FABIO JAKOBSEN ESCE DAL COMA/ Condizioni buone dopo la caduta al Giro di Polonia

- Alessandro Nidi

Incidente Fabio Jakobsen: il ciclista olandese coinvolto in una drammatica caduta durante il Giro di Polonia è stato svegliato dal coma farmacologico.

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Il momento della caduta di Fabio Jakobsen

Arrivano buone nuove sulle condizioni di salute di Fabio Jakobsen, il ciclista olandese che mercoledi è stato vittima di un grave incidente al traguardo della prima tappa del Giro di Polonia. Come ci riporta proprio in questi minuti il Corriere dello sport, infatti il comitato organizzatore della prova UCI ha informato i fan che Jakobsen è uscito dal coma farmacologico e che al momento le sue condizioni sarebbero buone. E’ dunque un grande sospiro di sollievo per i sostenitori del ciclista olandese, ricoverato all’Ospedale di Sosniowec, che pure anche ieri ha subito un nuovo intervento chirurgico della durata di cinque ore, per le fratture multiple al volto riportate in seguito alla caduta choc, occorsa proprio nei metri finali prima del traguardo. Ricordiamo infatti molto bene la dinamica del tragico incidente, occorso a ridosso del traguardo: qui Jakobsen trovò tagliata la strada dal rivale Groenewegen e caddè a velocità folle contro le transenne poste al lato della strada, riportando gravissime ferite, soprattutto al volto. Subito soccorso, l’olandese è stato presto portato in ospedale dove le sue condizioni erano talmente gravi da temere della sia vita: i medici hanno dunque deciso di indurre il coma farmacologico, da cui è stato risvegliato solo oggi. Aggiungiamo che, come ci riporta il portale tuttobiciweb, il Pubblico Ministero polacco ha deciso di aprire un’inchiesta per far luce sul tragico incidente che ha coinvolto Fabio Jakobsen: c’è infatti la volontà di determinare l’effettiva responsabilità delle ferite riportate dall’olandese, o se invece i fatti vanno ricordato a un incidente di gara. (agg Michela Colombo)

JAKOBSEN IN PERICOLO DI VITA

Sono ore d’ansia e di preghiera quelle che scorrono lentamente “dietro le quinte” del Giro di Polonia, dove ieri, durante la volata della prima tappa, si è verificato un terribile incidente che ha portato alla caduta di diversi ciclisti proprio sulla linea del traguardo. Fra questi, ha decisamente avuto la peggio Fabio Jakobsen, atleta della Deceuninck Quick-Step, il quale, durante la carambola innescata dal “collega” Dylan Groenewegen, è stato letteralmente disarcionato dalla bicicletta dopo il violento impatto contro le transenne laterali di protezione, franando rovinosamente a terra e, secondo alcune indiscrezioni, travolgendo anche un fotografo, che sarebbe anch’egli in gravi condizioni. L’olandese è stato intubato in ospedale, dove gli è stato indotto il coma farmacologico. “Abbiamo fatto tutto il possibile. Le condizioni sono critiche, perché Jakobsen ha un grave trauma cranico. È in pericolo di vita. La caduta ha provocato lo schiacciamento del palato e delle vie respiratorie. Il problema è che ha perso tanto sangue. Nonostante questo è vivo, è con noi e speriamo di vincere questa battaglia”, ha asserito la dottoressa Barbara Jerschina, medico della corsa. Lo sportivo non avrebbe riportato fortunatamente danni spinali e cerebrali.

FABIO JAKOBSEN, POLEMICA SU GROENEWEGEN: “METTETELO IN PRIGIONE!”

Fabio Jakobsen, 23 anni, aveva vinto due tappe lo scorso anno alla Vuelta di Spagna e si candidava a una stagione di svolta per la sua carriera, dopo aver fatto il suo ingresso fra i professionisti nel 2018. Oltre alla speranza unanime che le sue condizioni di salute possano migliorare da parte dell’intero universo ciclistico, si è levata un’assordante polemica nei confronti di Groenewegen (squalificato), il ciclista reo di avere improvvisamente cambiato traiettoria, finendo per chiudere contro le transenne il malcapitato Jakobsen, che sopraggiungeva a tutta velocità in rimonta. Patrick Lefevere, general manager, ha rilasciato dichiarazioni furenti al termine della tappa: “Devono mettere in prigione quel corridore della Jumbo-Visma. Lo porterò in tribunale, il suo comportamento è un reato, non c’è spazio per azioni simili nel ciclismo”. Gli ha fatto eco il 20enne Remco Evenepoel, che, sul proprio profilo Twitter, ha scritto: “Certi corridori dovrebbero essere squalificati a vita. Dannazione! Vergognatevi!!!”.



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