DIARIO UK/ Il rimpasto di Johnson: più spesa pubblica e apertura alla Cina

- Cristina Balotelli

Boris Johnson ha sostituito un uomo chiave del Governo. Con Sunak al posto di Javid può controllare direttamente la politica economica. E la spesa

borisjohnson sunak 1 lapresse1280
Il premier britannico Boris Johnson durante un consiglio di Gabinetto. Alla sua sinistra, Rishi Sunak (LaPresse)

LONDRA — Per il secondo fine settimana di seguito la Gran Bretagna si trova ad affrontare un uragano, con raffiche di vento fino a 85 chilometri l’ora. Dopo il caos portato da Ciara, l’uragano che ha imperversato lo scorso fine settimana allagando centinaia di abitazioni, ora si temono i danni di Dennis. L’esercito è stato mobilitato in West Yorkshire, per aiutare i residenti a costruire barriere difensive contro il rischio, alto, di allagamenti. Vento e pioggia stanno rendendo difficile muoversi in tutto il sud del paese, Londra compresa. Due persone sono morte, un adolescente trascinato in mare e un uomo che si trovava su una petroliera al largo delle coste del Kent.

Ma il paese questa settimana è stato scosso anche da una sorta di tempesta politica, con le dimissioni a sorpresa del cancelliere dello Scacchiere Sajid Javid, responsabile della politica economica. Javid si è dimesso di fronte alla richiesta di licenziare tutto il suo team di consulenti nell’ambito del rimpasto di governo voluto dal premier Boris Johnson. Javid ha detto che nessun ministro che si rispetti avrebbe potuto accettare di mandar via la sua squadra, quindi non aveva altra opzione che andarsene.

Secondo alcune analisi Javid sarebbe vittima di contrasti con Dominic Cummings, il potente chief advisor di Johnson che ha giocato un ruolo fondamentale nella campagna per la Brexit e che ora è il consigliere più ascoltato dal premier. Tuttavia, le sue dimissioni non erano previste, lo stesso Johnson aveva promesso che Javid sarebbe rimasto. Tra quattro settimane avrebbe dovuto presentare la sua prima Budget law, la sua Finanziaria.

Javid è stato sostituito dal giovane Rishi Sunak, che ricopriva il ruolo di Chief Secretary al Tesoro. Sunak, che viene da un’influente famiglia di origine indiana, ha un passato da investment banker della City e si era fatto notare nell’ultima campagna elettorale. Soprattutto è uno che non si opporrà alla politica di spesa che il premier intende portare avanti, mentre Javid non faceva mistero di voler tenere sotto controllo la spesa pubblica. E soprattutto condividerà con il premier lo stesso team di consiglieri economici. Una squadra sola per il premier e per il cancelliere.

Con questo rimpasto Johnson ha rafforzando la sua presa e il suo controllo. Tra i ministri che sono stati sostituiti, oltre a Javid, ci sono Geoffrey Cox alla Giustizia, Andrea Leadsom che era responsabile delle Attività produttive, Esther McVey all’Housing, Theresa Villiers all’Ambiente, Nicky Morgan alla Cultura e Julian Smith, che era responsabile del ministero per l’Irlanda del Nord.

Ci sarebbe la regia di Cummings dietro il rimpasto di governo, che ha portato volti nuovi a ricoprire le posizioni più ambite a Westminster. Tutta gente più allineata con la visione di Johnson, che ha detto ai suoi nuovi ministri che dovranno concentrarsi sulla realizzazione delle promesse fatte in campagna elettorale. Il premier intende aumentare la spesa pubblica soprattutto al nord, dove i conservatori hanno vinto in quelle regioni che per molti anni sono state roccaforti laburiste.

In quest’ottica va vista anche la decisione di Johnson di andare avanti con la costruzione di HS2, il più grande progetto di infrastrutture in Europa, una linea ferroviaria ad alta velocità i cui costi continuano a gonfiarsi (secondo una revisione ufficiale potrebbero superare i 100 miliardi di sterline rispetto a un budget di 62 miliardi). Ma il governo vede il progetto come un’occasione per ristabilire l’equilibrio tra le regioni meno sviluppate dal punto di vista infrastrutturale e quelle che invece lo sono. Per tagliare i costi e soprattutto i tempi di realizzazione potrebbe subentrare nel progetto la società statale delle ferrovie cinesi. Sono in corso colloqui preliminari tra Londra e Pechino sul ruolo che l’azienda cinese potrebbe avere nella costruzione della linea ad alta velocità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA