Eni, reattore a fusione in Italia entro 2030/ “Gas russo sostituito in 2 anni”

- Alessandro Nidi

Eni studia un piano per rendere al più presto l’Italia indipendente dal gas russo: in arrivo un reattore a fusione entro il 2030?

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Impianto di stoccaggio del gas (LaPresse)

Secondo le previsioni di Eni, occorreranno due anni all’Italia per svincolarsi totalmente da qualsiasi forma di dipendenza dal gas russo, che sarà sostituito nella sua interezza entro l’anno 2025, andando così a diversificare il mercato. L’ad Claudio Descalzi, in tal senso, si è detto ottimista dal Mit di Boston: “Siamo negli Stati Uniti per dare gas all’Europa, ma al centro ci mettiamo l’Italia”. Di fatto, la conversione al green e la conquista dell’indipendenza energetica per l’Italia passa proprio da questo progetto di Eni, che punta a sfruttare al meglio la fusione a condizionamento magnetico, in grado di creare infinita energia senza scorie (dettaglio, quest’ultimo, tutt’altro che irrilevante).

Per mettere in atto questa strategia, tuttavia, servono alcuni reattori, che dovranno essere costruiti da Eni (occupandosi della loro manutenzione e del monopolio internazionale di questa tecnologia). Stando a quanto appreso, Eni avrebbe già inviato al governo questo progetto a lungo raggio, per provare successivamente a metterlo in pratica, anche perché il prossimo inverno si rivelerà davvero terribile per le tasche degli italiani, con un incremento dei prezzi del gas che graverà sulle finanze dei cittadini.

ENI, REATTORE A FUSIONE ENTRO IL 2030: OBIETTIVO AUTONOMIA ENERGETICA PER L’ITALIA

Di fatto, Eni è determinata ad avere un reattore a fusione entro il 2030, uscendo da Gazprom il prima possibile e smarcandosi dal controllo russo per quanto concerne l’approvvigionamento energetico. Una data non casuale, in quanto le forniture di gas all’Italia da parte del Paese sovietico sarebbero dovute arrivare fino a quella data, ma poi, con lo scoppio della guerra, lo scenario ha iniziato a mutare rapidamente ed è iniziata la caccia alle alternative.

L’obiettivo conclusivo di Eni è quello di rendere l’Italia assolutamente indipendente in termini di forniture energetiche, evitando così il reiterarsi di scenari come quelli palesatisi nell’inverno 2021-2022 e che si ripeteranno in quello 2022-2023, con bollette extralarge.







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