Edoardo Bennato: “Maradona mi chiese di conoscere Gianna Nannini”/ “Notti magiche…”

- Stella Dibenedetto

Edoardo Bennato, nel giorno del trentesimo anniversario di Notti Magiche, svela: “Maradona mi chiese di conoscere Gianna Nannini”.

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Edoardo Bennato - Foto Instagram

Edoardo Bennato, l’8 giugno 1990, insieme a Gianna Nannini, allo stadio San Siro, cantava Notti magiche, brano che è diventato l’inno dei Mondiali 1990. Una canzone a cui, inizialmente, Edoardo Bennato non credeva. «Quando Caterina Caselli e Gianna Nannini mi chiesero di scrivere il testo, io ero incerto ma hanno insistito molto», racconta il cantautore in un’intervista rilasciata ai microfoni di Paolo Giordano riportata da Il Tirreno e da Il Giornale. Edoardo Bennato e Gianna Nannini provarono l’esibizione il pomeriggio e, in quell’occasione, Diego Armando Maradona, grande protagonista di quel Mondiale, chiese a Bennato di presentargli la rocker della musica italiana. «Nel pomeriggio, durante le prove allo stadio, dall’altra parte del campo vidi arrivare Diego Armando Maradona che mi disse subito: Dai, Edoardo, mi presenti Gianna Nannini?. C’è una nostra foto tutti e tre insieme», racconta.

EDOARDO BENNATO: “NOTTI MAGICHE? IO E MARADONA PROTAGONISTI, QUELLA CANZONE…”

Edoardo Bennato con la sua voce e Diego Armando Maradona sono stati i due grande protagonisti di Notti Magiche. Del campione argentino, il cantautore ricorda una persona che “si riteneva un prescelto da Dio e quindi pensava di essere sempre in debito con gli altri per la fortuna che aveva avuto”. Notti magiche, ancora oggi, resta una canzone di grandissimo successo, ma che causò anche alcune critiche a Bennato come racconta lui stesso a Paolo Giordano. «Circa un anno dopo, durante un’intervista, un giornalista mi disse: Senti Edo, te lo devo dire: tu per noi eri un punto di riferimento, ma quando ti abbiamo visto sgambettare sul palco dei Mondiali di calcio con la Nannini, ci è crollato un mito. Insomma, mi colpevolizzò come peraltro temevo», racconta oggi l’artista che, tuttavia, con quel brano ottenne un importante riconocimento. «Per molti miei fan, la sigla dei Mondiali fu un capo d’accusa. Ma alla fine mi fece anche guadagnare la laurea in blues», conclude.



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