Domenico Modugno/ A 25 anni dalla sua scomparsa il ricordo è ancora vivo

- Morgan K. Barraco

Domenico Modugno, a 25 anni dalla scomparsa di questo grandissimo artista il suo ricordo è ancora molto vivo. Sulla Rai continuano le celebrazioni nei suoi confronti.

domenico modugno 2019 rai

A 25 anni dalla sua scomparsa, la voce di Domenico Modugno continua ad essere presente in modo diretto e indiretto nella vita degli italiani. Come la sua Meraviglioso, una delle canzoni più toccanti della sua carriera e legata al ricordo del padre, morto suicida durante i primi anni del cantante nel mondo dello spettacolo. Saranno i Negramaro con la voce di Giuliano Sangiorgi a riproporre una versione del noto brano diversi anni più tardi, contribuendo a farlo rimanere ancora in vita. Una serata Bella… nel blu dipinto di blu verrà trasmesso in reaplica nella prima serata di Rete4 di oggi, domenica 8 settembre 2019, per omaggiare la musica di Domenico Modugno e i suoi grandi classici, fra cui Volare. Una canzone che gli permetterà di ottenere la vittoria al Festival di Sanremo del ’58 e gli aprirà le porte del mondo, riuscendo a vendere più di 22 milioni di copie del singolo. Da quel momento in poi, Modugno diventerà per tutti Mr Volare: la fortuna è legata anche alla sua collaborazione con Franco Migliacci, che curerà il testo del brano, e Johnny Dorelli che salirà sul palco di Città dei Fiori al fianco dell’artista. In seguito, Volare diventerà motivo di disaccordo fra Migliacci e Mimmo, dato che entrambi si attribuiranno la paternità del ritornello. Il primo affermava infatti di aver avuto l’idea mentre ammirava un quadro del pittore Marc Chagall, mentre il secondo rivelerà di aver avuto il lampo di genio guardando il cielo di Roma mentre si trovava affacciato ad una delle finestre della sua casa. Sarà lo stesso Migliacci diversi anni più tardi a rivelare al Tg1 di aver avuto l’idea a causa di un ritardo di Modugno, con cui sarebbe dovuto andare al mare.

Domenico Modugno, il cambio di passo con La lontananza

Anche se gli anni sessanta non guarderanno di buon occhio Domenico Modugno, l’artista avrà modo di riprendersi nel decennio successivo a partire dalla pubblicazione di La lontananza. Alle spalle ha l’eliminazione legata al Festival di Sanremo del ’68, anche grazie all’intervento di Renzo Arbore che premerà perchè la giuria voti a sfavore della canzone. Il primo posto invece gli verrà restituito con il nuovo singolo, con testo a quattro mani con Enrica Bonaccorti. “Esprime secondo me un grande sentimento d’amore”, dirà tempo dopo al settimanale Raro!, “l’idea non è mia, ma io la afferrai al volo qando la Bonaccorti mi lesse una lettera che le aveva scritto il suo ragazzo”. Da quel momento in poi Mimmo vive una nuova discesa, entrando in classifica anche con i brani La gabbia, Tuta blu e Un calcio alla città, che presenterà nelle diverse edizioni di Canzonissima senza tuttavia riuscire mai a raggiungere la vittoria. Il Premio Tenco gli verrà consegnato invece nel ’74 grazie al suo contributo alla canzone d’autore, optando poi per i decenni successivi per dirottare la sua carriera verso la televisione. L’ultimo 45 giri risale invece al 1984, quando Domenico decide di ritornare con l’etichetta Panarecord e rispolvera Nel blu dipinto di blu, che inserisce nel disco con Pazzo amore.



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