Don Luigi Maquignaz è morto/ Il prete “scalatore”, guida alpina di Giovanni Paolo II

- Niccolò Magnani

È morto Don Luigi Maquignaz, il prete “scalatore” che fu anche guida alpina di San Giovanni Paolo II in Valle d’Aosta. Il Monte Cervino, l’amore di Gesù e l’incontro con Don Giussani

Don Maquignaz
Don Luigi Maquignaz (Diocesi di Aosta)

È MORTO DON LUIGI MAQUIGNAZ, LA GUIDA ALPINA DI SAN GIOVANNI PAOLO II

Don Luigi Maquignaz, il prete valdostano e guida alpina, è morto all’età di 93 anni mentre si trovava ricoverato all’interno del priorato di Saint-Pierre: per ben 5 anni questo coriaceo uomo testimone di Cristo ha accompagnato San Giovanni Paolo II sulle montagne della Val d’Aosta durante le vacanze in montagna del Pontefice polacco presso Combes di Introd. Il Papa scalatore e la sua guida alpina preferita: Don Luigi è stato chiamato alla casa del Padre nella sera del 16 agosto, sopra quelle Cime che centinaia di volte aveva scalato in compagnia o anche da solo in contemplazione. La Diocesi di Aosta ricorda Don Luigi Maquignaz come un sacerdote «di grande dinamismo spirituale e pastorale che ha segnato la comunità ecclesiale valdostana e la vita di tante persone».

Il titolo da Don Luigi scelto per la sua biografia – “Ho avuto una vita bellissima” – esprime tutto quello che era e rappresenta tutt’oggi il sacerdote che seppe scalare il Monte Cervino ben 39 volte, la prima a 16 anni e l’ultima a 69. Papa Wojtyla ha definito più volte proprio il Monte Cervino come «la più bella cattedrale del mondo», fattogli conoscere proprio dall’amico Don Luigi. «Sin da bambino la montagna mi attraeva naturalmente, ma ho capito bene la questione quando per cinque anni ebbi la fortuna di accompagnare Giovanni Paolo II sulle montagne della Valle d’Aosta. Il Papa stava davanti alle cime, ai ghiacciai, alle cascate, anche per delle ore e diceva che le montagne sono la prima rivelazione di Dio», ci raccontava nel 2015 proprio Don Luigi Maquignaz, ancora “pieno” di quell’incontro così straordinario che fu per lui San Giovanni Paolo II. Il ragionamento che rimaneva da fare davanti a quello spettacolo era molto semplice: «Ho capito che mi attirano perché l’uomo è attratto naturalmente verso Dio. Tutti desiderano un po’ di felicità e il Papa nel 2000 disse che chi cerca la felicità, cerca Gesù, anche se non lo sa, perché solo Lui può riempire il cuore di ognuno. Io sono un uomo felice e la mia felicità è Gesù. Lui ha fatto queste meraviglie, per dirmi quanto è grande. In esse c’è la Sua presenza, ecco perché ne siamo attratti».

CHI ERA DON LUIGI MAQUIGNAZ: IL PAPA, LO SCALATORE E DON GIUSSANI

Nato a Valtournenche il 24 febbraio 1929, Don Luigi Maquignaz entra in Seminario di Aosta e poi frequenta l’Università di Friburgo: viene ordinato sacerdote da Mons. Maturino Blanchet il 12 giugno 1953. Svolge il primo ministero a Courmayeur come Vicario parrocchiale per pochi mesi prima di assumere lo stesso ufficio presso la Parrocchia della Cattedrale dal 15 dicembre 1953 fino al 27 aprile 1960. Fu professore di religione al Liceo Classico di Aosta per decenni: il suo ultimo ministero ufficiale fu quello di direttore ed economo del Priorato di Saint-Pierre dal 28 ottobre 2006 al 1° settembre 2019. Fu però nel 1994 che il Vescovo gli affida anche il delicato compito di Economo diocesano: in quegli anni, fino alle soglie del Duemila, viene scelto proprio Don Luigi come accompagnatore di San Giovanni Paolo II durante le sue vacanze estive in Valle d’Aosta, proprio “sfruttando” il suo essere esperto scalatore e guida alpina (fatto in gioventù).

Nel 1964 incontrò il Servo di Dio Don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione e autentico punto di riferimento educativo e spirituale da quel momento in poi per Don Maquignaz: qui sempre nell’intervista al “Sussidiario.net” nel 2015 tratteggia il perché rimase affascinato da quel prete originario della Brianza, «un’anima che ha accolto Gesù nella propria vita. Quando il Signore lo ha toccato dentro, non è stato più fermo. Dopo averlo incontrato, anch’io ho cominciato a fare il raggio a scuola. Sono arrivati da tutte le classi; prima il raggio, poi la messa. Quando sono stato trasferito in una parrocchia di periferia, in un quartiere difficile, quel gruppetto mi ha aiutato e così è nato il movimento di Cl ad Aosta». Don Luigi racconta di aver parlato con Giussani diverse volte, ma l’elemento che più lo impressionava era il suo amore per Gesù: «Era un uomo innamorato di Gesù, dai suoi occhi spruzzava la fede, era un godimento». Da Don Giussani a Papa Wojtyla, gli incontri che hanno segnato per sempre la vita e la testimonianza cristiana di Don Luigi Maquignaz: il ricordo del Pontefice è straordinario, «Sono rimasto colpito dalla sua umiltà. Si andava in montagna tutti i giorni, dalle 8 sino a sera, anche con la pioggia. Lui camminava due-tre ore e per la strada si diceva il rosario. A pranzo cuocevamo la pasta sul posto. Qualche volta mi diceva di dire l’Angelus e poi si riposava in una tenda. Dopo il riposo leggeva e spesso parlavamo. Voleva sapere il nome dei ghiacciai e delle montagne e i vari percorsi e i tempi di percorrenza. Spesso gli raccontavo le barzellette e lui rideva, rideva». Il funerale di Don Luigi Maquignaz verrà celebrato da Mons. Franco Lovignana, Vescovo di Aosta presso la chiesa parrocchiale di Valtournenche giovedì 18 agosto 2022 alle ore 10.00.





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