“EcoHealth ha modificato coronavirus a Wuhan”/ Ma per Sanità Usa non è origine Covid…

- Silvana Palazzo

Origine Covid, svolta in Usa: “EcoHealth ha modificato coronavirus con Istituto di Virologia di Wuhan”. Ma per gli Istituti di sanità americana questa non è la causa della pandemia…

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L'Istituto di virologia di Wuhan (LaPresse)

C’è una svolta clamorosa nella vicenda dell’origine Covid e dei finanziamenti agli esperimenti sui coronavirus condotti al Wuhan Institute of Virology. Dai National Institutes of Health (Nih) arriva l’ammissione. Lo riporta Vanity Fair in Usa, spiegando che Nih mercoledì ha inviato una lettera ai membri della Commissione per l’energia e il commercio della Camera in cui vengono riconosciuti due fatti. Il primo è che EcoHealth Alliance, una no-profit con sede a New York che collabora con laboratori anche lontani per la ricerca e la prevenzione dello scoppio di malattie emergenti, ha effettivamente migliorato un coronavirus di pipistrello per renderlo potenzialmente più infettivo per gli esseri umani. Nella lettera viene descritto come un «risultato inaspettato» della ricerca finanziata ed eseguita in collaborazione con l’istituto cinese. Il secondo fatto è che EcoHealth Alliance in questo modo ha violato i termini delle condizioni di sovvenzione che si stipulano, in quanto era tenuta a riferire che la sua ricerca aveva portato alla crescita virale di ben 10 volte dell’agente patogeno. Queste rivelazioni arrivano ora perché EcoHealth Alliance ha inviato solo ad agosto ai National Institutes of Health (Nih) il rapporto sulla sua ricerca, circa due anni dopo il termine previsto.

Un portavoce di Ni ha spiegato a Vanity Fair Usa che il dottor Anthony Fauci è stato «interamente veritiero nelle sue dichiarazioni al Congresso» e che a luglio, quando è appunto intervento, il rapporto sulla ricerca controversa non era ancora nella sua disponibilità. Dal canto suo, la società guidata da Peter Daszak sembra contraddire tale affermazione, in quanto in una dichiarazione ha fatto sapere che «questi dati sono stati riportati non appena ne siamo stati messi al corrente, nel nostro rapporto del quarto anno nell’aprile 2018».

ORIGINE COVID, IL GIALLO DEL GAIN-OF-FUNCTION

Nella lettera trasmessa mercoledì insieme ad un’analisi di accompagnamento si precisa però che questo virus non avrebbe potuto innescare la pandemia Covid, in quanto vi sono notevoli differenze genetiche tra tale agente patogeno e Sars-CoV-2. Una cosa appare però chiara: una società sovvenzionata dal governo Usa non avrebbe rispettato gli accordi e il principale istituto scientifico americano incaricato del monitoraggio non se ne è reso neppure conto. Negli Stati Uniti, però, la polemica divampa anche perché i National Institutes of Health (Nih) anziché collaborare ad una ricerca sull’origine Covid si sono preoccupati invece di difendere il suo sistema di sovvenzioni. «È solo un altro capitolo di una triste storia di supervisione inadeguata, disinteresse per il rischio e insensibilità all’importanza della trasparenza. Data tutta la sensibilità su questo lavoro, è difficile capire perché NIH e EcoHealth non hanno ancora spiegato una serie di irregolarità con il reporting su questa sovvenzione», la dura accusa di David Relman, microbiologo di Stanford, a Vanity Fair.

Questo rapporto di EcoHealth Alliance poi è, guarda caso, il documento che mancava tra le oltre 900 pagine pubblicate da The Intercept. Questo rapporto evidenzia che i topi di laboratorio infettati con un virus alterato sono diventati più malati di quelli infettati con uno naturale. Ma nella lettera di Nih non si fa riferimento al gain-of-function. Il portavoce di Anthony Fauci ha spiegato a Vanity Fair che questa tecnica non rientrava nella ricerca di EcoHealth Alliance, ma il gruppo indipendente DRASTIC ha scoperto che in realtà EcoHealth Alliance in collaborazione con l’Istituto di Virologia di Wuhan mirava a fare questo tipo di ricerca che potrebbe aver accidentalmente causato la pandemia Covid.

MISTERO SULLA RICERCA ECOHEALTH-WUHAN

DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), agenzia del Dipartimento della Difesa Usa che si occupa dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare, ha rifiutato la proposta di sovvenzione da 14 milioni di dollari, ma alcuni scienziati non escludono che la ricerca possa essere stata portata avanti, perché nel codice genetico di Sars-CoV-2 c’è un sito di scissione della furina che lo rende più infettivo e gli permette di entrare in maniera più efficace nelle cellule umane. Si tratta della stessa caratteristica che EcoHealth Alliance e il Wuhan Institute of Virology avevano proposto di ingegnerizzare nella proposta di sovvenzione del 2018. Nel frattempo è bufera attorno ai National Institutes of Health (Nih), perché i leader repubblicani della Commissione per l’energia e il commercio della Camera, che a giugno avevano chiesto al NIH di richiedere tali dati, hanno detto in una dichiarazione che «è inaccettabile che il NIH abbia ritardato a chiedere a EcoHealth Alliance di presentare dati inediti sulla ricerca rischiosa che erano tenuti a presentare secondo i termini della loro sovvenzione». Nel frattempo, proseguono le ricerche indipendenti sull’origine del Covid.

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