Fiera del libro per ragazzi di Bologna bandisce Russia/ “Stop a collaborazioni”

- Alessandro Nidi

La Fiera del libro per ragazzi di Bologna ha deciso di sospendere ogni collaborazione ufficiale con organizzazioni russe

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La Fiera del libro per ragazzi di Bologna ha deciso di chiudere le porte alle organizzazioni ufficiali russe, che, dunque, non potranno partecipare alla prossima edizione del salone, in programma dal 21 al 24 marzo. Lo si legge all’interno di una nota ufficiale, nella quale viene riportata la posizione della Bologna Children’s Book Fair-Bcbf, che “condanna la guerra dichiarata dalla Russia nei confronti dell’Ucraina e sospende ogni collaborazione con le organizzazioni ufficiali russe per la partecipazione alla prossima edizione della Fiera con effetto immediato”.

Bologna Children’s Book Fair, BolognaBookPlus e Bologna Licensing Trade Fair “hanno sempre sostenuto, e continuano a sostenere, la Ukrainian Publisher’s Association e promuoveranno gli editori, i libri, gli illustratori e gli autori ucraini anche quest’anno, benché purtroppo assenti. I libri sono da sempre ponti tra le culture e mai come oggi l’industria editoriale, per bambini, ragazzi e per tutti i lettori, è di fondamentale importanza per costruire la pace”.

FIERA DEL LIBRO PER RAGAZZI DI BOLOGNA DICE STOP ALLA RUSSIA: “GESTO DI SUPPORTO ALLA CITTADINANZA UCRAINA”

Sul “Corriere della Sera”, accanto alla notizia della decisione assunta dalla Fiera del libro per ragazzi di Bologna campeggiano le dichiarazioni dell’Associazione Italiana Editori-Aie, che, per bocca del presidente Ricardo Franco Levi, parla, senza ricorrere alla retorica, di una decisione “dolorosa ma doverosa, come gesto concreto di supporto alla cittadinanza ucraina e al mondo della cultura in particolare, che oggi subisce l’aggressione militare russa”.

“Allo stesso tempo – ha aggiunto – sosteniamo e applaudiamo al coraggio di editori, librai, distributori, autori, bibliotecari, traduttori russi che in più di mille hanno firmato un appello a favore della pace e per la fine delle operazioni militari in Ucraina, dimostrando così il loro dissenso rispetto alle scelte del presidente Vladimir Putin. Sappiamo tutti quanto in condizioni come queste manifestare e comunicare il proprio dissenso possa essere pericoloso: consapevoli e ammirati di tanto coraggio, siamo loro vicini”.





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