Von der Leyen eletta alla Commissione Ue/ M5s vs Lega: “Accordo con sovranisti, ma..”

- Niccolò Magnani

Ursula von der Leyen presidente Commissione Ue, Pd in festa. Scontro tra Lega e M5s: il botta e risposta

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Ursula Von der Leyen, presidente della nuova Commissione europea (LaPresse)

L’elezione di Ursula von der Leyen come nuova presidente della Commissione Ue ha turbato il clima politico italiano, in particolare il Governo M5s-Lega. Il Carroccio si è scagliato contro gli alleati grillini per aver votato la tedesca, «un voto gravissimo» secondo il partito di Matteo Salvini. Il ministro dell’Interno ha rincarato la dose nelle scorse ore: «E’ passata per nove voti, come se in Italia ci fosse un Governo Pd-FI-M5s. Che cambiamento rappresenta?». Stizza leghista dovuta al fatto che i voti pentastellati sono risultati decisivi alla fumata bianca per l’ex ministro della Difesa di Berlino, ma non è tardata ad arrivare la replica del M5s, che parla di un accordo con i sovranisti: «I Paesi di Visegrad alleati della Lega hanno votato la Von der Leyen. Tutti erano d’accordo, con tanto di dichiarazioni pubbliche. Poi la Lega, all’ultimo secondo, ha deciso di sfilarsi. Perché…? Forse solo per attaccare pubblicamente il M5S. Contenti loro, contenti tutti!». Benzina sul fuoco, un’elezione che potrebbe avere ripercussioni anche sull’esecutivo… (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“CON URSULA VON DER LEYEN VINCE L’EUROPEISMO”

Ursula von der Leyen è la nuova presidente della Commissione Europea. Seppur con solo 9 voti di scarto, 383 contro 374, alla fine il Parlamento ha eletto la 60enne politica originaria del Belgio come numero uno della prossima CE. “Oggi abbiamo capito questo: chi è fuori dal gioco europeista, gioca in serie B. Per giocare in serie A, invece, devi stare nello schema europeista”. Così ha commentato il risultato dell’elezione, il neo presidente del parlamento europeo, l’italianissimo David Sassoli, rappresentate del Partito Democratico, ai microfoni dei colleghi de Il Post. Sorprende il fatto che alla fine il Movimento 5 Stelle abbia votato per la von der Leyen, visto che il voto sovranista all’elezione era tutt’altro che scontato: “Io penso che l’Italia debba rientrare nella dinamica europeista, questa è la sua vocazione – ha proseguito Sassoli – ogni volta che l’Italia gioca in Europa può anche vincere e far valere le sue idee. Tra l’altro questo vale per tutti i governi e per tutti i commissari che arriveranno qui. Devono essere all’altezza di una legislatura che deve iniziare per rendere più forte l’Europa. E mi auguro anche il mio paese lo possa fare. Del resto è un bene se più gruppi si aggiungono con chiarezza a chi vuole un’Europa più forte. Von der Leyen ha detto una cosa precisa: il punto di caduta della sua iniziativa in Parlamento saranno le forze che vogliono un’Europa più forte”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

URSULA VON DER LEYEN PRESIDENTE COMMISSIONE UE

Ursula von der Leyen presidente della Commissione Ue grazie… al Movimento 5 Stelle! I voti degli esponenti del partito guidato da Luigi Di Maio si sono infatti rivelati decisivi per l’elezione della tedesca come erede di Juncker, e c’è grande malumore nell’area di Governo: la Lega ha parlato di «voto gravissimo», con i grillini allineati al Partito Democratico. Clima di alta tensione, con il mondo dem in festa per la scelta ricaduta sull’ex ministro della Difesa di Berlino: «Buon lavoro alla nuova Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. È la prima donna, non sarà l’ultima. Tutti insieme dovremo aiutarla per restituire un’anima all’Europa, un ideale, una speranza, una passione», le parole di Matteo Renzi. E lo scenario attuale non lascia presagire l’entrata di un esponente “sovranista” nella squadra della von der Leyen: come riporta Huffington Post, perde quota l’ipotesi di Giancarlo Giorgetti come nuovo commissario italiano, mentre sono in crescita le possibilità di un profilo più europeista come quello dell’attuale ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

