Don Peppe Diana, scarcerato mandante omicidio/ Spinillo: “Umanità vince su barbarie”

- Silvana Palazzo

Don Peppe Diana, scarcerato Nunzio De Falco, mandante omicidio. Il vescovo di Aversa Angelo Spinillo non fa polemiche: “Umanità vince su barbarie, legge non ne esce indebolita anzi…”

Don Giuseppe (Peppe) Diana
Don Giuseppe (Peppe) Diana

Nessuna polemica da parte del vescovo di Aversa Angelo Spinillo dopo la notizia della scarcerazione di Nunzio De Falco, uno dei mandanti dell’omicidio di don Peppe Diana a Casal di Principe. Per una ragione molto semplice. «Don Peppe, da sacerdote, avrebbe capito». D’altra parte, comprende pure l’indignazione della sorella e del fratello del parroco, il cui dolore non può passare facilmente, ma a cui ricorda che «la legge si applica con pene severe e anche con umanità». Questo perché «la legge educa con la pena e ancor di più educa con la sua umanità quando è prevista dalle norme». Ne ha parlato in un’intervista a Il Mattino, spiegando che si può parlare di umanità anche in un delitto atroce come l’uccisione del sacerdote. «La legge non ne esce indebolita, anzi, si ravviva. È la forza della civiltà contro le barbarie del crimine».

Monsignor Angelo Spinillo riconosce però il rischio che la scarcerazione di Nunzio De Falco possa essere interpretata come un cedimento: «Potrebbe essere interpretato come una forma di impunità». Ma è apparenza, visto che il condannato è tornato a casa «solo in un momento estremo e di dimostrata malattia». Ed è questo il segnale che si dà alla società, a chi alimenta la criminalità organizzata.

DON PEPPE DIANA, PARTE INCHIESTA SULLE VIRTÙ

Quel che bisogna fare per il vescovo di Aversa è proseguire nel cammino di legalità promosso anche in nome di don Peppe Diana, la cui storia ha ispirato anche una fiction. Anzi, bisognerebbe incrementare gli sforzi. «Don Diana è stato un esempio per tutti». A tal proposito monsignor Angelo Spinillo a Il Mattino ha annunciato che qualche giorno fa si è insediata la commissione composta da quattro sacerdoti che sta già lavorando per preparare l’inchiesta diocesana sulla vita e le virtù del sacerdote ucciso. Si tratta di una procedura che segue i canoni della Chiesa: si esaminano dati, testimonianze, tempi e circostanze di tutti i fatti accaduti. «Si chiama inchiesta sulle virtù in termine ecclesiastico. Un modo per vedere se ci sono elementi per andare oltre e dare il giusto riconoscimento a un martire della Fede». Il vescovo di Aversa ha spiegato che i quattro sacerdoti sono giovani e non hanno neppure conosciuto don Peppe Diana, per cui la loro valutazione sarà ancor più oggettiva e «potrebbe portare anche più lontano nel riconoscimento del valore e nell’esempio testimoniato con la vita».



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