TRUMP, IL PRIMO VETO PER LO STATO DI EMERGENZA/ Continua la querelle con il Congresso

- Davide Giancristofaro Alberti

Primo veto firmato da Trump: lo stato di emergenza negli Stati Uniti prosegue

Trump al Congresso
Presidente Trump al Congresso Usa (LaPresse, 2019)

Nello studio ovale della Casa Bianca Donald Trump ha posto il suo primo veto da quando è presidente degli Stati Uniti. Apponendo la sua vistosa firma sul documento, il tycoon a stelle e strisce ha mostrato alle telecamere e ai fotografi presenti il veto, applaudito dai suoi sostenitori presenti nello studio. La mossa di Trump ha l’obiettivo di bloccare l’intervento dei Democratici, supportati da 12 Repubblicani, che avevano respinto nella giornata di ieri lo stato di emergenza dichiarato dallo stesso presidente per costruire il muro lungo il confine con il Messico. «Il voto del Congresso – le parole dello stesso presidente – per cercare di negare che c’è una crisi e un problema al confine meridionale è un voto contro la realtà. Di fatto è in atto un’emergenza nazionale e una tremenda crisi». Trump ha quindi snocciolato meglio questa crisi: «Lo scorso anno oltre 76.000 immigrati sono arrivati al confine. Bisogna rintracciare un milione di clandestini, tutti illegali. Il popolo odia la parola invasione ma è quello che è in atto è un’invasione, di droga e di criminali, persone che non sappiamo chi siano». Trump dopo la firma sul veto, ha aggiunto: «Il Congresso ha la libertà di approvare questa risoluzione e io ho il dovere di mettere il veto». Ora il testo tornerà al congresso ma questa volta serviranno due/terzi dei votanti per bloccare lo stato di emergenza, cosa praticamente impossibile. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

TRUMP, IL PRIMO VETO PER LO STATO DI EMERGENZA

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha usato per la prima volta da quando è in carica il suo potere di veto. Come già anticipato nelle scorse settimane, il tycoon ha bloccato la risoluzione approvata dalle due camere del congresso, passata giovedì scorso con 12 voti anche dei Repubblicani, e che aveva l’obiettivo di bloccare lo stato di emergenza nazionale. Il commander in chief aveva deciso di bypassare il congresso per erigere il famoso muro lungo il confine con il Messico, sbloccando i miliardi di dollari necessari, ma era stato a sua volta bloccato dal Congresso, ed ora ha messo in scena la sua contromossa. A questo punto il testo tornerà al Congresso, e il veto di Trump diverrà nullo solamente se due terzi di entrambe le Camere voteranno contro, uno scenario decisamente complicato. Il risultato di tale battaglia politica è che alla fine il presidente potrà mantenere lo stato di emergenza nazionale, erigendo quindi la barriera a sud.

DONALD TRUMP: POTERE DI VETO E STATO DI EMERGENZA

Del resto il presidente degli Stati Uniti sta già preparando il terreno per le elezioni presidenziali che si terranno fra meno di due anni, nell’autunno del 2020, e durante la campagna elettorale del 2016 aveva promesso ai cittadini americani la costruzione del muro, e intende mantenere le promesse. Se alla fine la barriera verrà eretta, terminerà così una lunga querelle in seno al governo a stelle e strisce che ha portato allo shutdown più lungo nella storia degli States, con tutte le attività governative rimaste ferme per 35 giorni. Se tutto andrà come previsto, alla fine Donald Trump riuscirà a sbloccare ben 8 miliardi di dollari, soldi che arriveranno in gran parte dalla Difesa (3.5 miliardi), destinati alle costruzioni militari; altri 2.5 verranno attinti dal Pentagono e più specificatamente dal programma di lotta al traffico di stupefacenti, 600 milioni di dollari dal tesoro come risultato della confisca della droga, e infine, 1.3 miliardi già in suo possesso.

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