DIETRO LE QUINTE/ Lao Xi: i 4 problemi che minano il patto M5s-Pd

- Lao Xi

Il governo M5s-Pd è praticamente fatto, ma la questione è: dopo essere nato contro Salvini, riuscirà a governare l’Italia? Molti elementi depongono a sfavore

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Giuseppe Conte e Luigi Di Maio (LaPresse)

Il governo M5s-Pd è praticamente fatto, ma la questione oggi è: riuscirà poi a governare l’Italia? L’intesa del nuovo governo nasce con un chiaro compito, evitare le elezioni subito e tenere fuori la Lega di Matteo Salvini.

Entrambe le esigenze sono comprensibili nell’ambito di una governabilità europea e atlantica. La Lega ha fatto il filo a partiti sovranisti di estrema destra in Europa, ha avuto relazioni equivoche con la Russia di Putin e ha dichiarato guerra alle Ong. Essa quindi non ha sponde a Bruxelles o oltretevere, ed evidentemente neanche a Washington si sono stracciati le vesti in suo favore.

Inoltre i mercati mondiali sono estremamente tesi. Incombe una crisi finanziaria che potrebbe partire dallo scontro commerciale tra Cina e Usa, oppure dalle proteste in corso a Hong Kong, mentre le conseguenze della Brexit restano un interrogativo e le economie avanzate paiono avviarsi verso la recessione.

In questo contesto nessuno ragionevolmente vuole che l’Italia diventi la miccia di un’esplosione, anche perché i problemi politici dell’Italia rimangono in larga parte incomprensibili fuori dal Paese. Quindi l’Italia va messa in sicurezza e Salvini, coi suoi rapporti equivoci o ostili all’estero, va escluso.

In ciò c’è il problema di fondo che gli stranieri non capiscono l’Italia, gli italiani non capiscono il mondo.

L’altro problema però è se la soluzione trovata oggi sia quella che serve allo scopo o se invece non peggiori il problema di fondo di governabilità del paese, rafforzando Salvini.

Il perno del governo continuerà a essere il M5s, che è uscito pesantemente sconfitto dalle ultime elezioni europee. In parlamento ha il 33% ma nelle urne ha avuto la metà dei consensi. Inoltre gli stessi elettori M5s e Pd appaiono sconcertati e contrari alla nuova alleanza di governo. Ultima, ma non minore, c’è la questione del premier Giuseppe Conte che avrebbe dovuto essere il mediatore della compagine precedente e invece non ha oggettivamente avuto successo; perché premiarlo ora con un nuovo incarico al governo?

Qui c’è la grande spada di Damocle sul paese. È possibile che la nuova alleanza giallo-rossa sia litigiosa come quella giallo-verde del governo M5s-Lega. Poi è possibile che, con la prossima finanziaria lacrime e sangue, la Lega all’opposizione faccia il pieno di sostegni.

In tal caso fra pochi mesi i problemi di oggi con Salvini e la Lega potranno tornare moltiplicati.

Tali difficoltà future però forse creano aperture per alcuni. Innanzitutto il grande vincitore della partita di questi giorni è Matteo Renzi. Questi ha guidato il Pd, impedendo l’alleanza con i 5 Stelle l’anno scorso, e imponendola quest’anno. Chiunque si intesti l’esecutivo comunque questo sarà di fatto il governo di Renzi.

Altro personaggio del futuro è l’editore Urbano Cairo che sta evidentemente scaldando i motori per costruire un partito di centro erede di FI ormai in via di scioglimento nei fatti.

Da qui forse bisognerà partire per capire chi nei prossimi mesi riuscirà a fronteggiare Salvini.

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