URSULA VON DER LEYEN: “SONO MOLTO ONORATA”

«Mi sento molto onorata, sono sopraffatta»: queste le prime parole di Ursula von der Leyen come nuova presidente della Commissione Ue. La tedesca, ministra del governo Merkel, ha voluto ringraziare tutti coloro che l’hanno votata, ribadendo che «la fiducia che riponete in me, la riponete nell’Europa, un’Europa forte e unita da est a ovest, da nord a sud, pronta a combattere per il futuro invece che contro sé stessa». Dopo giorni di trattative e di indiscrezioni, la votazione ha visto prevalere l’ex ministro della Difesa di Berlino, sostenuta dall’intesa Germania-Francia con il consenso del Governo italiano e del blocco di Visegrad. «Ha una esperienza politica rilevante e conosce molto bene i problemi della difesa europea», il giudizio di Silvio Berlusconi, mentre secondo il presidente dell’Europarlamento David Sassoli con la von der Leyen «ha vinto l’europeismo». Soddisfazione in casa Pd, mentre la Lega ha diramato una nota in netta controtendenza: «È gravissimo il voto europeo: von der Leyen passa grazie all’asse Merkel, Macron, Renzi, 5stelle», si legge nel comunicato del partito guidato da Matteo Salvini. La 60enne nata a Ixelles entrerà in carica il primo novembre 2019. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

VON DER LEYEN NUOVA PRESIDENTE COMMISSIONE UE

Ursula Von der Leyen è stata eletta come Presidente della Commissione Ue dopo il voto favorevole del Parlamento Ue: l’annuncio dato poco fa dal Presidente David Sassoli ha reso finalmente pubblico il voto segreto avvenuto nelle ultime ore a Strasburgo. A sostegno della candidatura, dopo gli scontri interni ai vari partiti europei, è stata ampia e ha superato di 9 voti la maggioranza minima: 383 voti ha raccolto la sua candidatura, mentre l’area “sovranista” viene di fatto sconfitta nel tentativo di far naufragare l’accordo di massima raggiunto tra Ppe, S&D, Liberali e eurodeputati eletti nelle file del partito di Emmanuel Macron. «La maggioranza del gruppo votera’ a favore ma non è una posizione unanime», aveva espresso poco prima Sylvie Guillaume, eurodeputata socialista francese, vice-presidente del Parlamento europeo. La Lega alla fine pare abbia votato contro, quantomeno nei propri effettivi più importanti intervenuti: «Dopo il suo discorso in aula a Strasburgo, non c’è nessuna buona ragione per votare von der Leyen presidente della Commissione Ue. La nuova Europa inizia malissimo, e Ursula sarà la degna erede di Juncker e del grumo di interessi franco tedeschi capeggiati da Macron e dalla Merkel», ha spiegato la deputata Lega Mara Bizzotto. Ancora poco prima, il Ministro degli Affari Ue Lorenzo Fontana ha aggiunto «discorso della von der Leyen è stato un po’ troppo spostato a sinistra. So che non è solo da noi che ha avuto un riflesso non positivo. E’ stato il discorso stamattina che ha irrigidito molto gli europarlamentare». Ora però sarà problematica la tenuta di questa maggioranza, di fatto risicata per 9 voti (327 sono stati i contrari nell’elezione di questo pomeriggio): decisivi, alla fine, i voti del M5s (14 eurodeputati) sono risultati decisivi nel computo della maggioranza a favore di Ursula Von der Leyen.

LEGA “COSTRETTA” A DIRE DI SÌ?

