Flat tax e abolizione Irap nella riforma fiscale/ Come cambiano le tasse: il focus

- Niccolò Magnani

Accordo sulla riforma fiscale anche su mini flat tax P.Iva e abolizione Irap per le imprese: tutte le novità in attesa della legge delega. Come cambiano le tasse

Salvini a palazzo Chigi
P. Chigi, Matteo Salvini dopo incontro con Mario Draghi (LaPresse, 2021)

La “difesa” della mini flat tax, l’abolizione dell’Irap per le imprese e la semplificazione (via micro-tasse): sono queste alcuni dei punti contenuti nella riforma fiscale che giungerà in Parlamento dopo il via libera avvenuto in Commissioni Finanze riunite lo scorso 30 giugno: il documento in bozza arriverà in Parlamento entro il 31 luglio per condurre in porto la legge delega necessaria a soddisfare parte del capitolo fisco nel Recovery Plan. Dopo il difficile ma raggiunto accordo tra tutti i partiti di maggioranza, si è giunti in primo luogo a definire il superamento definitivo dell’Irap (l’imposta regionale sulle attività produttive), puntando anche ad una semplificazione dell’ires (imposta reddito delle società) fino a una rateizzazione più corposa per alleggerire l’impatto sui lavoratori autonomi.

L’attenzione in special modo di Lega e Forza Italia sulla semplificazione fiscale e la valorizzazione delle Partite Iva ha condotto in porto l’accordo finale con i Presidenti Marattin (Italia viva) e D’Alfonso (PD): secondo il documento finale approvato dalle Commissioni, si legge anche il taglio dell’Irpef a favore del ceto medio, con richiesta di «abbassamento dell’aliquota media effettiva con particolare riferimento ai contribuenti nella fascia di reddito 28.000-55.000, eliminando le discontinuità e rivisionando le cosiddette tax expenditures». In merito all’Irap invece, si legge nel report: «la Commissione raccomanda un riassorbimento del gettito Irap nei tributi attualmente esistenti, preservando la manovrabilità da parte degli enti territoriali e il livello di finanziamento del servizio sanitario nazionale, senza caricare di ulteriori oneri i redditi da lavoro dipendente e assimilati».

COME CAMBIA LA FLAT TAX

«La riforma fiscale che sta prendendo forma ha l’impronta della Lega: l’abolizione dell’Irap (tassa sul lavoro), la riduzione dell’Irpef soprattutto delle aliquote sul ceto medio, la difesa delle Flat tax per le partite iva fino a 65mila euro. È in archivio la tassa patrimoniale di successione e la reintroduzione dell’Imu: siamo soddisfatti, questo è il motivo per cui la Lega è entrata nel Governo Draghi», così ha spiegato uscendo dalla Camera dei Deputati il leader della Lega Matteo Salvini. Capitolo a parte il discorso della flat tax, tema alquanto divisivo tra i partiti di Centrodestra (che la sostengono) e Centrosinistra (che la detestano): il Carroccio ha ottenuto infatti la difesa del regime di flat tax per le Partite Iva fino a 65mila euro, ma si tende ad ampliare la discussione in Parlamento quando si discuterà nel merito della legge delega sul fisco. Claudio Durigon, sottosegretario al Mef, intervistato da Rai News24 ha spiegato «La prossima finanziaria darà rilancio all’economia, soprattutto ai settori più in crisi. L’abbattimento dell’Irpef sul ceto medio, l’accorpamento di tutte le detrazioni fiscali e l’ampliamento della flat tax per gli autonomi saranno fondamentali per una mini riforma del fisco». Netto però lo stop ad un ampliamento della flat tax che arriva dal segretario Pd Enrico Letta, «La riforma fiscale sta imboccando la direzione giusta: meno tasse per il ceto medio, per chi lavora e per chi fa impresa. La flat tax non passa e la progressività fiscale si conferma bussola dell’azione del governo. Grande attenzione poi all’ambiente e allo sviluppo sostenibile».



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