Emanuela Introcci, sorella di Sabrina Salerno/ “Andata contro una famiglia per me”

- Jacopo D'Antuono

Sabrina Salerno e la magnifica dedica rivolta a sua sorella Emanuela, ritrovata dopo “mezza vita persa”. L’amara storia della showgirl genovese.

Sabrina Salerno
Sabrina Salerno (Instagram)

Emanuela Introcci è la ‘misteriosa’ sorella di Sabrina Salerno, apparsa davanti alle telecamere di Ballando con le Stelle 2021 nella scorsa puntata. Una sorpresa straordinaria per la concorrente genovese, che ha raccontato di aver conosciuto Emanuela quasi per caso e dopo “mezza vita persa”. Nella sua coreografia ha espresso per lei una toccante dedica, traendo spunto dalle bellissime parole del brano Quello che le donne non dicono della Mannoia: “E’ una canzone che va a mia sorella e a tutte le donne che hanno fatto un percorso come il nostro”, ha detto.

Un percorso tortuoso quello vissuto da Emanuela e Sabrina, che hanno scoperto di essere legate profondamente in maniera quasi casuale. Benché la rabbia di aver perso del tempo prezioso resti un sentimento prevalente, la Salerno e sua sorella Emanuela non vedono l’ora di scoprirsi a vicenda e di guardare al futuro insieme.

Emanuela Introcci, la misteriosa sorella ritrovata da Sabrina Salerno

“Il vostro racconto è stato molto bello. Ma anche un’occasione mancata, non è possibile recuperare mezza vita”, aveva commentato in diretta Selvaggia Lucarelli, esprimendo un velo di amarezza sulla storia della Salerno. Nonostante tutte le problematiche vissute nel corso degli ultimi anni, Sabrina ed Emanuela hanno giustamente deciso di andare oltre.

“Pensavo non avrei mai recuperato quella parte di vita, quando lei mi ha scritto l’ho vissuta come una grande vittoria d’amore, contro l’indifferenza totale di molte persone che sapevano. Le donne come mia sorella sono coraggiosissime. Lei è andata contro una famiglia intera”, le parole dell’aspirante ballerina, che non ha nascosto la commozione. In un altro contesto televisivo, era stata la stessa concorrente genovese ad ammettere che il “merito” del ricongiungimento era da attribuire a sua sorella Emanuela, che mai aveva smesso di cercarla.



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