Formentera, addio ai chiringuitos: applicata la Bolkestein/ L’allarme: “In Italia a rischio 30mila attività”

- Lorenzo Drigo

Formentera, nonostante le critiche e le opposizioni, ha deciso di applicare la Bolkestein: in Italia la direttiva UE sulle concessioni balneari mette a rischio 30mila attività

Ombrelloni in spiaggia (Foto: Pixabay) Ombrelloni in spiaggia (Foto: Pixabay)

Formentera: con la Bolkestein spariranno i tradizionali chiringuitos

Si è definitivamente chiusa per Formentera (una delle più piccole ed apprezzate isole spagnole) l’epoca delle concessioni balneari rinnovate “per 100 anni” dopo le recente decisione del comune di applicare la cosiddetta Bolkestein: la direttiva europea pensata per evitare la concorrenza sleale nelle attività turistiche e che prevede la rimessa all’asta di tutte le concessioni. Una direttiva fortemente criticata in Italia perché avrebbe effetti devastanti (o almeno, così dicono balneari e sindacati di categoria) sui piccoli imprenditori turistici italiani, che si vedrebbero (come nel caso di Formentera, a cui arriviamo subito) strappate le concessioni da grandi multinazionali o gruppi imprenditoriali.

Venendo al caso spagnolo, nonostante le forti opposizioni, il comune ha tirato dritto e la Bolkestein è stata attivata con la quasi totalità dei voti a favore (15 su 16, secondo quanto riporta il Quotidiano Nazionale) che hanno anche rinnovato il regolamento locale sulle concessioni. I balneari di Formentera, infatti, dovranno rispettare norme più stringenti sulle costruzioni, sull’occupazione del solo pubblico e sul rispetto dell’ambiente, a partire dall’abbattimento e dalla ricostruzione di tutti i famosi e tradizionali chiringuitos (i chioschi/bar in riva al mare).

Confcommercio: “Il Governo dia risposta ai balneari italiani”

Ora, la conseguenza della Bolkestein è che il settore del turismo in Spagna vedrà una rinnovata Formentera gestita (così emerge dalle prime gare d’appalto) da una nuova leva di balneari, il larga (larghissima) parte stranieri: la quasi totalità degli ex imprenditori locali sono, infatti, stati scalzati da nuovi imprenditori. Con una reazione quasi naturale, all’arrivo della notizia in Italia hanno iniziato a tremare i gestori dei 10mila stabilimenti balneari (con circa 40mila dipendenti in totale) che temono una sorta di effetto-Formentera anche in Italia, con il Governo che coglierà la palla al balzo per rimettere tutte le concessioni in appalto.

Ma con tutte, intendiamo proprio tutte, perché nella Bolkestein sono comprese non solo le attività strettamente balneari (anche se la decisione di Formentera si limita a queste), ma anche tutto ciò che ruota attorno al turismo (scali portuali turistici, bar, ristoranti, locali e chi più ne ha, più ne metta): quel 10mila citato prima, salirebbe ad oltre 30mila, senza considerare il numero totale di impiegati. Sul caso in sé, il già citato Quotidiano Nazionale ha interpellato Simone Battistoni, vice di Sib Confcommercio, che si è detto pronto a lottare “per il nostro lavoro, il futuro delle nostre famiglie e la tutela del turismo balneare”. Si dice fiducioso “nella posizione assunta dal Governo nei nostri confronti”, ma ritiene anche che sia il momento di passare “dalle parole ai fatti”, accogliendo la richiesta europea di presentare “una proposta più approfondita” rispetto alla “mappatura [che] non basta“.





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