OMICIDIO ELISA POMARELLI/ Bruzzone: “Massimo Sebastiani sapeva dell’omosessualità”

- Emanuela Longo

Elisa Pomarelli, il video dell’omicidio in mano agli inquirenti: “Massimo Sebastiani, ossessione affettiva”, le parole di Roberta Bruzzone

elisa pomarelli massimo sebastiani 2019 twitter
Elisa Pomarelli e Massimo Sebastiani (foto Twitter)

Novità importanti sull’omicidio di Elisa Pomarelli, morta per mano di Massimo Sebastiani. Intervenuta a La vita in diretta, la consulente di parte della difesa Roberta Bruzzone ha spiegato: «Il primo sopralluogo è risultato fondamentale per comprendere lo scenario complessivo della storia. Erano tre anni che si frequentavano in maniera molto assidua e ci tengo a dire una cosa: l’omosessualità di questa ragazza non ha nulla a che fare con questo delitto. Sebastiani era ben a conoscenza della sua omosessualità, lui coltivava questa amicizia. La pm parla di ossessione affettiva e di crescente malessere di Sebastiani a perdere Elisa nella sua vita, come persona di riferimento affettivo. Deve essere successo qualcosa nel pollaio, è accaduto qualcosa di estemporaneo che ha fatto scattare una rabbia furibonda nel Sebastiani». Roberta Bruzzone ha poi aggiunto: «Credo che il seppellimento sia avvenuto nella fase finale della latitanza, Sebastiani ha avuto difficoltà a liberarsi del corpo». Il padre di Elisa Pomarelli ha ribadito: «Voglio solo giustizia: ci ha tolto nostra figlia, ci ha tolto tutto. Ora c’è solo dolore, la gente si sta stringendo attorno a noi». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

DELITTO ELISA POMARELLI, SILVIO PERAZZI COMPLICE DI MASSIMO SEBASTIANI?

Nella prima puntata della stagione di Pomeriggio 5 è il caso di Elisa Pomarelli ad aprire la lunga serie di cronache nere che affolleranno il programma di Barbara D’Urso: in particolare, come prima esclusiva oggi verrà mostrata una intervista fatta prima dell’arresto a Silvio Perazzi, accusato di favoreggiamento personale per aver coperto la fuga dell’ex genero nel Piacentino dopo l’omicidio della povera Elisa. Secondo gli inquirenti, Perazzi avrebbe lasciato le chiavi della sua seconda casa all’ex marito della figlia e proprio lì Sebastiani si sarebbe diretto dopo l’omicidio per non essere rintracciato dalle forze dell’ordine. Addirittura il corpo di Elisa Pomarelli è stato ritrovato a poche centinaia di metri dalla villetta di Gropparello: secondo quanto riportato dall’Ansa nella giornata di ieri, «Sebastiani si sarebbe presentato a casa dell’ex suocero già nel pomeriggio di domenica 25 agosto, il giorno della scomparsa della vittima». A quel punto l’accusato n.1 dell’omicidio di Elisa sarebbe passato da Perazzi per un bicchiere di vino, ma è probabile che fosse un modo per costruirsi un alibi con quello che era oltre che suo ex suocero il suo migliore amico.

“I SEGNALI DI VIOLENZA C’ERANO GIÀ”

Secondo Maria Luisa Missiaggia, avvocato matrimonialista del Foro di Roma intervistato dall’Agenzia Dire sul caso di Elisa Pomarelli, c’erano tutti i segni della possibile violenza brutale andata in scena nelle scorse settimane. «Perché le donne si avvicinano ad uomini violenti e pur non volendo avere un rapporto continuano a frequentarli? Un primo elemento è il senso di colpa nel doverli lasciare soli e umiliati per un rifiuto, il secondo è la non riconoscibilità della violenza a fronte del bisogno di qualcuno che le faccia sentire importanti e dunque riconosciute», risponde ancora l’esperta di diritto di Famiglia e Presidente di Studiodonne Onlus. Mentre le indagini sul conto di Massimo Sebastiani continuano, il giudizio su quanto finora emerso nell’inchiesta è nettissimo: «Sicuramente in questa relazione così a senso unico, in cui lui la considerava come la sua fidanzata mentre lei solo un amico, si intravede la mancanza di cultura da parte delle donne di quello che può già definirsi un uomo violento anche se ancora non manifesto. Per questo è necessario dare alle donne dei protocolli per affermare la propria autonomia: se non si vuole stare con una persona allontanarsi da questa e fare rete con i centri tecnici e di ascolto che possono essere di aiuto». (agg. di Niccolò Magnani)

