Diego Armando Mancuso assassino di Monica Ravizza, chi è/ A piede libero dopo 5 anni

- Giovanna Tedde

Diego Armando Mancuso è stato condannato per l’omicidio della sua ex compagna Monica Ravizza a Milano, uscito dal carcere dopo appena 5 anni di detenzione per lavorare: la rabbia della madre della vittima

Monica Ravizza (Foto: Verissimo) Monica Ravizza (Foto: Verissimo)

Monica Ravizza è stata uccisa il 19 settembre 2003 nella sua casa a Milano, il corpo dato alle fiamme dall’uomo che le avrebbe tolto la vita, Diego Armando Mancuso, reo confesso poi condannato per l’efferato omicidio. La vittima aveva 28 anni, lavorava come estetista e, al momento della morte, era incinta. Il bimbo che portava in grembo era frutto della loro storia d’amore a cui la donna aveva deciso di porre fine, ma la mano del suo assassino avrebbe preceduto quel sogno di un futuro diverso con una scarica di feroci coltellate.

La storia di Monica Ravizza e del suo killer Diego Armando Mancuso è stata raccontata nel programma Terzo Indizio, in onda su Rete 4, ma non solo. Più volte la madre della 28enne, Maria Teresa D’Abdon, ha ricalcato i contorni della tragedia ai microfoni della televisione parlando a La vita in diretta, a Tu sì que vales e a Verissimo. Un ritratto del dramma che passa attraverso il dolore per non essere diventata nonna, la figlia uccisa barbaramente quando era incinta e non aveva ancora rivelato la gravidanza alla famiglia.

Chi è Diego Armando Mancuso, l’omicidio di Monica Ravizza a Milano

Diego Armando Mancuso aveva 31 anni al momento del delitto. Artigiano di origini calabresi, avrebbe avviato una convinvenza a Milano con Monica Ravizza, all’epoca 28enne, pochi mesi dopo il loro primo incontro e le avrebbe chiesto di sposarlo. Il suo comportamento ossessivo e i dubbi crescenti nel cuore della giovane, però, l’avrebbero spinta a rinunciare a quella storia d’amore e al proposito del matrimonio: Monica Ravizza, che allora aveva da poco scoperto di aspettare un bambino dal compagno, ha deciso di lasciarlo.

Una scelta che Mancuso non avrebbe tollerato, fino al drammatico epilogo tradotto in una delle pagine di cronaca nera più agghiaccianti ed efferate. Nella notte tra il 18 e il 19 settembre 2003, Diego Armando Mancuso avrebbe ucciso l’ex fidanzata accoltellandola più volte per poi simulare un suicidio, il corpo dato alle fiamme all’interno dell’appartamento. La famiglia della vittima, allertata da una vicina che avrebbe visto del fumo provenire dall’abitazione, al suo arrivo vi avrebbe trovato già Vigili del fuoco e Carabinieri, ma non avrebbe intuito la gravità della situazione. Una barella all’esterno, infatti, avrebbe fatto sperare a mamma Maria Teresa D’Abdon che la sua Monica fosse salva. Un’ipotesi infrantasi velocemente contro il muro della più atroce delle realtà: Monica Ravizza non ce l’ha fatta.

“Vicino a casa mia…”, la rabbia della madre di Monica Ravizza contro Diego Armando Mancuso

La madre di Monica Ravizza ha raccontato il suo dolore per la perdita della figlia e per il bimbo che Monica Ravizza portava in grembo, tracciando il profilo di un dramma nel dramma ai microfoni di Verissimo: “Dopo 5 anni questa persona è stata messa vicino a casa mia”. La donna ha descritto come, dopo appena 5 anni di detenzione, Diego Armando Mancuso abbia goduto dei permessi per uscire dal carcere e andare a lavorare presso una cooperativa.

A processo con rito abbreviato, in primo grado Diego Armando Mancuso sarebbe stato condannato a 18 anni e 6 mesi di carcere, pena ridotta in appello a 16 anni e 8 mesi. Dal 2014 a piede libero, si sarebbe rifatto una vita fuori dalla cella e sarebbe andato a vivere nella stessa zona.

Anni dopo aver perso la figlia incinta, Maria Teresa D’Abdon ha deciso di incontrare la mamma dell’uomo riconosciuto dalla giustizia come l’assassino. Quel momento, però, le avrebbe lasciato l’amaro in bocca, come emerso a Verissimo: “Ho chiesto di incontrarla in chiesa per poterla abbracciare. Le sono andata incontro, l’ho abbracciata e lei ha giustificato suo figlio. Così ho detto basta, finisce qui“. Oggi la madre di Monica Ravizza combatte perché nessuna donna viva il suo stesso calvario, ai vertici di un’associazione che si chiama “Difesa Donne” e che ha fondato con altre madri nella sua stessa condizione.





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