Fortunata Loffredo abusata e uccisa a Caivano: parla la mamma/ “Sono scappata da quell’inferno”

- Silvana Palazzo

Fortunata Loffredo, la bambina abusata e lanciata da un palazzo a Caivano: parla la mamma Mimma Guardato. "Sono scappata da quell'inferno. Ora rivivo quei giorni atroci..."

mimma guardato mamma fortunata loffredo tgcom24 640x300 Mimma Guardato, mamma di Fortunata Loffredo (screen da Tgcom24)

«Quella città è un inferno». Così Mimma Guardato parla di Caivano, da dove è scappata dopo che la figlia Fortuna Loffredo venne abusata e lanciata dal tetto del palazzo. All’epoca aveva trent’anni, ora è una donna che ha voltato pagina con altri due figli. Vive a Faenza con la madre, che le fu vicina insieme a don Patriciello, il quale l’aiutò a scappare da quell’orrore. Ora che ci sono due nuove vittime di violenza a Caivano, la donna torna a rivivere quei giorni atroci: «Se là dentro, in quell’inferno, non si combatte, non si sa che cos’altro può avvenire. Non conosco quelle ragazzine, ma sono madre e ho perso mia figlia in una situazione molto simile. Almeno, loro due sono vive», dichiara a Repubblica.

Sono passati dieci anni dalla morte di sua figlia Chicca, ma nulla è cambiato a Caivano: «Dopo l’ultima udienza del processo per la mia bambina, ho preso i miei figli, ho fatto le valigie e me ne sono andata. E ora è tutto diverso: ero disoccupata, mentre qui lavoro in una grande impresa di pulizia. Stiamo bene. L’angoscia c’è sempre, ma dopo tanto dolore si deve ricominciare», aggiunge Mimma Guardato. A Caivano torna solo per andare al cimitero, del resto non vuole sapere più niente.

MAMMA DI FORTUNATA LOFFREDO: “CON I MIEI FIGLI NON PARLIAMO QUASI MAI DI LEI”

Dopo Fortunata Loffredo ci fu il caso Antonio Giglio. Mimma Guardato non sa se sia stato un incidente: «Non si è trovato niente. Per forza. Cinque anni dopo la morte di quel bambino, su quel corpicino di appena 4 anni, pure lui caduto da una finestra, che ci si aspettava di trovare?». Ora la mamma della piccola Chicca vive in Emilia-Romagna, scelta perché ci viveva la sorella, quindi ha fatto trasferire tutta la famiglia. Sugli altri due figli, nell’intervista a Repubblica aggiunge: «Uno ha 18 anni e andrà all’università, l’altro 13, è in terza media. Per il momento vogliono solo studiare. E chissà se in quel posto orribile ci sarebbero mai riusciti. Hanno l’accento del nord, ora sentono parlare in napoletano solo me».

I figli ricordano la sorella: «Non si aspettavano che potesse fare quella fine. Ma noi non ne parliamo quasi mai. Basta che ci guardiamo negli occhi. A loro devo nascondere la mia sofferenza». Per quanto riguarda il Parco Verde di Caivano, la soluzione è una per Mimma Guardato: «Ci vuole lo Stato, che lì non c’è. Non si può lasciare uno come don Patriciello a combattere da solo».





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