MASSIMO SEBASTIANO DORMIVA VICINO AL CADAVERE DI ELISA

Un altro particolare choc è emerso nelle ultime ore sull’omicidio di Elisa Pomarelli. Dopo averla uccisa, Massimo Sebastiani ha vagato per giorni nei boschi, che peraltro conosceva bene, nutrendosi di frutta e dormendo all’addiaccio. Ma quasi quotidianamente l’uomo andava dalla giovane, morta, la vegliava, dormiva accanto a lei, le teneva la mano come se non accettasse la morte di cui lui stesso è responsabile. Ne parla oggi Quotidiano.net, spiegando che quando ha capito di essere braccato, Massimo Sebastiani ha chiesto aiuto al padre della sua ex compagna. A casa sua ha infatti trascorso gli ultimi quattro o cinque giorni, fino a quello dell’arresto. Ma restano diverse domande senza risposta. Silvio Perazzi sapeva del delitto? Se sì, quando gliene ha parlato l’amico? Finora l’anziano non ha parlato, invece Massimo Sebastiani avrebbe negato di essere stato aiutato nell’occultamento del cadavere. Ma resta da chiarire il mistero su questa amicizia. (agg. di Silvana Palazzo)

ELISA POMARELLI, L’OMICIDIO IN UN VIDEO

Emergono ulteriori dettagli sconcertanti sull’omicidio della 28enne Elisa Pomarelli, la giovane della provincia di Piacenza trovata senza vita nei giorni scorsi dopo la misteriosa scomparsa avvenuta il 25 agosto. Secondo quanto risulta a NewsMediaset – scrive TgCom24 questa mattina – esiste un filmato dell’omicidio della ragazza commesso da Massimo Sebastiani. A riprendere le immagini choc sarebbe la telecamera di sorveglianza di una ditta poco distante dall’abitazione dell’operaio 45enne e che avrebbe filmato le fasi più cruente dell’aggressione alla 28enne poi rivelatasi mortale. Fino ad oggi c’era solo un sospetto ma adesso sembra essere certo il decesso di Elisa per strangolamento, in attesa degli esiti ufficiali dell’autopsia in programma per oggi. Le immagini lo confermano e questo andrebbe anche a giustificare l’assenza di tracce ematiche nel bagagliaio dell’auto dell’uomo e nel luogo di ritrovamento del corpo. Pare che la ditta le cui telecamere avrebbero filmato il delitto sia la stessa nella quale lavora il killer reo confesso. Le immagini erano già finite in mano agli inquirenti che avevano così deciso di mutare il capo d’imputazione di Sebastiani da sequestro di persona a omicidio. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“UCCISA PERCHÉ NON VOLEVA PIÙ VEDERE MASSIMO SEBASTIANI”

Elisa Pomarelli sarebbe stata uccisa da Massimo Sebastiani dopo avergli comunicato l’intenzione di porre fine alla loro frequentazione. E’ questo, stando alle informazioni riportate da “Tgcom24”, il movente privilegiato dagli inquirenti di Piacenza che indagano sull’omicidio della 28enne. Forse Elisa si sentiva oppressa dall’amico 45enne che non aveva mai deciso di allontanare nonostante le insistenze del tornitore e i fraintendimenti scaturiti da un’interpretazione del loro rapporto evidentemente errata da parte di Massimo Sebastiani. La giovane vittima potrebbe aver informato il 45enne di interrompere il loro rapporto d’amicizia proprio in occasione del pranzo nella trattoria a Ciriano di Carpaneto di domenica 25 agosto, quando sono stati avvistati insieme per l’ultima volta. Da capire, poi, come e dove Massimo Sebastiani abbia deciso di uccidere Elisa. (agg. di Dario D’Angelo)

ELISA POMARELLI, “UCCISA PERCHE’ AMAVA LE DONNE”