Dopo il suo lungo e appassionato discorso in aula, improntato a una riforma dell’Europa anche sul tema dell’ambientalismo (e che tuttavia non ha convinto lo stesso i Verdi), Ursula Von der Leyen si appresta a essere eletta alla guida della Commissione UE, nonostante alcuni distinguo. Infatti se sul fronte italiano dovrebbe ricevere il sostegno quasi compatto delle delegazioni di Pd, Movimento 5 Stelle e Forza Italia, c’è invece un dilemma nella Lega che potrebbe essere costretta, obtorto collo, a dare il proprio “sì” a una candidata che in campagna elettorale avrebbero osteggiato. Le operazione di voto sono cominciate da poco per la sua elezione alla guida della Commissione, dopo che è stata designata dai capi di Stato e di Governo dei 28 Paesi, vedono infatti i parlamentari del Carroccio nel dilemma dato che nel gruppo di “Identità e democrazia” a cui appartiene la Lega proprio il partito di Matteo Salvini potrebbe decidere di non optare per il “no”, spaccando a sorpresa quello che è il fronte sovranista. Il motivo? Nonostante non ci siano convergenze politiche, l’idea è quella di non affossare la eventuale candidatura di Giancarlo Giorgetti e soprattutto avere ottimi argomento nel momento in cui la delegazione leghista si presenterà dalla von der Leyen per chiedere la poltrona di un commissario strategico in quel di Bruxelles. (agg. di R. G. Flore)

VOTO OK, SOSTEGNO DA PD, M5S E FI: LA LEGA INVECE…

Attorno alle 18.30-19 si dovrebbe sapere se la maggioranza dell’Europarlamento avrà tenuto fede all’accordo raggiunto in Consiglio Ue tra i vari partiti vincitori delle Elezioni Europee o se invece le fratture interne di Socialisti, Ppe, Liberali e anche dei vari gruppi sovranisti avranno prevalso facendo collassare la nomina di Ursula Von der Leyen. Nel frattempo, dall’Italia il sì alla sua elezione a Presidente di Commissione Ue è arrivato dal Pd e Forza Italia che si sono aggiunti alle parole già spese in favore del Movimento 5 Stelle: Fratelli d’Italia si schiera contro («progressivo spostamento a sinistra del suo programma politico») e la Lega prende tempo, non sapendo se insistere nel distanziarsi o accettare la votazione magari ottenendo in cambio un membro nella Commissione Europea. Salvini ha parlato di «strano asse Pd-Fi-M5s», ma anche aggiunto che alcuni punti della Von der Leyen sono comunque «interessanti». Poco fa l’eurodeputata Susanna Ceccardi, leghista doc, ai colleghi de La7 ha spiegato «ha fatto un’apertura importante sull’immigrazione nei confronti dell’Italia e noi lo apprezziamo molto. Segna una demarcazione importante rispetto alle politiche del passato quando questo tema era demandato solo ai Paesi di frontiera come l’Italia. Ci sono stati dei contatti informali con lei e il nostro capogruppo».

CONTE E SALVINI “DISTANTI”

La Lega non ha ancora deciso cosa fare con l’elezione di Ursula Von der Leyen: di certo il discorso più europeista che “innovativo” ha deluso il gruppo dei sovranisti, in particolar modo il Carroccio che sembrava invece più possibilista di Lepen a Afd ad affiancare il voto della candidata Ppe. Arrivando oggi a Genova, il vicepremier Salvini ha spiegato «le parole di Ursula von der Leyen, candidata alla presidenza della Commissione europea, sulla lotta all’immigrazione clandestina, sul cambiamento delle regole che vedevano l’Italia come il centro di accoglienza europeo sono interessanti». Di fatto però, i toni europeisti poi usati in altri temi affrontati dalla candidata Presidente non sono piaciuti e il vicepremier ha così aggiunto «Vedremo se confermerà questa volontà di contrastare scafisti e trafficanti, altrimenti se la votano loro». Distante ancora una volta da Salvini il Premier Giuseppe Conte che in un tweet scrive poco fa «Ho apprezzato il discorso della candidata Presidente della Commissione von der Leyen. I temi economici, sociali, ambientali evocati così come la lotta ai traffici illeciti lasciano sperare in una Europa finalmente più capace di avere cura del suo futuro e dei bisogni dei cittadini». Nel discorso di chiusura prima delle riunioni e del voto segreto del pomeriggio, la Von der Leyen ha ribadito «Per me solamente una cosa è importante, l’Europa va rafforzata e chi la vuole fare fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica».

