Domenico Dolce e Stefano Gabbana/ “Il nostro amore nato da un ultimatum…”

- Dario D'Angelo

Domenico Dolce e Stefano Gabbana, per il mondo sono Dolce&Gabbana: ecco com’è nata la loro storia d’amore e qual è la loro spiritualità…

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Dolce & Gabbana (Foto: LaPresse)

Domenico Dolce, 62 anni, e Stefano Gabbana, 58, sono stati protagonisti di una bella intervista concessa ad Alessia Ardesi su Libero. I due stilisti del marchio di moda mondiale Dolce&Gabbana hanno affrontato diversi temi: religione, moda, amore.

Stefano Dolce si dice credente: “Moltissimo. Sono mariano, devoto alla Madonna. La fede è disciplina, è volontà senza condizioni: prego, vado a messa e partecipo ai pellegrinaggi. La distinguo dall’istituzione, la Chiesa, che è composta da uomini, che possono sbagliare“. Dove vado in pellegrinaggio? “Lourdes e Medjugorje. A Lourdes anni fa mi si avvicinò uno dei volontari dicendomi che mi aveva riconosciuto e come mai stessi in fila. Gli risposi che davanti alla Madonna non esistono posizioni prioritarie. Cominciò a gridare: cosa ci facevo lì, visto che ero ricco e avevo tutto?“. Ecco la risposta di Dolce: “Si può andare a Lourdes anche per ringraziare. Tutti pretendiamo tanto, ma la vita è un dono di Dio, e la fede non è un juke-box; non si domanda e si ottiene secondo necessità, la fede va coltivata“. Anche Stefano Gabbana crede in Dio: “Se ho fede? Abbastanza. Ho ricevuto un’educazione cattolica e sono cresciuto all’oratorio Mater Amabilis. In chiesa cantavo e avevo una voce bianca così bella che mi facevano fare il solista. A don Antonio, prete giovane e bravissimo, parlai per la prima volta a 14 anni della mia omosessualità. Cosa mi disse? Niente, ma mi fece sentireaccolto. A differenza dialcuni ragazzi che mi prendevano in giro per atteggiamenti che ritenevano diversi dai loro“.

DOLCE E GABBANAd: “COSÌ É NATO IL NOSTRO AMORE”

Dolce e Gabbana hanno un’idea diversa dell’Aldilà. Gabbana crede nella reincarnazione, Dolce invece pensa ad un modello più classico: “Sì, c’è, con l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. E spero di andare in Paradiso – sorride – per diventare lo stilista degli angeli e dei santi. Come lo immagino? Pieno di fiori, frutta, abiti di chiffon e seta per gli angeli. Mentre l’Inferno sarà pieno di fiamme, di tessuti sintetici, di lycra e nylon, di scarpe che fanno male ai piedi E il Purgatorio? Con i disperati, quelli che non hanno mai amato, che girano il mondo ma non sono mai soddisfatti di quello che vedono o che possiedono“. La giornalista domanda ai due se temano la morte e Dolce risponde: “Non ci penso, vivo il presente, che va conquistato ogni giorno, domani si vedrà“. Gabbana invece racconta: “Ho un rapporto riservato con la morte. Quando mio padre se ne andò, dopo una lunga malattia, non ebbi una reazione violenta, soffrii in silenzio“. Molto curioso il racconto che riguarda l’inizio della loro storia d’amore. A parlare è Gabbana: “Facevo il grafico pubblicitario, mi piacevano i vestiti e la moda – impazzivo per Fiorucci, ma non ne sapevo nulla. Un’amica mi suggerì di chiamare una persona che collaborava con Correggiari. Al telefono rispose Domenico. Feci un colloquio e mi presero nonostante non sapessi disegnare. Ma ero fantasioso e imparai ricalcando all’infinito i disegni di Domenico, che aveva un talento innato. Ero abbastanza ingenuo e capii solo una sera, dopo sei mesi che ci conoscevamo, che lui mi stava corteggiando. Al ritorno da una cena con amici Domenico mi disse: “Mi sono stancato di starti dietro. O ci mettiamo insieme o non ci vediamo più”. Così è nato tutto“.



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