CARBON TAX/ Waxman (deputato Usa): rilanciamo l’economia con le fonti rinnovabili

- int. Henry Waxman

Per HENRY WAXMAN, chiedendo a chi inquina di pagare, possiamo proteggere l’ambiente, ridurre il nostro deficit di bilancio, rafforzare l’economia e limitare la dipendenza dal petrolio

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(Infophoto)

Carbon tax al centro del dibattito sulle politiche energetiche in tutto il mondo. L’idea è quella di fare pagare le imprese che emettono anidride carbonica in atmosfera. In Italia lo scorso aprile il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha proposto di inserirla in un pacchetto di interventi a favore delle energie rinnovabili. Il neo presidente francese, Francois Hollande, starebbe pensando a sua volta di tassare le emissioni di biossido di carbonio collegate alle importazioni extraeuropee. Ma anche negli Stati Uniti si torna a parlare di carbon tax, fin dalle prime battute della campagna elettorale per le presidenziali. Henry Waxman, deputato democratico della California, si è espresso a favore dell’idea di fare pagare le imprese che emettono anidride carbonica. Già noto per avere firmato una delle proposte di legge più innovative al mondo in campo ambientale, l’American Clean Energy and Security Act, Waxman torna in campo con una nuova proposta che presenta in anteprima a Ilsussidiario.net.

Onorevole Waxman, partiamo dal suo progetto di legge sulle energie rinnovabili, approvato dalla Camera ma non dal Senato …

L’American Clean Energy and Security Act, approvato dalla Camera dei Rappresentanti nel 2009, aveva diversi importanti obiettivi: avrebbe diminuito la nostra dipendenza dall’importazione di petrolio, promosso l’occupazione nel settore della produzione di energia pulita e ridotto l’inquinamento da riscaldamento globale. La riduzione delle emissioni di anidride carbonica dalle principali fonti negli Stati Uniti rispetto al 2005 sarebbe stata del 17% entro il 2020 e più dell’80% nel 2050. Imponendo un costo all’emissione di anidride carbonica si voleva spingere a investire in tecnologie a minore consumo energetico, sviluppando innovazione, creando posti di lavoro e migliorando la nostra economia. La legge prevedeva più di 100 miliardi di investimenti nello sviluppo e l’applicazione di tecnologie per l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili, veicoli di concezione avanzata e il sequestro e immagazzinamento dell’anidride carbonica.

Perché il Senato Usa, controllato dai Democratici, non ha approvato il progetto di legge?

Nonostante il forte appoggio alla legge di molti gruppi del settore, nell’industria e nella società, la legge non è mai stata portata in discussione all’assemblea del Senato nella precedente legislatura. Dopo le elezioni del 2010, i Repubblicani hanno preso il controllo della Camera e hanno deciso di mettere la testa nella sabbia per quanto riguarda il cambiamento del clima, scegliendo di negare i dati scientifici invece di cercare soluzioni. Oggi la divisione tra i due schieramenti su questo argomento è più forte di quanto abbia mai riscontrato nella mia carriera.

 

Per quale motivo lei ha preso posizione a favore della carbon tax?

 

Per combattere i cambiamenti climatici e contemporaneamente ridurre il budget del Paese occorre prendere urgentemente delle iniziative. Con un gruppo bipartisan di parlamentari, ho proposto di affrontare questi due argomenti con meccanismi di mercato quali la vendita di permessi sull’anidride carbonica o una tassa sull’inquinamento da anidride carbonica, così da ridurre le emissioni e aumentare le entrate. Chiedendo a chi inquina di pagare per il proprio inquinamento, possiamo proteggere la nostra salute e il nostro ambiente e ridurre il nostro deficit di bilancio. Possiamo rafforzare l’economia, limitare la nostra dipendenza dal petrolio straniero e aiutare gli Stati Uniti a competere nell’economia futura dell’energia pulita. Questa politica basata sul mercato potrebbe diventare un catalizzatore per un’azione internazionale, così da permettere alle fonti pulite di energia di giocare alla pari.

 

Come evitare che la carbon tax produca effetti negativi sulle imprese?

 

Molti studi e ricerche hanno dimostrato che si può tagliare l’inquinamento e far crescere l’economia. Si possono adottare politiche per mantenere la competitività internazionale delle nostre industrie ad alto consumo energetico e lo si può fare in modo tale da farne beneficiare i cittadini americani e le nostre industrie.

 

Come valuta le politiche energetiche del presidente Obama?

Non sono d’accordo con tutto quanto fatto dal Presidente Obama, ma in generale penso abbia svolto un ottimo lavoro. Come esito della sua presidenza, possiamo oggi contare su molti risultati nel campo dell’energia e dell’ambiente. I veicoli saranno più puliti e consumeranno meno carburante, riducendo significativamente le previsioni di consumo di petrolio e le relative importazioni. Per la prima volta le auto elettriche sono diventate una produzione di massa ed è iniziata negli Usa la produzione di batterie a tecnologia avanzata, un settore dominato per anni esclusivamente dall’Asia. E sotto questa amministrazione sono fioriti i progetti per le energie rinnovabili e le iniziative per migliorare l’efficienza energetica.

 

Obama ha mantenuto tutte le promesse fatte nel 2008?

 

Purtroppo, gli sforzi per proteggere l’ambiente hanno incontrato una continua resistenza da parte dei Repubblicani nel Congresso. I Repubblicani hanno condotto alla Camera una campagna senza sosta per cercare di annullare importanti misure di protezione ambientale e per impedire l’azione dell’EPA (Environmental Protection Agency). Anche se non hanno avuto molto successo nel tentativo di ridurre la protezione dell’ambiente, sono riusciti tuttavia a rallentare il cammino verso l’energia pulita.

 

Quale spazio avranno questi temi nell’attuale campagna elettorale?

 

Gli americani hanno a cuore l’ambiente e l’energia pulita è essenziale per la nostra economia. Il mercato globale dell’energia varrà trilioni nei prossimi anni, concentrarsi in queste aree è la cosa giusta per il Paese e gli americani dovrebbero esserne convinti.

 

Qual è la sua opinione sull’energia nucleare?

 

L’energia prodotta dal nucleare emette meno gas serra del carbone o del gas naturale. Tuttavia, è una forma costosa di energia e non abbiamo ancora trovato un modo accettabile per trattare le scorie che produce. La fusione nucleare avvenuta nell’impianto nucleare a Fukushima è un promemoria disastroso dei problemi di sicurezza che questa tecnologia pone tuttora.

 

(Pietro Vernizzi)

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