Ellen Kessler, canzone “L’uomo della Sip”/ Doppi sensi e provocazioni fecero scandalo

- Emanuele Ambrosio, Laura Polo D'Ambrosio

Ellen Kessler, la sorella di Alice delle Gemelle Kessler, ha cantato “L’uomo della sip”, un brano simpatico che ha interpretato contro la censura del tempo

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Umberto Orsini e Ellen Kessler

Ellen Kessler, la sorella di Alice, ha cantanto “L’uomo della sip“, un simpatico brano per molti considerato un vero e proprio cult. Si tratta di una canzone ironica e divertente che la ballerina e showgirl ha deciso di interpretare nel 1982 per vendicarsi della censura che alcuni anni colpì lei e la sorella. Le gemelle Kessler, infatti, vennero censurate per via delle loro lunghe e bellissime gambe che mostravano durante gli sketch e le performance negli spettacoli televisivi.

La censura dell’epoca però le costringe a presentarsi in video con delle ridicole calze nere coprenti. Una scelta obbligate per le due artiste di cui però Ellen si vendicò qualche anno dopo prestando la voce a questo ironico brano in cui i doppi sensi sono all’ascolto di tutti!

“L’uomo della Sip” di Ellen Kessler: i doppi sensi della canzone

Ecco per voi il testo de “L’uomo della sip”, canzone del 1982 interpretata da Ellen Kessler che decise di prestare la sua voce a questa simpatica canzoncina per vendicarsi della censura televisiva di quegli anni. “Ho un bell’appartamento proprio da lunedì, e ci vivo da sola, cichibon cicchidì… Manca solo una cosa essenziale per me, il telefono, è chiaro! Cichibon, chichidè! Vado alla sip per averlo con urgenza, dico “sapete io non so starne senza…” – canta la Kessler nel brano che è un rincorrersi di doppi sensi.

La canzone continua così: “mercoledì arriva un’operaio in gip, dice “we, baby… sono l’uomo della sip! ho un telefono perfetto, te lo metto dove vuoi… Te lo metto nel soggiorno, te lo metto dentro al bagno, te lo metto contro il muro, te lo metto nella hall.. Se lo vuoi col ciccolino che fa solamente –bip- te lo metto volentieri, come faccio con i vip, perché we baby, sono l’uomo della sip”. Che dire una canzone ricca di doppi sensi che per l’epoca è stata davvero molto forte da interpretare!



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