Ex marito 61enne uccide moglie 31enne nigeriana/ Choc a Vicenza: killer in fuga

- Alessandro Nidi

Tragedia in provincia di Vicenza: ex marito apre il fuoco e uccide la moglie nigeriana. Carabinieri e polizia attualmente sulle sue tracce

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Immagine di repertorio (Pixabay, 2018)

Ennesimo femminicidio in Italia, questa volta a Vicenza, dove un ex marito 61enne ha ucciso a colpi d’arma da fuoco la moglie, Rita Amenze, una 31enne nigeriana. Precisamente, il delitto si è consumato nel parcheggio dell’azienda per cui lavorava a Noventa Vicentina e, subito dopo la sua morte, l’uomo è scappato a bordo della propria automobile, facendo perdere le proprie tracce, sulle quali si sono prontamente messe le forze dell’ordine, con particolare riferimento ai carabinieri, supportati nella loro azione dalla polizia.

In questo momento, si stanno battendo chilometro per chilometro le carreggiate che attraversano l’intera provincia vicentina e la rete autostradale. Stando a quanto riferito dalle principali fonti d’agenzia, l’omicidio sarebbe avvenuto davanti agli occhi di numerose colleghe della giovane africana, che stavano per prendere servizio. Sono però del tutto ignote, fino a questo momento, le motivazioni alla base dell’uccisione.

MARITO UCCIDE MOGLIE A VICENZA: È CACCIA ALL’UOMO IN VENETO

In base a quanto riferito da TgCom 24, nella coppia solo la vittima lavorava, mentre l’ex marito è disoccupato. Si sarebbe peraltro trattato “di un vero e proprio agguato: appena scesa dalla sua auto, la vittima, che si apprestava a iniziare il turno di lavoro, è stata affrontata dal marito e colpita da quattro proiettili esplosi in rapida sequenza. Mentre il cadavere della donna scivolava a terra tra due auto, l’assassino è salito a bordo di una Jeep grigia ed è fuggito”.

Così, mentre si continuano a setacciare le strade del Veneto e non solo, va detto che i carabinieri, con indosso alcuni giubbotti antiproiettile, si trovano in questo momento all’esterno dell’abitazione dell’ex coniuge della donna nigeriana assassinata, in quanto fortemente convinti del fatto che, dopo la fuga, il killer possa essersi rifugiato al suo interno o, comunque, possa trovarsi in zona. Quasi certamente, visto il delitto compiuto, l’uomo è ancora armato, dunque si profila all’orizzonte uno scenario decisamente pericoloso anche per le stesse forze dell’ordine, che si stanno muovendo con la massima cautela.



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