Emanuele Scieri/ Intercettazioni choc, militare indagato “buttai i vecchi anfibi”

- Emanuela Longo

Emanuele Scieri, militare trovato morto: spunta intercettazione choc di un ex commilitone. Gli aggiornamenti sul caso a Chi l’ha visto

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Emanuele Scieri (Chi l'ha visto)

La storia terribile di Emanuele Scieri è nuovamente al centro dell’ultima puntata di Chi l’ha visto con alcune novità importanti. Il giovane aveva appena 26 anni quando fu trovato morto, il 16 agosto 1999 nella caserma Gametta di Pisa. Il caso fu inizialmente considerato un suicidio, tesi alla quale la famiglia non ha però mai creduto. Dopo 20 anni da quella morte, il suo corpo è stato riesumato a caccia di verità. Ora ci sarebbe una intercettazione choc nella quale uno degli ex commilitoni accusati dell’omicidio di Emanuele Scieri ammette di essersi sbarazzato delle prove. “Perchè il basco non se lo son tenuto?”, chiede il padre a uno dei militari. “Perchè, siccome c’è scritto che è stato preso a calci… mica le ha prese a bascate”, commenta. “Gli anfibi sono nuovi?”, chiede ancora il padre. “Sono nuovi, sono nuovi… che vuol dire che non l’hai mai messi?”, domanda anche il fratello, cercando di capire che fine abbiano fatto quelli vecchi. “Li ho buttati una settimana fa”, replica il militare.

EMANUELE SCIERI, ATTESA PER ESITO AUTOPSIA

Sul corpo di Emanuele Scieri sono in corso i nuovi esami da parte della dottoressa Cristina Cattaneo. Per la procura il militare sarebbe stato ucciso ma non ci sono anche responsabilità nei vertici che avrebbero coperto i militari e tutto sarebbe stato un depistaggio. Nell’estate dello scorso anno si registrò una prima importante svolta nelle indagini dopo che il caso fu archiviato come suicidio. La procura di Pisa arresta un ex commilitone del paracadutista, Alessandro Pannella, caporale e capocamerata di Cerveteri (Roma) a cui era stato assegnato Scieri. E’ lo stesso che ora spunta nell’intercettazione choc con alcuni parenti.  La pista da seguire sarebbe quella del nonnismo: secondo la commissione di inchiesta parlamentare, istituita nel 2016 e conclusa a dicembre 2017, nella caserma di Pisa “avvenivano gravi atti di violenza, non riconducibili a semplice goliardia”. Si resta ora in attesa dell’esito dell’autopsia.



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