Fondazione Gimbe vs Oms “asintomatici trasmettono Covid”/ “Sono 40-45% degli infetti”

- Claudio Franceschini

L’allarme lanciato dalla Fondazione Gimbe: il 40-45% degli infetti da Coronavirus sono asintomatici e la loro carica virale può essere molto alta, pertanto ci vuole molta prudenza.

Fondazione Gimbe
Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe (da Facebook)

“E’ molto raro che una persona asintomatica possa trasmettere il Coronavirus”: questa frase è stata pronunciata due giorni fa da Maria Van Kerkhove, capo del team tecnico anti-Covid dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Dichiarazione che ha destato scalpore, soprattutto perché in seguito (il giorno dopo) è arrivata la rettifica con l’ammissione di aver preso in considerazione un set di dati limitato. Su questo ha replicato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe: il quale ha sottolineato come sia opportuno conoscere i risultati di una ricerca già disponibile “prima di lanciarsi in dichiarazioni tanto ardite quanto pericolose”. Il tema infatti è più complesso, e i dati che sono portati dalla fondazione raccontano qualcosa di diverso: si fa riferimento alla pubblicazione di una revisione di Daniele Horan e Eric Topol sugli Annals of Internal Medicine, nella quale sono comprese le migliori evidenze disponibili sugli asintomatici da Covid-19. Sono state prese in esame 16 coorti, tra cui quella di Vo’.

CORONAVIRUS, ASINTOMATICI SONO IL 40-45% DEGLI INFETTI

I risultati dicono che il 40-45% delle persone infette da Coronavirus non presenta sintomi, il che porta alla conclusione che il virus si può diffondere tra la popolazione in maniera silenziosa ed estesa. Sono almeno il 30% gli infetti che non manifestano sintomi da Coronavirus, contando che è parecchio complicato distinguere gli asintomatici dai presintomatici. Gli asintomatici inoltre possono trasmettere il virus per un periodo prolungato, anche superiore ai 14 giorni che sono sempre stati considerati come una media accettabile di incubazione e trasmissione del virus. In più, almeno due studi effettuati in Lombardia lasciano intendere che la carica virale sia pressochè identica (la cosa non è stata ancora adeguatamente studiata) ma gli asintomatici possono presentare anomalie polmonari subcliniche di incerto significato.

Dunque, le evidenze che per il momento sono disponibili – come ha concluso Cartabellotta nel suo intervento – ci dicono che “la prevalenza dei soggetti asintomatici è un fattore rilevante nella diffusione del contagio da Sars-CoV-2”. Di conseguenza è importante che le misure di sanità pubblica siano orientate a identificare, tracciare e isolare i soggetti asintomatici e allo stesso tempo far rispettare il distanziamento sociale e utilizzare la mascherina quando non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza.

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