Zola, bimba con metà cuore “segno vivente di gratitudine”/ “E’ la risposta alle nostre preghiere”

Zola, bimba con metà cuore è riuscita ad unire la sua famiglia grazie alla fede: “E’ la risposta alle nostre preghiere”

04.01.2019 - Emanuela Longo
Zola, bimba con metà cuore
Zola, bimba con metà cuore (Foto Facebook)

Cortney Given è una giovane mamma che insieme al marito Jeff vivono nelle meravigliose Hawaii. Due figlie piccole bellissime – una con metà cuore – ed una terza in arrivo nel 2019. All’apparenza una famiglia felice ma in realtà protagonista di un calvario che proprio Cortney ha voluto raccontare affidandolo ai social e che ruota attorno ad una parola precisa: gratitudine. Il motto della famiglia Given recita esattamente così: “Non sono le persone felici a essere grate, sono le persone grate ad essere felici”. E da qui ha inizio la loro storia: quando la loro primogenita aveva circa un paio di anni, i Given decisero di trasferirsi nelle Hawaii, un vero e proprio paradiso in terra. Tutto andava meravigliosamente fino a quando Cortney, nuovamente incinta della sua seconda bambina, fu travolta da una drammatica verità: la piccola che portava in grembo era affetta da una grave malformazione cardiaca, la sindrome del cuore sinistro ipoplasico. Questo spinse l’intera famiglia a fare ritorno in California. L’infausta diagnosi sembrava presagire un calvario al quale l’intera famiglia avrebbe dovuto sottoporsi in seguito alla grave malformazione di cui soffriva la piccola Zola, una grave cardiopatia congenita nonché la più comune causa di morte per anomalie cardiache nel primo mese di vita. “Lei ha solo metà cuore e non avrà mai un cuore intero, anche con la chirurgia. I dottori non possono fare altre che permettere alla metà che c’è di svolgere il compito di un cuore intero”, raccontava il padre Jeff su Instagram.

ZOLA, BIMBA CON METÀ CUORE: IL CALVARIO DELLA SUA FAMIGLIA

La piccola Zola avrebbe dovuto sottoporsi a tre interventi nei suoi primi tre anni di vita, il primo dei quali ad appena un giorno di vita. E’ sempre il padre – come riporta il portale Aleteia – a ripercorrere le fasi di quel calvario: “È rimasta in ospedale nove mesi con momenti di alti e bassi. In un caso, ha avuto un arresto cardiaco ed è rimasta tecnicamente morta per 33 minuti, ma le hanno salvato la vita”. A sei mesi la seconda operazione. Nel momento più critico del loro percorso (e della loro vita), i coniugi Given raccontano che fu la preghiera a cambiare il loro modo di vedere le cose. Già in passato, Cortney si aggrappò alla fede per superare i momenti difficili legati alla sua storia familiare. Pur essendo Mormoni, i Given si sono totalmente affidati a Dio con la preghiera per superare i loro momenti difficili. Quindi decisero di accettare il calvario come strada verso una nuova scoperta di sé. Nonostante il percorso niente affatto semplice vissuto con Zola, la sia famiglia ha deciso di non chiudersi di fronte all’accoglienza alla vita e presto a loro si aggiungerà la terza figlia che li accompagnerà in questo nuovo tratto di strada che i Given hanno potuto riscoprire proprio grazie alla loro secondogenita. A Given Today i due futuri genitori (per la terza volta!) hanno commentato: “Le nostre vite sono cambiate una volta per tutte quando a nostra figlia è stata diagnosticata la sindrome del cuore sinistro ipoplasico. Abbiamo affrontato il viaggio per salvare la vita di nostra figlia e imparato una grande lezione lungo la strada”. Il desiderio di condividere la loro storia e quella della piccola Zola è legato alla speranza di poter aiutare altre persone che hanno a che fare con la stessa malattia: “Una delle cose più importanti che abbiamo imparato è che la felicità non deriva da qualcosa che verrà in futuro, ma dalle piccole cose che ci sono date ogni giorno. La vita è così preziosa, noi lo abbiamo imparato con la più tosta delle lezioni”.



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