VON DER LEYEN “DIVIDE” IL GOVERNO

Colpo di scena, o almeno ritorno alla “normalità”: la Lega assieme a tutto il gruppo Identità e Democrazia non sosterrà Ursula Von der Leyen nel voto per la Presidenza della Commissione Ue: Zanni nelle ultime ore e il Ministro Fontana hanno tentato un avvicinamento e attendevano parole “diverse” da quelle poi però pronunciate dalla candidata Presidente davanti all’Europarlamento. Ora però, dopo che soprattutto gli altri partiti aderenti alla formazione sovranista si sono opposti all’appoggio per il Ppe, anche Zanni si è dovuto “arrendere”: «Non crediamo che lei possa rappresentare il cambiamento necessario e non crediamo che abbia vita facile a mantenere in piedi una maggioranza che che e’ un colabrodo. I voti di chi è da questa parte dell’Aula conteranno, nessuno qui ha offerto supporto per la sua elezione ma è stata una richiesta che è arrivata nella consapevolezza che questo Parlamento non si può spostare a sinistra e che chi siede qui potrà spostare gli equilibri». Esplicitamente la Lega non ha detto se voterà o meno la Von der Leyen ma tutto porta a pensare che l’appoggio, alla fine, non ci sarà. «Sono sollevata di non avere il suo sostegno per me è veramente un premio per tutto quello che ho fatto», ha spiegato invece la candidata Presidente replicando ad un altro eurodeputato di Identità e Democrazia, Joerg Meuthe di Alternative fur Deutschland. Il Governo italiano si “spacca” anche in Europa, visto che il M5s ha da poco annunciato di votare a favore della Von der Leyen: «Signora von der Leyen, dopo il nostro incontro, lei ha fatto suoi i punti principali del nostro programma, per questo il M5S intende sostenere la sua candidatura ma ogni giorno dovrà dimostrarsi degna di questa fiducia, non ci faremo remore a contrastarla anche duramente se non rispetta gli impegni presi», ha spiegato all’Europarlamento la deputata M5s Tiziana Beghin.

LEGA PRONTA A VOTARE A FAVORE?

«Sono passati esattamente 40 anni da quando la prima presidente donna a del parlamento europeo Simone Veil ha presentato la sua visione di una Europa più giusta. Dopo 40 anni posso dire con orgoglio che è finalmente una donna ad essere candidata allaPresidenza della Commissione europea», ha cominciato così il suo discorso al Parlamento Europeo Ursula Von der Leyen, determinata a raggiungere la maggioranza oggi pomeriggio nel voto decisivo per la Commissione Ue. Il risultato è però ancora incerto, nonostante Ppe, S&D e Liberal-democratici di Alde abbiano accolto positivamente la lettera di intenti inviata ieri dalla candidato forte alla successione di Juncker. Citazioni e impegni su clima, educazione e contrasto ai nodi dell’immigrazione («in mare c’è obbligo di salvare le vite»), con una forte propensione a quel multiculturalismo che in Europa si è diffuso negli ultimi 20-30 anni «Noi vogliamo il multilateralismo, il commercio libero, noi difendiamo un ordine impostato sulla legge perché sappiamo che è il modo migliore per noi. Ma se vogliamo seguire la strada europea dobbiamo innanzitutto riscoprire la nostra unità». In merito alla Brexit, la Von der Leyen prova a tendere una mano agli “unionisti” e allontana l’uscita della Gran Bretagna «Brexit? Estendere la data di uscita dal Regno Unito dall’Ue». Mentre il suo discorso prosegue, le manovre diplomatiche si affrettano prima del voto: come ha spiegato il capogruppo di Identità e Democrazia Marzo Zanni all’Agi, la Lega è pronta a votare per la Von der Leyen «i 28 eurodeputati della Lega sono aperti in linea di massima a votare a favore della presidente designata della Commissione europea». Non solo, secondo il leghista «aspettiamo maggiori aperture su programma e commissario italiano, poi decidiamo stasera, in linea di massima siamo aperti all’appoggio».