Elisa Pomarelli sarebbe stata uccisa perchè “amava le donne” e per questo avrebbe rifiutato Massimo Sebastiani. Si fanno sempre più chiari i contorni attorno al delitto della giovane 28enne di Piacenza, il cui corpo è stato ritrovato ieri grazie alle indicazioni dello stesso assassino reo confesso, il 45enne Massimo Sebastiani. Un killer che avrebbe agito d’impeto e che qualcuno definisce un “gigante buono” solo perchè in tanti non lo sospettavano di gesti così violenti. A parlare al Corriere è un’amica della vittima e dell’uomo che ha messo fine alla sua vita. “Non è mai stata innamorata di lui, lo so per certo, e gliel’ha anche detto chiaro. Gli ha detto che provava interesse solo per le donne”, ha dichiarato. Gli inquirenti finora hanno spiegato che lui “non ha spiegato le motivazioni precise” limitandosi solo a commentare: “Ero innamorato, ero ossessionato da lei”. Di certo emerge che i due non erano affatto una coppia e che lei aveva messo ben in chiaro la situazione pur restando comunque a lui molto legata da un’amicizia. Emerge così l’ennesimo femminicidio ad opera di un uomo che pretende di avere un diritto su una donna in nome di un sentimento o presunto tale provato solo ed esclusivamente da lui. Condizioni alle quali Elisa non voleva stare, sottraendosi ad un desiderio maschile. E per questo uccisa doppiamente. In quanto donne ed in quanto donna che amava le donne. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SORELLA VITTIMA “LUPO TI HA PRESA”

Nelle ultime ore una serie di svolte hanno reso possibile la soluzione – almeno in parte – del giallo in merito alla scomparsa di Elisa Pomarelli e Massimo Sebastiani. Prima il ritrovamento e la cattura dell’uomo dopo 14 giorni di buio, poi il ritrovamento del corpo senza vita della giovane 28enne della quale non si avevano più notizie dal 25 agosto scorso. Una fine drammatica e messa in conto dagli inquirenti che per giorni hanno condotto le indagini ipotizzando la morte della donna e la fuga dell’amico, letteralmente ossessionato da lei nonostante Elisa avesse sempre chiarito la loro relazioni esclusivamente amichevole. Per la famiglia Pomarelli crollano così le speranze di poter riabbracciare la ragazza. Fino a qualche giorno fa la sorella di Elisa aveva riferito di essere certa che la giovane fosse ancora in vita poichè, Sebastiani, mai avrebbe potuto farle del male, in nome di quell’amore così grande quanto ossessivo e morboso che nutriva nei suoi confronti. Ora però, è sempre lei a commentare, come riferisce Repubblica: “Ti ricordi quanto da piccole eravamo rimaste impressionate dal film del lupo mannaro e di quanto nella nostra testa eravamo convinte che abitasse al piano superiore della casa di nonna? Non abbiamo mai realizzato che il male potesse esistere davvero. Ora il Lupo ti ha presa, e né io né te lo abbiamo riconosciuto, perché era nella sue sembianze umane. Questa volta eri sola e io non riesco a darmi pace”.

OMICIDIO ELISA POMARELLI: I DUBBI DEGLI INQUIRENTI

Nelle ore che hanno fatto seguito alla cattura di Massimo Sebastiani, reo confesso dell’omicidio di Elisa Pomarelli, i militari hanno realizzato un secondo arresto, quello di Silvio Perazzi, padre della ex compagna dell’operaio-killer 45enne. Perazzi è accusato di favoreggiamento per aver dato ospitalità a Sebastiani dopo il delitto della 28enne. Alla luce dell’ennesima svolta, gli inquirenti si stanno concentrando attualmente su altri aspetti importanti, ad esempio quanto tempo si sarebbe trattenuto l’omicida in casa del padre della sua ex compagna ma soprattutto quale è stata la dinamica che ha portato Sebastiani, quasi certamente in preda ad un raptus, ad uccidere Elisa Pomarelli, probabilmente al culmine di una lite. Dalle prime ricostruzioni riferite da Tiscali, si parla di un tentato approccio da parte dell’uomo che però avrebbe subito poi l’ennesimo rifiuto dell’amica. A quel punto, in preda alla follia omicida, l’avrebbe strangolata scaricando il corpo in auto, nel cui bagagliaio sono state trovate tracce biologiche della vittima. Dubbi crescenti anche sulla posizione dell’ex suocero. Finora si parla di un “veloce bicchiere di vino” ma non si esclude che si sia trattato di una presenza molto più lunga.

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