Fa credere che l’ex è dell’Isis: vendetta video/ Torino, trasforma stanza in un covo

- Emanuela Longo

Lui la lascia e lei fa credere che il suo ex è dell’Isis: 25enne denunciata a Torino, ecco come la Digos ha scoperto la verità

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La bandiera dell'Isis

Lui la lascia e lei fa credere che l’ex è dell’Isis al punto da trasformare la sua stanza in un covo da estremista islamico e far avviare una indagine sul suo conto. E’ accaduto a Torino, come rivela il quotidiano Corriere.it, anche se alla fine i poliziotti della Digos hanno scoperto la verità ed a finire nei guai non è stato il giovane libanese 26enne bensì la sua ex fidanzata che non accettava la fine della loro storia d’amore. Secondo quanto emerso, la 25enne, ora denunciata dalla Digos di Torino per i reati di calunnia, furto e danneggiamento aggravato, dopo essere stata lasciata dal libanese era riuscita a intrufolarsi nella sua stanza trasformandola in un vero e proprio covo Isis con tanto di bandiere e striscioni dello Stato islamico. In realtà, il malcapitato 26enne non è affatto un seguace Isis ma nonostante questo la sua ex era riuscita comunque ad attirare l’attenzione della polizia che aveva avviato una indagine su di lui.

FA CREDERE CHE L’EX È DELL’ISIS: VENDETTA DI UNA 25ENNE

La vicenda raccontata in questi giorni, risale ai mesi scorsi: era il 23 novembre dello scorso anno quando presso la stanza del libanese, nella residenza universitaria di Lungo Dora Siena dove entrambi i ragazzi, studenti, vivevano, viene lanciato l’allarme incendio. Una volta intervenuti i soccorsi, nella camera sono stati trovati foto e poster dei leader di Al Qaeda, dell’Isis, di Hamas e bandiere con la scritta “shahada”, ovvero la professione di fede della religione islamica. Il 26enne è un seguace dell’Isis? Questo il dubbio della Digos che ha così avviato una indagine sul suo conto dalla quale però successivamente è emersa la verità. Mentre il ragazzo aveva fatto ritorno nel suo Paese di origine, la sua ex si era intrufolata nella stanza rubando le chiavi al custode in un momento di distrazione e aveva messo in atto la sua vendetta. Proprio grazie alle tracce di Dna lasciate dalla ragazza nella stanza, la polizia è riuscita a risalire a lei e mettere fine alle indagini sul giovane che è tutt’altro che un terrorista.



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