VON DER LEYEN, RISULTATO IN BILICO

È atteso per le ore 18 il voto segreto in Parlamento Europeo a Strasburgo per l’elezione del nuovo Presidente della Commissione Ue: si tratta dell’investitura ufficiale di Ursula Von der Leyen a n.1 d’Europa dopo i 5 anni di Juncker alla guida della più alta carica europea, ma sebbene l’accordo sulle nomine Ue sia giunto dopo settimane di fatica proprio negli scorsi giorni, è già tutto di nuovo in bilico e potrebbero esserci sorprese dell’ultima ora nel voto di questo pomeriggio. La Ministro della Giustizia del Governo Merkel, di nomina Ppe, è stata designata a succedere a Juncker ma la maggioranza che si pensava potesse avere in Parlamento (Ppe, S&D, Verdi, Liberali e Macron) non è per nulla scontata. Prima di Verdi e poi anche i socialisti si sono spaccati al loro interno, del tutto indecisi se appoggiare la nomina voluta da Merkel e Macron o ribaltare di nuovo tutto e mettere in minoranza la Von der Leyen riaprendo clamorosamente i termini per una leadership tutt’altro che designata. Ieri è saltato all’ultimo l’incontro con il gruppo dei sovranisti di Identità e Democrazia (ovvero Lega e Lepen) perché i socialisti non hanno accettato che la possibile nuova Presidente della Commissione Ue scendesse a patti con i sovranisti dopo il presunto scandalo sui fondi della Russia alla Lega di Salvini.

COME SI ELEGGE IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE UE

Si punta allora ad ottenere la maggioranza “europeista” ma i numeri sono tutt’altro che “semplici”: sarà necessaria la maggioranza assoluta dei voti, cioè 374 sui 747 eurodeputati in carica, «indipendentemente dal numero dei presenti» ha precisato Duch, portavoce della Commissione Ue, nel presentare il voto di oggi a Strasburgo. In mattinata Ursula von den Leyen presenterà in emiciclo il proprio programma; seguiranno gli interventi dei leader dei gruppi politici a cui la candidata risponderà e quindi singoli eurodeputati potranno intervenire. A quel punto la designata Presidente dovrà replicare entro le 12.30, prima che i gruppi politici si riuniscano per decidere se sostenere o meno la sua nomina: voto sarà a scrutinio segreto il che rischia di essere un autentico boomerang essendo S&D, Verdi e anche liberali (e non è che il Ppe sia molto più stabile, ndr) assai divisi al loro interno sull’elezione della Von der Leyen. I socialisti si sono adirati per i possibili contatti tra la politica tedesca e la Lega col Ministro Fontana e qualcosa potrebbe essere cambiato ulteriormente negli scenari della maggioranza che dovrà appoggiare oggi pomeriggio (e per tutti i 5 anni prossimi) Ursula Von der Leyen: secondo l’Agi, «Se a ridosso della decisione dell’aula Ursula von der Leyen dovesse capire che una maggioranza compatta non c’è potrebbe anche chiedere un rinvio a settembre. Tuttavia, se anche una parte di socialisti e liberali dovessero rifiutare di votarla, il pacchetto di nomine non sarà riaperto e l’Europarlamento riavrà comunque un esponente dei Popolari come candidato alla successione di Jean-Claude Juncker».

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