GUERRA IN UCRAINA/ Morti e Olimpiadi, la strategia “sovietica” di Putin ha fallito

- int. Dario Fertilio

Per DARIO FERTILIO, qualcosa è sfuggito di mano alla strategia di Putin. L’opinione pubblica ucraina nella sua maggioranza ha maturato un punto di vista democratico e filo-occidentale

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“Putin sta riproponendo la vecchia tattica sovietica, basata su propaganda abilmente orchestrata e violenza nel reprimere il dissenso. Le Olimpiadi di Sochi e gli scontri in Ucraina sono le due facce della stessa medaglia”. Lo sottolinea Dario Fertilio, giornalista del Corriere della Sera e fondatore con l’attivista russo Vladimir Bukovskij dei Comitati per le Libertà. Nel momento in cui non si ferma lo spargimento di sangue nelle strade di Kiev, la Russia ha denunciato un tentativo di “colpo di Stato” in Ucraina e ha dichiarato di “esigere” che i capi dei manifestanti fermino gli scontri. Una nota del ministero degli Esteri sottolinea che “fondamentalmente, si tratta di un tentativo di colpo di Stato. La parte russa esige che i leader dell’opposizione mettano fine allo spargimento di sangue nel loro Paese e riprendano senza indugio il dialogo con il potere legittimo”.

Fertilio, qual è il significato della presa di posizione russa sull’Ucraina?

Gli avvenimenti dell’Ucraina si potrebbero leggere in parallelo con le Olimpiadi invernali di Sochi. All’origine di entrambi gli eventi, c’è una duplicità di Putin il quale da un lato presenta all’Occidente e al mondo il volto democratico, sportivo e moderno della Russia, e dall’altra segue la vecchia tattica post-sovietica di condizionare, attraverso interventi economici, rivendicazioni politiche e l’utilizzazione di personaggi legati all’establishment per allargare la sua area geopolitica.

Come si inserisce l’Ucraina nella geopolitica di Mosca?

L’Ucraina è un tassello fondamentale nella strategia di Putin che vuole ripristinare l’autorità di Mosca su tutta l’area un tempo sovietica, e tornare a esercitare un ruolo importante nella situazione politica mondiale. E’ quasi un contraltare degli Stati Uniti e delle altre potenze emergenti come la Cina e l’India. Ciò che Putin sta sperimentando in Ucraina è un’azione sotterranea di allontanamento dall’Europa, attraverso aiuti economici interessati e subordinati come la riduzione di un terzo del prezzo del gas e una serie di prestiti allo Stato ucraino. Nello stesso tempo Putin utilizza Yanukovich, il quale gli è fedele per motivi politici e storici in quanto è essenzialmente un uomo sovietico.

La strategia di Putin sta funzionando?

In realtà qualcosa è sfuggito di mano alla strategia di Putin. L’opinione pubblica ucraina nella sua maggioranza ha maturato un punto di vista democratico e filo-occidentale. La tv ucraina ha svolto delle inchieste per strada, mostrando come la maggioranza assoluta dei cittadini ucraini vuole l’Ue e non intende aggregarsi alla Russia. Si è arrivati quindi a uno scontro tra il potere neo-sovietico di Putin e l’opinione pubblica maggioritaria. Dopo una serie di reciproche minacce, avvisi e marce si è arrivati inevitabilmente allo scontro. Nel momento in cui i manifestanti si sono resi conto di rappresentare la maggioranza dell’opinione pubblica ucraina, e contemporaneamente hanno potuto organizzarsi con un minimo di armi, si è arrivati alla battaglia di piazza.

 

Quello in corso in Ucraina è un colpo di Stato?

E’ difficile trarre la conclusione che si tratti di un colpo di Stato, perché il potere militare è ancora ampiamente nelle mani dell’Esercito e della Polizia. Il governo Yanukovich è però delegittimato da un punto di vista morale, e quindi più che di colpo di Stato si potrebbe parlare di un inizio di Rivoluzione che potrebbe anche coincidere con una guerra civile. E’ difficile però che la maggioranza disarmata degli ucraini possa opporsi militarmente a un esercito organizzato e sostenuto dalla Russia.

 

Perché l’Ucraina è un tassello così importante per Mosca?

Lo è innanzitutto per motivi storici, perché di fatto il nucleo fondante dell’Impero Russo è in Ucraina e Kiev è considerata la “Gerusalemme” della civiltà slava. Di conseguenza perderla è stato traumatico al tempo del crollo dell’Urss, e riconquistarla è un simbolo della riacquisita fraternità tra i popoli slavi. Dal punto di vista economico l’Ucraina è sempre stata il granaio dell’Urss, ma è comunque pur sempre in grado di assicurare all’Unione sovietica delle derrate alimentari fondamentali, che invece in questo momento la Russia è costretta a pagare. Lo scambio che in questo momento è in atto tra i due Paesi è gas contro prodotti agricoli, e naturalmente la Russia vorrebbe tornare a un’Ucraina vassalla.

 

(Pietro Vernizzi)

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