RIPRESA E POLITICA/ Zingaretti e la zavorra da togliere al Pd

Dopo le primarie dello scorso fine settimana, il Pd ha un nuovo Segretario. Ora dovrebbe quindi occuparsi dei problemi del Paese, anche economici

10.03.2019 - Mauro Artibani
nicola zingaretti 3 lapresse1280
Nicola Zingaretti (Lapresse)

Buongiorno neo Segretario, Il Pd c’è? Bene, primarie fatte, si deve fare il fin qui non fatto. Sì, perché sembra si continui a recitare il già detto, ridetto e stradetto. Ecco appunto quello stradetto zavorra il dire, ancor più il pensare. Questo, per esempio: sull’economia dell’Europa sussistono alcuni determinati problemi, tra cui la disoccupazione giovanile e il reddito delle famiglie. La Commissione europea lo dice e lancia l’avvertimento nel suo rapporto di valutazione annuale della situazione economica e sociale negli Stati membri. “I livelli di produttività rimangono modesti, l’invecchiamento della popolazione si accentua e i rapidi mutamenti tecnologici hanno un’incidenza considerevole sui mercati del lavoro – si legge nel rapporto di Bruxelles -. In alcuni Stati membri il reddito reale delle famiglie è ancora inferiore ai livelli pre-crisi. Pur essendo stata notevolmente ridotta, la disoccupazione giovanile rimane a livelli inaccettabilmente elevati in certi Stati membri”.

Da qui l’invito della Commissione Ue a fare di più: “Vista la maggiore incertezza che caratterizza il contesto mondiale, gli Stati membri dell’Ue devono assolutamente intensificare l’azione per aumentare la produttività, migliorare la resilienza delle economie nazionali e garantire che la crescita economica produca effetti positivi per tutti i cittadini”.

Giust’appunto. Piddì questo dire non vi pare di averlo da tempo già ascoltato e, ancor più, cosa vi induce a pensare di nuovo questo vecchio dire? Sì, la disoccupazione giovanile, il reddito delle famiglie, la bassa produttività… insomma, i soliti dolenti refrain di quelli che frignano! Bene, per non restare a pettinar bambole, rimando l’attenzione all’intuizione di Wittgenstein: “I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo”. Dunque se il tuo mondo è sempre lo stesso, come il tuo linguaggio, non riesci a scorgere come la grande favola della produttività d’impresa, invocata dai tutti i policy maker, confligga con quella di sistema che non esclude, include.

Sì, di una produttività che include c’è bisogno e, se me lo consente, gliela propongo con una neo lingua, al fin di poter generare un nuovo pensiero e un nuovissimo orizzonte di senso: ”La crescita si fa con la spesa, non con la produzione né con il lavoro. Così viene generato reddito, quel reddito che serve a fare nuova spesa. Tocca allocare quelle risorse di reddito per remunerare chi, con la spesa, crea lavoro e lo remunera, remunerando tutti”. Sì, tutti, pure quei giovani e quelle famiglie.

Sta qui il bandolo della produttività di sistema che l’ortodossia economicista non sembra intravvedere, né uno stantio linguaggio lascia intendere.

Beh, intanto buon lavoro Zingaretti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA