GUERRA IN UCRAINA/ Von Eggert (BBC): un accordo fragile che non garantisce la pace

- int. Konstantin Von Eggert

Per KONSTANTIN VON EGGERT, la maggioranza non è né a favore né contro Yanukovich. Quella che abbiamo di fronte è una società divisa lungo linee regionali, generazionali e di educazione

kiev-tavolo-accordo
Il tavolo dell'accordo

Il presidente ucraino Viktor Yanukovych e i manifestanti dell’opposizione hanno raggiunto un accordo per elezioni anticipate entro la fine dell’anno. I contenuti del compromesso non sono stati pubblicati, ma Yanukovich ha parlato della necessità di un governo di unità nazionale e della necessità di una riforma costituzionale per ridurre i poteri del presidente. L’intesa è stata raggiunta dopo ore di colloqui sotto la mediazione dei ministri degli Esteri europei. Per Konstantin Von Eggert, per anni capo dell’ufficio di Mosca della BBC, “l’accordo raggiunto è ancora fragile perché fino a quando non saranno state attuate le riforme, la stabilità dell’Ucraina non potrà essere garantita”.

Che cosa ne pensa del compromesso siglato tra Yanukovich e i manifestanti?

L’aspetto che ritengo più degno di nota è che non tutti i partiti di opposizione hanno accettato l’accordo, ma soltanto i manifestanti filo-Ue. Ciò significa che la folla in piazza Maidan non è un manipolo di persone sanguinarie, ma cittadini che pensano al loro futuro. Questo accordo continua però a essere molto fragile e finché in Ucraina non saranno attuate le riforme, la stabilità del Paese non potrà essere garantita. Urge una trasformazione radicale del sistema politico che è la base del cambiamento.

L’opposizione è divisa tra democratici ed estremisti di destra. Quali potranno essere le conseguenze di questa divisione?

La situazione nella realtà è molto più complessa. C’è un gran numero di persone comuni che non sono inquadrate nei partiti politici, ma stanno giocando un ruolo decisivo. Ritengo sia un errore vedere dietro a queste manifestazioni spontanee una sorta di complotto degli estremisti di destra. Il rifiuto di Yanukovich unisce quanti stanno scendendo nelle strade, e questo è il principale problema che il presidente si trova ad affrontare.

Come si spiega l’esplosione di violenza degli ultimi giorni?

La decisione di Yanukovich di sgomberare la piazza dove i manifestanti si erano accampati ha portato a un’esplosione straordinaria di violenza. Se il presidente non avesse tentato di forzare il corso degli eventi, la situazione in questo momento sarebbe molto più tranquilla.

Con chi è schierata realmente la maggioranza della popolazione ucraina?

Ci sono ancora numerosi ucraini che sostengono Yanukovich, e altrettanti sono schierati contro di lui. Non si può però parlare in termini di maggioranza o minoranza, il Paese è diviso in due e ritengo che questo sia il principale problema per l’Ucraina. Quella che abbiamo di fronte è una società divisa lungo linee regionali, generazionali e di livello di educazione.

 

Che cosa ne pensa della posizione della Russia nei confronti dell’Ucraina?

La posizione ufficiale del presidente Putin è stata espressa nel momento in cui ha inviato il mediatore russo a Kiev, Vladimir Lukin. Per quanto riguarda ciò che la Russia dovrebbe fare in Ucraina esistono però punti di vista diversi. Alcuni ritengono che Putin dovrebbe fare un passo indietro perché se la crisi ucraina continuerà, Mosca non sarà più in grado di controllarla. Per altri il Paese andrebbe diviso in due, facendo dell’Ucraina Orientale una sorta di protettorato russo. E’ questo il dibattito cui stiamo assistendo sui media russi, ma che cosa pensino realmente le autorità di Mosca e quale sia la loro reale strategia, è difficile dirlo. Il susseguirsi degli eventi in Ucraina ha lasciato spiazzati tanto il presidente Yanukovich quanto il Cremlino.

 

(Pietro Vernizzi)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori