europea e della stessa Nato, il Vaticano – sempre secondo le presunte fonti citate da Bisignani – starebbe tentando, sotto la spinta di Papa Francesco, un reale punto di contatto con il potere talebano per ottenere i corridoi umanitari necessari a salvare diverse vite umane in Afghanistan. Con l’aiuto della Segreteria di Stato e della Congregazione delle Chiese Orientale, il canale diplomatico della Santa Sede sarebbe assai attivo in questi ultimi giorni: scrive ancora Bisignani, «triangolazione che passa dalla Turchia di Erdogan, e che vede nella collaborazione con i Talebani un ulteriore passo per il suo sultanato». In questo modo, conclude il faccendiere sul “Tempo”, sarà Papa Francesco a dare una grossa mano all’Italia per salvare vite e assieme anche tenere il nostro Paese lontano da possibili attacchi-rivendicazioni-vendette talebane, visto «che il nostro fronte interno è così disomogeneo, capace solo di frenare qualsiasi azione di politica estera che non sia una continua polemica anti-Salvini sul fronte dell’immigrazione».



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