EX PARROCO LIONE: “ABUSI SU 4-5 BIMBI A SETTIMANA”/ Preynat: “Non capivo il male”

- Dario D'Angelo

Bernard Preynat, ex parroco di Lione ridotto allo stato laicale, rischia fino a 10 anni di carcere dopo aver ammesso gli abusi ai danni dei giovani scout…

bernard preynat 2020 lapresse
Bernard Preynat, foto Lapresse

Bernard Preynat, l’ex parroco finito a processo a Lione per pedofilia, ha ammesso di aver compiuto per 20 anni abusi “quattro-cinque bambini a settimana, succedeva nei weekend durante i campi scout”. Affermazioni scioccanti quelle rilasciate davanti ai giudici dall’ex religioso nel corso del procedimento avviato oggi dopo il rinvio di lunedì, causato dallo sciopero degli avvocati contro la riforma pensioni che tanta agitazione sta creando in Francia. Preynat, come riportato da TgCom24, ha dichiarato: “Non realizzavo il male che ho fatto ai bambini. Anni dopo, i genitori mi hanno fatto comprendere il male che avevo fatto ai loro figli. Per me, erano dei gesti di tenerezza. Mi è servito del tempo per capire che era male. Per me, all’epoca, non si trattava di aggressioni sessuali, ma di carezze, di coccole”.

BERNARD PREYNAT, SIMBOLO SCANDALO PEDOFILIA CHIESA FRANCESE

Ridotto allo stato laicale a luglio da un tribunale ecclesiastico, Preynat ha confessato abusi su decine di giovani andati avanti su giovani scout tra il 1971 e il 1991. L’ex sacerdote, che rischia ora fino a dieci anni di carcere, ha parlato davanti a dieci vittime sulle decine segnalate dall’associazione “La Parole Libérée”, che questa mattina si sono accomodate tra i banchi riservati alle parti civili. Accanto a loro vi erano cinque associazioni per la protezione dei minori. Le vittime delle violenze sessuali del 75enne ex parroco di Sainte-Foy-les-Lyon avevano tutte fra i 7 e i 10 anni d’età all’epoca dei fatti. Il caso Preynat è diventato l’emblema dello scandalo pedofilia nella Chiesa francese: coinvolto anche il cardinal Philippe Barbarin, già condannato a con la condizionale per omessa denuncia. Il 68enne porporato, come riportato da Il Giornale, nonostante la sentenza pronunciata dal tribunale di Lione aveva continuato a ripetere di non avere idea di cosa potesse essere giudicato colpevole.



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