Domenico Modugno/ “Volare? Un grido di rabbia e libertà dai debiti che avevo…”

- Emanuele Ambrosio

Domenico Modugno è uno dei protagonisti della puntata di “Techetecheté” di Emilio Levi e Elisabetta Barduagni dedicata al Sistina di Roma

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Domenico Modugno è uno dei protagonisti di “Techetecheté” in onda oggi, lunedì 31 agosto 2020, su Raiuno. Il programma di video-frammenti questa sera è interamente dedicato ad alcuni volti noti che si sono fatti le ossa nel celebre Teatro Sistina di Roma. Una puntata curata da Emilio Levi e Elisabetta Barduagni dedicata al Sistina che hanno selezionato accuratamente filmati d’epoca con Enrico Montesano e Aldo Fabrizi, Johnny Dorelli, Massimo Ranieri e l’indimenticabile Mister Volare. Si proprio lui: il grande Domenico Modugno che con “Nel blu dipinto di blu”, conosciuta in tutto il mondo con il nome di “Volare”, ha conquistato le classifiche mondiale. Un successo senza precedenti per quella canzone che da Sanremo ha fatto il giro del mondo: prima il terzo posto all’Eurovision Song Contest e poi tre Grammy Awards nella categoria Disco dell’anno, Canzone dell’anno e Miglior interprete. La canzone lo rende famosissimo anche in America dove viene soprannominato “Mr. Volare” trasformandolo così in leggenda. Eppure Modugno nelle sue canzoni ha sempre cantato momenti felici come ha raccontato in un’intervista rilasciata a Sette (data 10 settembre 1991): “La canzone è un momento di grande felicità. Non sono d’accordo con i tormenti interiori. Non servono a niente. Io voglio cantare la felicità, anche se non esiste, mi voglio illudere che esista, devo credere che esista. E siccome per adesso non sono né felice né sereno, anzi sono sempre incazzato, per adesso non compongo. Canto“.

Domenico Modugno Mr Volare: “Quando canto sono felice”

Del resto Domenico Modugno non ha mai fatto mistero di essere felice quando canta. Le sue canzoni sono sempre state un inno all’amore, alla felicità e all’ottimismo: “L’amore è la ruota che fa girare il mondo. Il volano che fa vincere i punti morti della vita, la noia, la tristezza, la malinconia, le disgrazie“. Tra tutti i suoi amori però ce ne è uno che ha portato sempre nel cuore: si tratta di Lucia, la donna che ha sposato ed è diventata la madre dei suoi figli. “Lucia è stato l’amore più grande della mia vita. Io avevo 15 anni e lei 16. Era stupenda, aveva un seno duro come la pietra. Un giorno al cinema di San Pietro Vernotico, il mio paese, riuscii a sedermi vicino e senza farmi vedere dagli altri infilai una mano sotto la camicetta e le toccai il seno” – ha raccontato l’artista in una vecchia intervista rilasciata a Sette – “un’impresa titanica. Lei fece finta di niente, come se la mia mano non esistesse. Così nacque il nostro amore. Durò tre anni. Quando non potevo vederla al passeggio andavo sotto la sua finestra di notte e suonavo la fisarmonica“. Infine parlando della sua canzone storica “Nel blu dipinto di blu”, Modugno intervistato da condivisionedemocratica ha raccontato come è nata: “Era un periodo molto parti­colare della mia vita. Volevo fare il cantante, l’artista ed il musicista; però il successo non arrivava. Volare fu un grido di ‘rabbia’, soprattutto di libertà. Libertà dai debiti che avevo allora. La mia angoscia era di trovare 150.000 lire ogni sei mesi per pagare il mutuo della casa; con mia moglie tremava­mo al pensiero, avevamo la paura di non farcela; però, come in un miracolo quei soldi, alla fine, uscivano sempre“.

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