GIORNALISTA UCCISA IN IRLANDA DEL NORD/ Lyra McKee “terrorismo”: allarme della Chiesa

- Davide Giancristofaro Alberti

Irlanda del Nord, si chiamava Lyra McKee la 29enne giornalista rimasta uccisa durante scontro fra la polizia e alcuni residenti: la Chiesa “una tragedia non da oggi”

Scontri Derry, Irlanda del Nord
Scontri Derry (Yt)
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Il rischio di nuovi scontri e soprattutto di un rinnovato terrorismo in Irlanda del Nord, proprio nei mesi in cui la Brexit discute proprio del rischio di nuove tensioni nei due territori irlandesi. Oltre all’omicidio cercato e non “casuale” contro l’astro nascente del giornalismo di Belfast, Lyra McKee, durante le proteste bombe Molotov sono state lanciate contro la polizia ed alcune auto sono state incendiate. Intervistato dall’AgenSir, il vescovo di Down e Connor (Irlanda del Nord), Monsignor Treanor ha spiegato tutto il dolore e la tragedia che sta colpendo il suo popoli in questi ultimi giorni: «La vita della famiglia di questa ragazza è stata travolta per sempre. Le persone, andando in Chiesa in questi giorni di Settimana Santa, pregheranno per la pace e la riconciliazione. Come anche in Europa, la riconciliazione è un fiore debole e fragile. Bisogna coltivarla. Bisogna accompagnarla. Bisogna sempre in ogni generazione lavorare intensamente e pregare anche perché noi cittadini continuiamo a lavorare per la giustizia e la riconciliazione che sono le precondizioni per una pace stabile. E anche promuovere un dialogo sulle sfide della società perché altrimenti ci sarà sempre la tentazione, la possibilità che il male si faccia sentire e vedere». Non solo, tali avvenimenti secondo il prelato non sono certo “solo” di queste ultime ore: «succedono da tempo ed è molto difficile capire cosa stia veramente accadendo. È certo però che c’è un contesto di incertezza dovuto, da una parte, anche al processo del Brexit e, dall’altra, a un periodo d’incertezza e instabilità politica locale che dura ormai da due anni». (agg. di Niccolò Magnani)

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RAGGIUNTA DA DIVERSI SPARI

Sono state rese note poco fa le generalità della 29enne uccisa nelle scorse ore, a seguito di alcuni scontri avvenuti in Irlanda del Nord, precisamente a Derry. Si tratta di Lyra McKee, una giovane reporter che probabilmente si trovava sul posto per documentare gli scontri fra i residenti e le forze dell’ordine. La ragazza, in base a quanto riferito poco fa da Repubblica, si trovava dietro le auto della polizia quando sarebbe stata raggiunta da alcuni colpi d’arma da fuoco, mentre contro le Land Rover delle forze dell’ordine venivano scagliate delle bombe Molotov. Leona O’Neill, un’altra giornalista, ha assistito alla scena: «Ero in piedi accanto a questa giovane donna – le sue parole – quando è caduta accanto a una Land Rover della polizia stasera. Ho chiamato un’ambulanza per lei, ma la polizia l’ha messa nella parte posteriore della propria Land Rover e l’ha portata all’ospedale dove è morta, a soli 29 anni. Ho il voltastomaco stanotte». Numerose le reazioni politiche, a cominciare da quella di Michelle O’Neil, numero due del partito repubblicano irlandese Sinn Fein, che attraverso il proprio profilo Twitter ha fatto sapere: «Il mio cuore va alla famiglia della giovane donna uccisa dai cosiddetti dissidenti. Questo è stato un attacco alla comunità, un attacco al processo di pace e un attacco all’Accordo del Venerdì Santo». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

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IRLANDA DEL NORD, GIORNALISTA UCCISA

Torna alta la tensione in Irlanda del Nord, precisamente a Londonderry, dove una giovane donna è stata uccisa durante una rivolta cittadina. Come riferito dall’edizione online di Repubblica, la polizia irlandese non ha dubbi e parla di terrorismo. Stando a quanto si evince dalle immagini pubblicate in queste ultime ore sui social media, si nota un’automobile e un furgone completamente avvolti dalle fiamme, e delle persone incappucciate che si scagliano contro le forze dell’ordine, lanciando pietre e delle bombe carta. L’identità della vittima non è ancora stata resa nota, ma si tratterebbe di una giornalista molto giovane, di soli 29 anni. “Con tristezza confermo che c’è stata una sparatoria in serata a Creggan – le parole del vicecapo della polizia locale, Mark Hamilton, scritte sulla propria pagina Twitter – e che una donna di 29 anni è stata uccisa. Stiamo trattando – ha aggiunto, passaggio decisamente cruciale – questa morte come un attentato terroristico e abbiamo aperto un’inchiesta sull’omicidio”.

IRLANDA DEL NORD, 29ENNE UCCISA DURANTE SCONTRI CON LA POLIZIA

Pare che gli scontri siano iniziati come reazione a seguito di alcune perquisizioni della polizia in molte case del quartiere, che sta indagando dopo l’autobomba dello scorso mese di gennaio. La popolazione ha considerato tali perquisizioni come uno sfregio nei loro confronti, reagendo quindi con la forza. Arlene Foster, il leader del partito dell’unione democratica, ha commentato i fatti di Londonderry con le parole “Notizia straziante. Un atto insensato – scrive su Twitter – una famiglia è stata fatta a pezzi, quelli che hano portato armi nelle nostre strade e in quel trentennio (riferendosi agli anni del terrorismo dell’Ira, dal ’70 al ’90 ndr), si sono sbagliati, è altrettanto sbagliato nello 2019. Nessuno vuole tornare indietro”. La polizia, che ha subito avviato le indagini, si sarebbe messa in particolare sulle tracce di un gruppo denominato New Ira, che vorrebbe appunto rispolverare i vecchi scontri, e ritenuto responsabile delle nuove violenze degli ultimi mesi. La sensazione di molti, è che si voglia approfittare delle tensioni create dalla Brexit, proprio per dare vita a nuovi scontri sul confine fra le due “Irlande”.

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