FANTA-FINANZA(?)/ Dalla rottura dell’euro alla moneta unica mondiale

- Giovanni Passali

L’Italia rischia di attendere inutilmente i soldi del Recovery fund che andranno restituiti. La Germania, invece, potrà sempre lasciare l’euro

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Lapresse

Avanti tutta col Recovery Fund, già rinominato “Next Generation EU”. Chissà se con quel nome volevano dire che i soldi li vedranno i nostri figli, quando saranno vecchi come noi. Un nome che è tutto un programma, insomma. Ma qualcuno dei politici italiani se ne è accorto? Ah no, loro no, sono troppo impegnati a inventarsi chissà quale soluzione geniale agli “Stati Generali” indetti dal premier Conte.

A proposito di “Stati Generali”, ma qualcuno ha detto a Conte cosa successe a chi li ha indetti l’ultima volta, un pochino di più di duecento anni fa, nella vicina Francia? Eppure, qualcuno dovrebbe dirglielo, perché la Storia insegna un sacco di cose interessanti.

Nel frattempo, l’economia reale va… sotto un treno! Riguardo la produzione industriale, dal -25% di marzo sul mese precedente, siamo passati al -26% di aprile sul mese di marzo catastrofico. In totale, oltre il 50% rispetto a un anno fa! Pure all’estero i numeri, anche se migliori di quelli italiani, segnano un brutto tempo. Meno 9% in Germania, meno 16% in Francia, Pil previsto in calo in Gran Bretagna del 14% per fine anno.

Con i soldi del Next Generation EU, che arriveranno a partire dal 2021, che ci facciamo? L’economia sarà già massacrata e non ripartirà nemmeno con le cannonate. Del resto, i 400 miliardi di Conte, quelli della “potenza di fuoco mai vista” (letteralmente, mai vista, da nessuno), che fine hanno fatto? Il Governo si è fatto bello con un annuncio da grande effetto con fuochi d’artificio e poi ha fatto scattare la trappola, ponendo ostacoli e costruendo un meccanismo farraginoso in modo che la montagna partorisse il topolino. Il risultato è che sono pochi soldi, comunque presi a prestito e che vengono garantiti dallo Stato, quindi il conto lo pagherà lui (pena il default del sistema bancario, in caso contrario) e sarà un conto piuttosto salato, visto che in finanziaria per tale esigenza è stata stanziata la fenomenale cifra (reggetevi o mettetevi seduti, mi raccomando) di un miliardo. Quindi il danno si scaricherà sui bilanci successivi. Ma i soldi non ci sono oggi e non ci saranno domani, quindi non c’è alternativa, avremo il Mes.

A dire la verità non è che tra Mes o Next Generation EU vi sia una gran differenza: sono sempre soldi vincolati a precisi capitoli di spesa, soldi che in qualche modo dovremo pure restituire. Debito che si aggiunge al debito. Qualcuno dirà: ma no è proprio così, una parte del Next Generation EU è a fondo perduto. Si, ma chi mette questi soldi? Li mette il bilancio Ue, cioè i singoli Stati, cioè anche noi.

Ovviamente in questo giro di dare e avere, c’è chi prende di più e chi invece paga. Questo è il cuore del motivo per cui una serie di Paesi del nord Europa è totalmente contrario. E siccome per l’approvazione del bilancio Ue occorre l’unanimità, direi che la strada è un pochino complicata da qualche ostacolo. In aggiunta c’è la sentenza della Corte Suprema tedesca, quella che ha ingiunto alla Bce di spiegare entro tre mesi come giustifica i vari Qe iniziati da Draghi e proseguiti fino a oggi. La Bce finora ha fatto finta di niente e ha annunciato un nuovo piano Qe da altri 600 miliardi.

Ma c’è un termine e questo scade il 5 agosto. A norma di legge, la Bundesbank smetterà di fare la sua parte per produrre la liquidità comandata dalla Bce. Quindi inevitabilmente si aprirà una procedura di infrazione contro la Germania e questo spianerà la strada per l’uscita dall’euro, seguita ovviamente da un folto drappello dei paesi del nord Europa, quelli che non vedono l’ora di abbandonare la barca ora che inizia ad affondare, complice la crisi che nessuno ferma più.

A questo livello però intervengono fattori geopolitici che esulano da un’analisi prettamente economica o finanziaria. Il disastro finanziario indotto dalla rottura dell’euro avrà impatti devastanti anche per altre aree monetarie, prima di tutto quelle del dollaro. E questo mi fa pensare che arriveremo alla moneta unica mondiale. Infatti, il vero obiettivo è quello di non mollare il potere, soprattutto dopo aver verificato che è molto facile comandare quando si ha in mano il potere monetario.

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