IL CASO/ La “maratona” pro-aborto della sen. Davis? Gli Usa non hanno più eroi…

- Monica Mondo

In Texas, una parlamentare è rimasta per 13 ore di fila in piedi per impedire l’approvazione di una legge restrittiva nei confronti delle pratiche abortistiche. Il commento di MONICA MONDO

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Il Texas è uno degli stati del sud, è grande il doppio dell’Italia e ha la metà dei suoi abitanti. E’ verde, ubertoso di terra e fiumi e colline. Terra di cow boys, se qualcuno ancora ricorda i western rinverditi dai più recenti successi di Django; terra anche di schiavisti, e segregazione razziale e fanatici del Ku-Klux Klan. Terra della stella solitaria, lo chiamano i nativi, un po’ americani un po’ gringos influenzati dal vicino Messico.

Gente dura, caparbia, decisa. Come la senatrice Davis, una biondona taglia forte che è stata in piedi per 13 ore di fila, in Parlamento, ritta sulle sue scarpe da tennis rosa, di bianco vestita (che mancanza di stile, queste americane) senza mai smettere di parlare. Ostruzionismo contro una legge voluta dalla maggioranza repubblicana per limitare le interruzioni volontarie di gravidanza. Perché 13 ore? Ma per arrivare alla mezzanotte, interrompere la seduta e rendere impossibile la votazione. Tipa tosta, la Davis. Che ha buoni studi di giurisprudenza, e non le manca la chiacchiera. Che ha una storia personale abbastanza turbolenta, in grado di fornirle materiale a iosa sulle donne sole, singles, ragazze-madri eccetera.

Chissà come ha fatto a non bere né mangiare. Chissà come ha fatto con le botte di sonno. Chissà, soprattutto, come ha fatto con la pipì. Avrà avuto doppi pannoloni. In ogni caso, è riuscita a far parlare di sé, e a rimandare alla prossima seduta la votazione stabilita.

Personalmente, spero che le tocchi in quell’occasione perlomeno una laringite, o che i colleghi, pure del suo partito, esausti, la inducano ad altre forme di protesta meno invasive. Che so, si sdrai su un letto di carboni ardenti, si punzecchi con aculei di cactus, si rotoli nelle rapide dei canyons, qualunque cosa, ma senza importunare il prossimo con la sua logorrea.  

Personalmente. Perché credo che qualsiasi limitazione ad una legge aperturista sull’aborto sia un bene, per gli Stati e gli uomini. Perché credo che l’aborto sia l’uccisione di una persona, e nessuna giustificazione vale, a parte la pietà e il sostegno per chi abbia sbagliato, perché disperato, o troppo solo.

Detto questo, piccola riflessione: non discuto del filibustering, perché quando ce vò ce vò, come dicono a Roma, e magari i nostri parlamentari avessero la tempra e la grinta da dare l’anima, per difendere o contrastare una causa. Non sarà politicamente corretto, ma può servire tutto, quando è necessario, purché si tratti di proteste pacifiche. 

Noi non abbiamo nulla da invidiare alle Calamity Jane texane: una vola c’erano i radicali, maestri di oratoria ed eloquenza, degni eredi dei loro padri greci e latini: con qualche idea da difendere un po’ più misera, direte? Ma chissà che pensavano i Cartaginesi davanti al cinico livore di Catone, ore ed ore di chiacchiera per convincere i senatori a radere al suolo un popolo…

Credo anch’io che le noiosissime ed inutili, a mio parere, battaglie sulla parità di genere, le loro feroci campagne per eutanasia, e aborto, appunto, siano sbagliate. Ma dipende, dipende. Quando parlano di carceri, o quando hanno difeso, soli contro tutti, le vittime di una giustizia malata, ed erano altri tempi, nessuno immaginava gli attuali, sono stati benedetti. Quando hanno osato essere tacciati come voltagabbana solo per non correre dietro alle ideologie dominanti, hanno svolto un servizio determinante alla libertà di questo paese.

Solo che loro hanno un’idea strana di libertà, che è fare quel che ti pare, fosse anche uccidersi o uccidere chi gli è caro. E’ l’idea che sotto sotto hanno tutti, in questo Occidente opulento e immemore delle proprie radici. Insomma: ci si può spendere, egregiamente, indefessamente, generosamente, al limite della sopportazione fisica, per cause sbagliate. Da ricordare quando perseguito i miei figli sulla mancanza di impegno, che qualche volta non impegnarsi è meglio, per sé e per gli altri.

Altra noticina: se una collega senatrice della Davis avesse blaterato 13 ore in piedi per chiedere una legge più restrittiva sull’aborto, come l’avrebbero descritta i media mondiali, se mai ne avessero parlato (cosa di cui dubito)? L’ avrebbero bollata come folle, fanatica, integralista, additandola come esempio negativo di condizionamento di volontà politiche. Mi aspetto la stessa enfasi, le stesse entusiastiche ovazioni all’eroina quando si tratti di una ragazza che rifiuta di abortire, o resiste alle leggi assurde del figlio unico di avere un solo figlio, o si spende fino alla galera pubblicamente per difendere il diritto alla vita.

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