DOPO LE POLEMICHE SULL’EDUCAZIONE GENDER A SCUOLA SBARCA IL BANDO CHOC DEL COMUNE DI ROMA
Farà discutere, anzi lo fa già, il bando appena presentato dal Comune di Roma per quanto riguarda l’educazione affettiva nelle scuole medie: su iniziativa dell’assessore alla Scuola del Campidoglio, Claudia Pratelli, assieme alla coordinatrice dell’ufficio LGBTQ+ a Roma, Marilena Grassadonia, con il via libera del sindaco Pd Roberto Gualtieri, il progetto scatterà nei prossimi mesi. Al momento la novità riguarda la presentazione avvenuta in Comune lo scorso 15 gennaio 2025 del bando per i primi progetti condivisi, ponendo in essere l’iter formativo sperimentale per l’educazione «affettivo e alle relazioni» con un costo complessivo di 420mila euro. Come spiega il sito di Roma Capitale dopo il via libera del sindaco, il progetto intende sostenere diverse iniziative interne alle scuole medie aventi come obiettivo “l’educazione emotiva”.
Se già a livello nazionale Pd e Movimento 5 Stelle lo scorso autunno avevano ipotizzato il portare addirittura alle elementari dei primi rudimenti di educazione sessuale – partorendo anche una risoluzione M5s per l’uso di finanziamenti pubblici volti a progetti di educazione emotiva nelle scuole – il Centrodestra non vede di buon occhio l’ipotesi, specie perché ritiene posa essere sdoganata l’ideologia “gender” anche tra i più giovanissimi. Progetti anti-omofobia, educazione affettiva, contrasto alla violenza di genere e contro ogni discriminazione: questi i contenuti dei progetti lanciati dal bando di Roma che “mette a terra”, alle scuole medie, le proposte passate del Centrosinistra. Sebbene il Campidoglio abbia allargato i cordoni del progetto inserendo diversi dettagli sul tema generale dell’educazione a tutte le affettività, è la presenza di Grassadonia nell’organigramma originario della proposta romana a non convincere le opposizioni di Centrodestra.
È la stessa coordinatrice dell’ufficio Diritti LGTBQ+ a spiegare sui social che occorre al più presto «estirpare le radici dell’omolesbobitransfobia», e per poterlo fare serve lavorare per Grassadonia sul piano culturale e formale. In questo senso, la scuola è il primo ordine di idee da “aggiornare” sulle battaglie ritenute centrali dall’Amministrazione Gualtieri a Roma Capitale: «promuovere un’educazione laica all’affettività e alle differenze», conclude Grassadonia scatenando le ire di Lega e FdI, oltre che dell’Associazione ProVita & Famiglia, che accusano la sinistra di voler introdurre l’educazione gender nelle scuole.
GUALTIERI: “DOBBIAMO FAR CRESCERE I RAGAZZI GOVERNANDO LA DIMENSIONE AFFETTIVA”. IRA DEL CENTRODESTRA: “VOGLIONO SOSTITUIRSI ALLE FAMIGLIE”
Come ha scritto lo stesso sindaco di Roma nel bando presentato in Campidoglio, il progetto sull’educazione affettiva a scuola è utile per iniziare a costruire una cultura e una società dove poter aiutare già in classe «a crescere in modo consapevole e a governare la dimensione sociale e affettiva». Evitare le derive di discriminazione e lavorare a livello scolastico sono i capisaldi del progetto avviato dal Comune di Roma e pronto a coinvolgere le scuole interessate a partecipare già dall’anno scolastico in corso, entrando a pieno regime dall’anno 2025-2026.
Fortissime le polemiche manifestate dal Centrodestra dopo il bando di Roma, a cominciare dalla Lega che già a settembre si era opposta con il parlamentare Rossano Sasso alle proposte del Centrosinistra in Parlamento: secondo i consiglieri leghisti in Campidoglio, l’utilizzo di soldi pubblici per l’educazione affettiva è un pieno spreco di denaro comunitario, inoltre atto a «imporre una visione ideologica». Secondo il Carroccio, con l’introduzione di una pericolosa ideologia gender nelle scuole media si vuole di fatto «sostituire alle famiglie». I consiglieri di Fratelli d’Italia insorgono come i colleghi di coalizione, anche se chiedono quantomeno che via previsto un consenso dei genitori perché i figli possano frequentare i corsi preparati dal Comune romano. In una ulteriore nota pubblica ProVita lamenta che nella Capitale nei prossimi mesi collettivi trans-femministi e associazione “arcobaleno” «insegneranno ai nostri figli a cambiare sesso o che esistono infiniti generi in cui identificarsi». Tali associazioni, secondo il bando, possono presentare fin da subito in Campidoglio i vari progetti che poi saranno ripensati per alcune cupole del territorio: in tutto, saranno 15 i progetti che il Comune selezionerà, uno ciascuno per ogni Municipio della Capitale, come assicurano il sindaco Gualtieri e l’assessore Pratelli, «Oggi ancora non c’è nelle scuole l’educazione sessuo-affettiva nonostante ce ne sia grande bisogno».