Ettore Modigliani ha segnato indubbiamente la storia dei musei italiani, visto che ha ricoperto il ruolo di direttore della Pinacoteca di Brera dal 1908 al 1934, ma anche sovrintendente alle Gallerie, ai Musei Medievali e Moderni e agli Oggetti d’arte di Milano e successivamente sovrintendente ai Monumenti della Lombardia. Una carriera di grande successo quella del funzionario e museologo italiano che ha contribuito alla fama della Pinacoteca di Brera visto che a lui si deve l’acquisto di alcune delle più importanti opere e dipinti del Canaletto, pseudonimo di Giovanni Antonio Canal, è stato un pittore e incisore italiano, cittadino della Repubblica di Venezia, noto soprattutto come vedutista.
Nato il 20 dicembre del 1873 a Roma, Giuseppe Modigliani è stato anche sovrintendente della Certosa di Pavia, ma nel 1930 ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere Comandante dell’Impero Britannico per la realizzazione della mostra d’arte italiana alla Burlington House di Londra. La fama del museologo è legata anche al suo netto rifiuto verso il Partito Nazionale Fascista.
Ettore Modigliani allontanato da Milano: perchè?
Durante il governo fascista in Italia, Ettore Modigliani viene allontanato da Milano e trasferito in Abruzzo dove ricopre il ruolo di sovrintendente all’Arte Medievale e Moderna degli Abruzzi, ma una volta approvata le leggi razziali del 1939, essendo ebreo, viene espulso dall’amministrazione dello Stato. Sono anni difficili per Modigliani costretto a scappare con la famiglia per mettersi in salvo e trova rifugio prima a Grottammare e poi nelle campagne dell’entroterra marchigiano fino ai campi di concentramento. Modigliani ha vissuto sulla sua pelle lo strazio dei campi di concentramento, ma a differenza della sua famiglia riesce a salvarsi e nel 1946 torna a Brera anche se distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e partecipa attivamente alla sua ricostruzione.
Nel 1946 apre la Piccola Brera, una piccola porzione della Pinacoteca, salvata dalle bombe, ma l’anno dopo muore. La storia di Ettore Modigliani è quella di un uomo esemplare che non si è piegato al potere, anzi ha lottato per i suoi diritti diventando il più importante funzionario delle Belle Arti, apprezzato non solo in Italia, ma anche in ambito internazionale.