SCIENZA&CLASSICI/ Metodi della Scienza dal Rinascimento ad oggi [Rilettura]

La crisi rinascimentale della scienza, la separazione dalla metafisica, la matematica come linguaggio e metodo sono i nodi essenziali del pensiero moderno nei quali si articola il saggio.

23.06.2013 - Maria Elisa Bergamaschini
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Dalla copertina del libro

Un breve saggio, non più pubblicato, ma che conserva un valore indiscutibile per la formazione culturale dei docenti non solo di matematica e fisica, ma anche di discipline storico-filosofiche.
L’autore infatti dichiara nella Prefazione che il saggio «vorrebbe essere una presentazione dei metodi della scienza» denominata esatta «a coloro che di questo tipo di pensiero non hanno una conoscenza diretta».
Lo sviluppo della trattazione è ben espresso dai titoli dei sei capitoli di cui si compone: La definizione della scienza – Il procedimento scientifico – La concezione moderna della scienza – La evoluzione della matematica – La concezione moderna della matematica – Scienze della natura e scienze dell’uomo.
L’autore mette a fuoco «momenti» cruciali della storia della scienza moderna, sia delle scienze della natura sia della matematica, evidenziandone le caratteristiche di continuità e di rottura con la tradizione scientifica medioevale: metodo sperimentale, linguaggio matematico, valore veritativo delle teorie scientifiche sono aspetti che vengono contestualizzati e spiegati.
Un’attenzione particolare è riservata all’evoluzione della matematica, dalla concezione classica a quella moderna, e analogamente al passaggio dalla geometria classica alle geometrie non-euclidee. Il nesso tra linguaggio comune polisemico e linguaggio simbolico è sviscerato, mostrando un duplice vantaggio del simbolismo matematico: da un lato l’univocità di significato dei simboli e il rigore logico delle regole sintattiche nel procedimento deduttivo; dall’altro la «grande astrazione» e quindi la «massima generalità, perché si fissa l’attenzione non tanto sui contenuti quanto sulla forma del ragionamento; pertanto ogni realtà che cade sotto la struttura formale dei simboli può essere sottoposta alla stessa analisi» (p. 76). Il metodo assiomatico proprio della matematica diventa pertanto un esempio caratteristico per tutte le scienze che a questo tipo di procedimento si ispirano, anche se non sempre possono pienamente utilizzarlo.
Nel mettere a tema «l’influenza sulla fisica e sulla concezione della natura, del metodo matematico che viene fornito dalle scienze di oggi» (p. 78), l’autore propone come esempio la relatività di Einstein; importante il paragrafo relativo alla concezione che Riemann ha della geometria e al nesso di tale concezione con le idee einsteiniane della relatività generale in cui «il mondo, ai fini dello studio dei fenomeni gravitazionali, viene descritto come uno spazio geometrico ‘curvo’» (p. 93).
Un «brevissimo excursus» (come l’autore stesso lo definisce) che nella sua essenzialità rende «ragione dell’impostazione della fisica moderna: impostazione secondo la quale la matematica assume un’importanza crescente, soprattutto come strumento di deduzione.» (p. 99)
All’ultimo capitolo infine l’autore affida la sua concezione di scienza nel contesto culturale del Novecento e la sua riflessione si snoda attorno alla seguente considerazione che conclude il saggio: «A nostro parere è possibile far entrare la scienza nel quadro dei problemi di tutto l’uomo; ma occorre rispettare i metodi propri della scienza e rinunciare a far acquisire agli enunciati della scienza una dimensione metafisica che essi non hanno. Il pretendere il contrario sarebbe costringere la scienza a rinunciare a tutte le battaglie che essa ha combattuto contro la supremazia della metafisica per conquistare l’autonomia dei propri metodi. Ma è possibile tuttavia prendere occasione dai procedimenti della scienza per enucleare tutte le certezze inconsce, tutte le ipotesi implicite, senza le quali non sarebbe possibile fare scienza e non esisterebbe pensiero scientifico; forse lungo questa strada si può giungere a non costringere a ignorare la scienza […] ma a utilizzare in pieno l’esistenza della scienza nella storia dell’uomo e nella società umana di oggi.» (p. 134)
Magistrale quanto a chiarezza di esposizione, rigore concettuale, precisione linguistica, questo testo può essere utilizzato in alcune sue parti per approfondimenti nell’ultimo anno del liceo, in particolare scientifico e classico.


Carlo Felice Manara

Metodi della Scienza dal Rinascimento ad oggi

Vita e Pensiero – Milano 1975

Pagine 134 – Fuori Catalogo

Recensione di Maria Elisa Bergamaschini
(Già insegnante di Fisica e Laboratorio presso diversi Istituti di istruzione secondaria statali e paritari, è membro della Redazione della Rivista Emmeciquadro)

© Pubblicato sul n° 49 di Emmeciquadro


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