NORD COREA/ L’esperto: un attacco nucleare ci porterà una nuova Hiroshima

- int. Stefano Silvestri

Nell’immediato più che a un attacco nucleare, spiega STEFANO SILVESTRI, credo che assisteremo a un’escalation di attacchi che porterebbero poi la Corea del Nord a minacciare gli Stati Uniti 

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Immagine di archivio

Sale la tensione tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti. Kim Jong-un dà l’ordine ai comandi militari di lanciare un attacco nucleare contro gli americani.

La minaccia è stata messa nero su bianco dallo Stato maggiore dell’esercito popolare coreano, pubblicato dall’agenzia ufficiale di Pyongyang, Kcna. Dal canto suo, il Pentagono dispiega sull’isola di Guam, al largo delle Filippine, nel Pacifico, il più avanzato sistema antimissile per proteggere la base militare considerata la più esposta.

Il rapporto tra le due potenze, già compromesso da tempo, rischia di prendere una piega pericolosa. Ma fino a che punto la situazione potrebbe degenerare? Come può avvenire l’attacco e quali conseguenze potrebbe avere? Per fare luce sull’intricata vicenda ilsussidiario.net ha intervistato Stefano Silvestri, giornalista e analista geopolitico.

Cosa sta succedendo in Corea del Nord?

In questo momento la Corea del Nord sta giocando una partita che probabilmente è più diplomatica che militare e ha molto a che fare con la sopravvivenza del regime nord coreano, sta cercando di farsi riconoscere come una potenza nucleare e su questa base sta tentando di ottenere una riapertura dei negoziati per assicurarsi la fine delle sanzioni e degli aiuti economici. Fa questo minacciando soprattutto la Corea del Sud, cogliendo l’occasione delle manovre congiunte tra Corea del Sud e Stati Uniti che sono tuttora in corso.

Qual è la minaccia della Corea del Nord?

La Corea del Nord minaccia un attacco nucleare anche sugli Stati Uniti, anche se la cosa è molto improbabile almeno per ciò che riguarda gli Stati Uniti continentali mentre evidentemente possono colpire basi avanzate degli Stati Uniti come l’isola di Guam, il Giappone e la stessa Corea. Diciamo che c’è molta retorica in queste minacce che sono volte a dare l’impressione che la Corea del Nord sia un paese deciso a tutto.

Ma quali sono i missili che Pyongyang ha in dotazione e dove possono arrivare?

La Corea del Nord ha alcune testate nucleari, non molte, non si sa se abbia dei missili in grado di trasportarle. Probabilmente missili a più lunga gittata non hanno la capacità di trasportarle, mentre missili a più breve gittata potrebbero avercela. I missili sperimentati con successo fino a oggi hanno un raggio massimo di 6mila chilometri, il che significa che potrebbero raggiungere le coste dell’Alaska ma non altre zone degli Stati Uniti continentali. Forse potrebbero avere delle forme più potenziate di missili che possono fare un salto più lungo ma finora non sono stati sperimentati con successo, salvo la messa in orbita di un piccolo satellite meteorologico che ha la stessa consistenza di un missile “continentale” (un raggio di 6 chilometri). Hanno poi molti missili più efficaci a più breve gittata tra i mille e i 4mila km.

Secondo lei un attacco nucleare della Corea del Nord potrebbe essere equiparato al disastro di Fukushima?

Sarebbe molto peggio se una bomba nucleare esplodesse in Giappone o in Corea del Sud. Sarebbe molto più distruttiva di Fukushima, sarebbe un’esplosione nucleare: non solo creerebbe immense distruzioni ma anche una diffusione di radioattività molto più intensa.

Possiamo azzardare qualche ipotesi?

Non riesco a capire perché lo farebbero, mi sembrerebbe un’idea molto malsana da parte dei coreani del nord farlo perché sarebbero i primi a rischiare molto.

Quante radiazioni verrebbero emanate da questa bomba atomica?

Difficile dirlo senza sapere che bomba sia. Si parla di una bomba miniaturizzata al plutonio, particolarmente sporca, e avrebbe un raggio totalmente distruttivo di uno o due chilometri, e ampiamente distruttivo fino a 10 chilometri. Potremmo immaginare lo scenario di Hiroshima e Nagasaki.

L’anti – missile americano, invece, come funziona?

Gli Stati Uniti hanno dispiegato già delle navi dotati dei sistemi antimissile Aegis che sono dei missili che intercettano la testata al momento del rientro nell’atmosfera: il missile viene inseguito da un radar e nel momento in cui rientra nell’atmosfera, dei missili molto veloci lo vanno a intercettare sia colpendolo direttamente sia esplodendo nelle sue vicinanze, distruggendolo. Un sistema di questo tipo ma basato a terra è il THAAD (Terminal High-Altitude Area Defense), un sistema mobile che è montato su camion che gli Stati Uniti stanno adesso dispiegando a Guam. Suppongo però che la sua attivazione richiederà almeno un paio di settimane. Anche questo è un missile volto a intercettare missili nel momento in cui rientrano nell’atmosfera.

Il “super” radar palla da golf cos’è?

Sono radar che fanno il tracking dei missili. Palla da golf è semplicemente la copertura per proteggere il radar dalle intemperie.

Se l’anti missile non dovesse funzionare cosa potrebbe succedere?

Se non funzionasse la bomba atomica esploderebbe (è da verificare se da parte coreana tutto funziona). Probabilmente distruggerebbe l’obiettivo o le zone vicine. Il problema è, però, più complicato: si tratta di capire anche quanto questi missili sono precisi, molto probabilmente la loro precisione è bassa. Più l’obiettivo è puntuale, come una base militare, più è difficile da colpire. Più l’obiettivo è grande, ad esempio città come Seul o Tokyo più è facile colpire, perché non serve essere precisi.

Qual è la sua previsione?

Potrebbero esserci degli attacchi convenzionali (condotti con armi tradizionali: carro armati, cannoni..) e questi a loro volta potrebbero portare a delle escalation. La Corea del Nord potrebbe tentare degli attacchi convenzionali sostenendo che in caso di eccesso di una reazione che distrugga questi attacchi, cosa che sarebbe largamente possibile e anche relativamente facile, lei ricorrerebbe all’arma nucleare. È una minaccia di molto breve periodo perché la Corea del Nord non è in grado di resistere a un eventuale contrattacco nucleare.

(Elena Pescucci)

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