FRANCESCO MOTTA, MARITO CAROLINA CRESCENTINI/ “Matrimonio? Abbiamo fatto una follia”

- Raffaele Graziano Flore

Francesco Motta, marito di Carolina Crescentini. “Lei assieme a mia madre è la prima che ascolta i brani nuovi: la musica mi ha salvato e mi ha aiutato a trovare il modo di stare al mondo”

Francesco Motta
Francesco Motta (Instagram)

Carolina Crescentini, ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, ricorda il primo incontro con Francesco Motta e il giorno del loro matrimonio. ​”È stato bellissimo. Io non ho mai creduto non solo nel matrimonio, ma nella necessità di vedermi in un matrimonio.” ha esordito l’attrice sul tema, spiegando che si trovavano in America quando hanno deciso di fare una follia: sposarsi. “Abbiamo comprato due fedi, io ho messo una maglia bianca degli Aerosmith e ci siamo sposati. Prima, però, ho voluto avvertire almeno mio padre”. Ha inoltre svelato che: “Poi siamo tornati in Italia, abbiamo cercato un posto a metà strada tra Roma e Livorno, e abbiamo festeggiato con tutta la famiglia. È stato bellissimo”. (Aggiornamento di Anna Montesano)

CAROLINA CRESCENTINI E IL RAPPORTO COL MARITO MOTTA

Nell’appuntamento in programma questo pomeriggio, ci sarà anche Carolina Crescentini nel nutrito cast di ospiti di “Verissimo”: e nella prima delle due oramai canoniche puntate che il rotocalco condotto da Silvia Toffanin su Canale 5 ha nel corso del weekend, i riflettori si accederanno non solo sulla vita della 41enne attrice romana e sui suoi prossimi impegni professionali ma anche sulla sua vita privata. E quindi inevitabilmente anche su Francesco Motta, meglio noto per la stampa specializzata e la sua fan base solo come Motta, che dal 2017 fa coppia fissa con lei e nel 2019 invece l’ha portata all’altare per quello che era stato un matrimonio un po’ a sorpresa.

Ma cosa sappiamo del 35enne artista originario di Pisa e che, assieme a una serie di colleghi under 40 e molto in voga negli ultimi anni, fa parte di quella cosiddetta new wave del cantautorato italiano che mescola indie e stilemi classici? Nato il 10 ottobre nel capoluogo toscano, Francesco Motta ha mosso i suoi primi passi nel mondo della musica con l’esperienza dei “Criminal Jokers”, band molto attiva nel sottobosco della musica post-wave e punk e che è stato il trampolino di lancio per l’artista toscano che tuttavia poi ha seguito altri percorsi e scelto anche strade diverse di sperimentazione musicale una volta intrapresa la carriera solista. Dopo il discreto successo con i CJ, arriva il primo disco solista nel 2016, intitolato emblematicamente “La fine dei vent’anni” e che segna appunto una rottura nel suo percorso, non solo dal punto di vista musicale ma pure del successo tanto che questo lp ottiene il Premio Tenco dedicato alle opere prime.

MOTTA, MARITO DI CAROLINA CRESCENTINI, “LEI E’ LA PRIMA CHE ASCOLTA I MIEI…”

Ma cosa è diventato oggi Motta, a cinque anni di distanza dal debutto solista e tre album dopo, dato che nel frattempo ha pubblicato pure “Vivere o morire” (2018) e “Semplice”, uscito proprio quest’anno? Un ottimo bignami del Motta-pensiero lo svela una bella intervista che il cantautore pisano ha concesso negli ultimi tempi al magazine GQ, in cui ha parlato non solo della sua ultima fatica discografica ma ha anche svelato un po’ del suo mondo interiore. “Nel frattempo sono cambiato” esordisce, spiegando la distanza che c’è rispetto al Francesco di tre anni fa: “Suonare mi ha aiutato a trovare, nella post adolescenza, il mio modo di stare al mondo” ha ammesso rispondendo alla domanda se per lui la musica fosse un’àncora di salvezza e da cosa l’avesse salvato.

“Il mio mantra ‘Non devi fare musica bella, devi fare musica tua’ è sempre lo stesso: me lo disse Riccardo Senigallia” conferma Motta, rivelando che sono sua madre e sua moglie, ovvero due donne, le persone che per prime ascoltano le sue canzoni, non solo per capire se è stato chiaro ma anche per avere due produttrici artistiche… d’eccezione. E i maestri che un tempo lo respingevano con commenti negativi? Utili anche loro perché hanno “rafforzato le mie fragilissime convinzioni”. Invece il “bambino punk” che era un tempo è rimasto ancora dentro di lui: “Arrivato a 20 anni, ha inventato degli avversari perché aveva voglia di combattere…” rivela, rimanendo comunque molto abbottonato sulla sua vita sentimentale, come lo è d’altronde la sua compagna Carolina, presenza comunque costante.

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