FILIERE/ Da Ismea uno strumento finanziario per le imprese agroalimentari

- Manuela Falchero

Lanciato al Macfrut di Rimini, alla presenza del Ministro Patuanelli, il pacchetto “Ismea investe” è un’opportunità per le imprese agroalimentari

Stefano Patuanelli
Stefano Patuanelli (Lapresse, 2019)

Sostenere economicamente i progetti di sviluppo della filiera agroalimentare italiana. Questo l’obiettivo di “Ismea Investe”, strumento finanziario messo a punto da Ismea che prevede interventi di equity, quasi equity, prestiti obbligazionari e strumenti finanziari partecipativi fino a 20 milioni di euro per le società di capitali che presentino piani di investimento nel settore della produzione agricola e dell’agroindustria, comprese le attività commerciali e logistiche.

“Ismea – afferma il suo Presidente, Angelo Frascarelli – è pronta ad affiancare Istituzioni e imprenditori e a scommettere finanziariamente su progetti di sviluppo della filiera che offrano le necessarie garanzie di sostenibilità ecologica ed economica, visione strategica e coerenza rispetto alle missioni indicate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Uno strumento per il rafforzamento dell’agroalimentare italiano in una fase espansiva che sta caratterizzando la nostra economia dopo i difficili mesi di pandemia”.

E la proposta sembra avere già incontrato il plauso a livello istituzionale. “Ismea accompagna lo sviluppo delle aziende con molti strumenti: dalle analisi di mercato, agli interventi di sostegno e impulso all’imprenditoria femminile e giovanile come ‘Donne in campo’ e la misura ‘Più impresa’, sino alle garanzie che hanno operato con una particolare intensità in epoca Covid per sostenere la liquidità delle aziende – ha dichiarato il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli, intervenuto durante la presentazione dell’iniziativa avvenuta nel corso di Macfrut Rimini, la fiera dedicata all’ortofrutta andata in scena del 7 al 9 settembre scorsi -. A questi strumenti si affianca oggi l’implementazione di un nuovo prodotto finanziario che opera a condizioni di mercato e si rivolge alle società di capitali. ‘Ismea Investe’ dà una risposta a una delle principali fragilità del sistema aziendale italiano – la sottocapitalizzazione -, che rappresenta un freno all’accesso al credito e alle politiche di sviluppo e investimento del settore”.

Chi l’ha già scelto

Passando dalla teoria alla pratica, lo strumento pare avere già convinto un nutrito gruppo di imprese. “A maggio 2015 – racconta Marco Ciurlanti, Direttore Generale dello Staff del gruppo Fileni -, Ismea ha effettuato la sottoscrizione di uno strumento finanziario partecipativo di 10 milioni di euro attraverso l’aumento del capitale sociale di Carnj Società Cooperativa Agricola, ovvero la società che si occupa della macellazione, lavorazione e trasformazione delle carni avicunicole all’interno della Filiera del Gruppo Fileni”. L’obiettivo? “L’operazione – afferma Ciurlanti – è legata al sostegno e all’ottimizzazione dei processi produttivi e conseguentemente allo sviluppo commerciale del Gruppo”.

Tra i nomi di chi sta sperimentando la proposta figura anche Planet Farms. “Si tratta – dichiara il Co-fondatore e Co-Ceo, Luca Travaglini – di una società giovane e sostenibile, che nasce dall’unione tra il meglio della tecnologia mondiale e il meglio della tradizione agronomica italiana, con l’obiettivo di costruire il nuovo paradigma agricolo a beneficio di tutti e senza compromessi. Ismea ci ha supportato consentendoci, nonostante il periodo di pandemia, di completare il nostro primo stabilimento in tempi rapidi”. Ma Planet Farms non si fermerà qui. “Abbiamo già iniziato i primi passi che porteranno alla realizzazione di altri cinque stabilimenti in Italia e Europa”, anticipa Travaglini.

Alla lista si deve poi aggiungere anche la società agricola Pomeo. “L’azienda – spiega l’imprenditore, socio di riferimento della società Gaetano Buglisi – punta alla creazione di una filiera italiana dei superfruits (ovvero i frutti più utili al nostro benessere, più ricchi vitamine, minerali, antiossidanti) circolare e sostenibile attraverso l’adozione in campo di tecnologie di agricoltura di precisione che consentano la riduzione dei consumi di acqua a uso irriguo e l’implementazione di processi produttivi in grado di valorizzare gli scarti derivanti dalla lavorazione del prodotto fresco destinato al consumo alimentare. L’investimento finanziato da Ismea ha consentito di avviare un importante programma di infrastrutturazione nel Salento tra le province di Brindisi e Lecce attraverso la rigenerazione di oltre 300 ettari di terreni incolti o abbandonati e la piantumazione di melagrane delle varietà Wonderful e Ako attraverso l’utilizzo capillare di una strumentazione elettronica che garantisce il monitoraggio dello stato di salute e di sviluppo della singola pianta, preservando qualità e produttività”.

Dal Sud al Nord del Paese, le testimonianze non cambiano tono. Lo conferma il caso di Joinfruit, OP (organizzazione dei produttori) nata nel 2015 su iniziativa di Sanifrutta soc.agr.coop., storica realtà del panorama ortofrutticolo piemontese. “Nel 2019 – ricorda Bruno Sacchi, Direttore di Joinfruit – l’azienda ha deliberato un investimento per migliorare e ottimizzare la lavorazione e il confezionamento della mela, sostenendo la costruzione di un fabbricato su 3 piani di 14.000 mq complessivi con un magazzino automatico destinato alla calibratura, lavorazione e spedizione del prodotto, utilizzando le più avanzate tecnologie attualmente disponibili. E in questo percorso, il bando Ismea ha rappresentato per noi un’opportunità fondamentale che ci ha permesso di conciliare le esigenze finanziarie dell’operazione con la complessità della struttura della tesoreria aziendale”.

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