BORSE/ L’effetto Monti è già finito (il punto con Wall Street)

- Gianluigi Da Rold

L’effetto Monti, che aveva favorito due buone sedute di Borsa, si è quasi annullato, perché lo spread è ritornato a 480 punti e a metà giornata piazza Affari sta perdendo più dell’1%

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Apre bene la Borsa di Milano, così come tutte le altre piazze europee. Mario Monti che sta lavorando per costituire un Governo del Presidente in Italia sembra quasi rincuorare gli investitori. Ma a un certo punto della mattinata arriva una “gelata” autentica dall’Ocse sui mercati. Il cosiddetto superindice registra un calo della produzione industriale in Germania dell’1,3% e in tutta l’eurozona con percentuali accentuate. È il sesto mese consecutivo che l’economia reale ha un indice negativo. L’effetto Monti, che aveva favorito due buone sedute di Borsa, si è quasi annullato, perché lo spread è ritornato a 480 punti e a metà giornata piazza Affari sta perdendo più dell’1%. Vanno male anche Francoforte e Parigi. In più si addensano sulla Francia le grandi manovre della speculazione. Non c’è solo un ridimensionamento della crescita francese, esiste il convincimento che orami il nuovo target da colpire sia la Francia. È una convinzione degli operatori di Borsa: “Sistemata la Grecia e in via di sistemazione l’Italia, adesso l’attacco all’euro guarda verso Parigi”.

In effetti, lo spread tra i titoli di Stato francesi e il Bund tedesco ha toccato un nuovo record storico: 170 punti. Adesso non si capisce più da chi dipenda la difesa dell’euro. Dopo aver strepitato contro l’Italia, il presidente francese Nicolas Sarkozy potrebbe trovarsi al centro del problema europeo. Nonostante gli errori e le smentite successive di Standard&Poor’s, pare proprio che la “tripla A” sul debito sovrano francese stia saltando. È un nuovo problema che metterà a rischio anche l’asse di fatto europeo tra Francia e Germania. L’impressione è che non si sia ancora arrivati al cuore del problema nel giudicare la crisi finanziaria ed economica mondiale. Probabilmente non basta più risolvere le crisi politiche e di credibilità dei Paesi cosiddetti periferici. Ormai la crisi, con i nuovi dati dell’Ocse, sembra proprio entrata al centro dell’Europa. C’è chi sostiene che, una volta raggiunta, la Francia, possa non essere risparmiata neppure la Germania.

Siamo solo a ipotesi e sensazioni che si sono diffuse tra gli operatori di mercato. Il fatto è che, una volta in via di risoluzione la situazione politica italiana, sembrava che il più fosse fatto. E oggi gli operatori si aspettavano una buona giornata. Siamo appena a metà seduta e intanto il governo di Roma è ancora in formazione. Sembra al momento che tutto questo sia una magra consolazione. Nel primo pomeriggio sembra che le Borse stiano ritracciando, limando le perdite. Siamo sempre in territorio negativo, ma di pochi decimali.

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