“Farmaco per caduta capelli mi ha reso impotente”/ 35enne presenta esposto in Procura

- Davide Giancristofaro Alberti

Un ragazzo di 35 anni ha denunciato di aver subito gravissimi problemi fisici e psicologici a causa dell’assunzione di un farmaco per la caduta dei capelli

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Farmaci (Foto: Pixabay)

Un ragazzo di 35 anni ha presentato un esposto contro un farmaco anti-caduta dei capelli, che lo avrebbe reso impotente. La vicenda particolare è trattata nelle ultime ore da numerosi quotidiani online, a cominciare da La Stampa, e ci giunge da Milano: il giovane ha denunciato una casa farmaceutica dopo che ha assunto per otto anni il Finasteride, provocandogli, stando a quanto sostiene lo stesso, dei gravissimi problemi fisici. Il prodotto in questione si chiama Propecia, ed è distribuito dalla Merck Sharp % Dhome; il 35enne l’avrebbe assunto nel periodo che va dal 2007 al 2015, e stando a quanto si legge nell’esposto in possesso della Procura, avrebbe subito “modifiche morfologiche degli organi sessuali”, con conseguenza fisiche e psicologiche come “mialgie e compromissioni del sistema gastrointestinale, nonché disturbi psicologici e comportamentali fino alla perdita della memoria”, ma anche “la depressione”. Sembra inoltre che il ragazzo non sia stato l’unico ad aver subito queste gravi conseguenze, visto che sempre nell’esposto vengono elencate testimonianze di altri uomini nelle sue stesse condizioni.

“FARMACO PER CADUTA CAPELLI MI HA RESO IMPOTENTE”, LE RICERCHE CHE SVELANO LA SUA PERICOLOSITA’

In base a quanto si ipotizza, il prodotto in questione provocherebbe degli effetti negativi sulle cellule, anche anni dopo aver sospeso le cure. La molecola, stando a quanto si legge nel testo dell’esposto, e come riporta La Stampa, inibirebbe la conversione del testosterone in diidrotestosterone, che è l’ormone che durante la pubertà sostiene lo sviluppo dei caratteri sessuali maschili. Inizialmente il Finasteride era stato usato contro “le ipertrofie prostatiche benigne”, e quando si è scoperto che era efficace contro la calvizie, è stato riformulato appunto per questo uso. Peccato però che lo stesso, si legge ancora nel testo, esponga i consumatori “a un rischio irragionevole a fronte di una finalità esclusivamente estetica”. Esistono delle ricerche che sottolineano l’effetto negativo sui genitali maschili, e per le donne incinta è addirittura vietato solo avvicinarsi, rischio di subire danni al feto.

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