Djokovic indagato per falsa dichiarazione di viaggio/ Slitta decisione Australia

- Luca Bucceri

Djokovic indagato per falsa dichiarazione di viaggio: cosa rischia il campione del tennis che è in lotta col paese australiano

Djokovic
Nole Djokovic, trionfo Australian Open 2021 (LaPresse)

La “lotta” tra Novak Djokovic e l’Australia prosegue imperterrita e un nuovo capitolo è pronto ad arricchire la storia, fatta di continui colpi di scena. Dopo il no all’ingresso nel paese, le ore passate “in ostaggio” in aereo  e il successivo ok, il campione serbo numero uno al mondo nel tennis è ora chiamato a difendersi dall’accusa di falsa dichiarazione di viaggio, reato che potrebbe portarlo, una volta per tutte, a salutare qualsiasi possibilità di giocare gli Australian Open che prenderanno il via il prossimo 17 gennaio a Melbourne.

Ma quali sono le accuse rivolte al giocatore di Belgrado? Prima di partire alla volta dell’Australia il tennista avrebbe risposto negativamente a una domanda nella dichiarazione di viaggio: “Hai viaggiato, o viaggerai, nei 14 giorni precedenti il tuo volo?”. Tale risposta sarebbe però falsa, in quanto Djokovic sui social è stato visto a Belgrado prima e il 31 dicembre a Marbella all’accademia Soto. “Fornire informazioni false o fuorvianti è un reato grave. Potresti anche essere passibile di una sanzione civile per aver fornito informazioni false o fuorvianti” si legge nel documento firmato dal serbo.

DJOKOVIC INDAGATO PER FALSA DICHIARAZIONE DI VIAGGIO

A far sorgere nuovi e inquietanti punti interrogativi sulla posizione di Djokovic è poi la presunta positività che il campione di Belgrado avrebbe presentato come motivo di esenzione dalla vaccinazione, obbligatoria in Australia per poter entrare nel paese. Il giorno che viene segnato come inizio della positività al Covid, infatti il serbo si è fatto immortalare sui social, così come nei giorni successi violando quelle che sono le norme per la quarantena alle quali viene sottoposto chi è positivo al coronavirus.

Dovrebbe dunque ancora una volta slittare la decisione finale del ministro dell’Immigrazione australiano sull’espulsione di Novak Djokovic. Il Governo federale sta infatti esaminando se il numero 1 al mondo abbia mentito. Secondo le norme serbe, sarebbe dovuto rimanere in quarantena fino al 30 dicembre, ma nei giorni successivi alla positività del 16 dicembre le sue presenze agli eventi non sono passate inosservate agli occhi dei social che sono sempre pronti a fotografare tutto e a rendere quasi impossibile nascondere qualcosa. Anche al campionissimo della racchetta.



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